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UN INVIATO NEL MONDO DELLE TRUFFE

UN INVIATO NEL MONDO DELLE TRUFFE

A tu per tu con il padovano Moreno Morello, storico volto del Tg satirico “Striscia La Notizia”. Specializzato nello smascheramento di truffe e raggiri, svela che per fare questo strano mestiere gli è stata d’aiuto una laurea in legge mai conseguita e un fisico da atleta

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La gamba giusta, quella che serve per inseguire le sue vittime che fuggono spesso dal suo microfono ce l’ha grazie ad un passato da quattrocentometrista. Si è conquistato il “posto” da inviato dopo esser stato messo alla prova e oggi, quando il suo nome viene annunciato per uno dei servizi a cura del Tg satirico “Striscia La Notizia”, trema mezza Italia, soprattutto in Veneto. Moreno Morello, 41 anni, padovano doc, rappresenta una di quelle figure di cui oggi il giornalismo d’inchiesta avrebbe bisogno come il pane. Un personaggio, il suo, nato nel 2003 e che da 11 anni ininterrottamente imperversa sugli schermi Mediaset dopo l’ora di cena, dopo gli stacchetti delle “veline”. «Io nasco come spettatore fedelissimo di “Striscia” e lo sono stato per tanti anni fin da quando ero ancora studente universitario e frequentavo la Facoltà di Legge a Padova, la città in cui sono nato e cresciuto» – racconta lo stesso Moreno – «Quando ho sentito l’annuncio che cercavano degli inviati, delle facce nuove, per il tg satirico non ho perso tempo e mi sono inventato il personaggio vestito di bianco, a caccia di truffe da smascherare. Sono stato talmente convincente fin da subito che mi hanno voluto mettere alla prova fin dal primo provino. E… che dire, sono piaciuto».
Studi di Legge ma anche sport, tanto sport, nella vita di Moreno Morello. «Sono stato tesserato per il Cus Padova per molti anni e correvo i 400 metri piani. Ma nella vita ho fatto anche l’arbitro di calcio. Diciamo che correre è un po’ il mio secondo mestiere, anche se per anni non l’ho fatto per dare la caccia alle persone che truffano il prossimo. Cerco di tenermi in allenamento quando posso e vi giuro che avere gambe allenate spesso serve per i miei specialissimi inseguimenti a caccia di truffatori che, è proprio il caso di dire, quando mi vedono arrivare se la danno a gambe. Per quanto riguarda il mio percorso di studi sono da 10 anni laureando in Legge: quella tesi alla quale alla fine non sono mai arrivato, però, mi è comunque servita».
Truffe e Morello, un lavoro ormai diventato a tempo pieno. «Quando ho spedito la mia domanda di provino a Striscia, lavoravo in una fondazione bancaria a Padova nel settore dell’arte. Ma il mio forte è sempre stato la parlantina, forbita e che distrae. Usavo la stessa tecnica anche quando correvo i 400 metri piani prima delle gare: parlavo agli avversari anche mentre correvo per distrarli e funzionava. Sì, fare l’inviato come lo faccio io per il tg satirico ormai è diventato un lavoro a tempo pieno. Un impegno che non ti lascia spazio di fissarti appuntamenti nella vita di tutti i giorni perché se arriva una segnalazione noi corriamo subito e lasciamo perdere tutto il resto. La tempestività e l’immediatezza sono uno dei punti di forza delle nostre inchieste che hanno alle spalle una lunga preparazione». ù
Morello e un’inchiesta, come e quanto ci si prepara? «Dietro ogni servizio c’è un grande lavoro. Io mi preparo molto sugli argomenti in maniera molto dettagliata e senza tralasciare nulla al caso: a noi non è concesso di sbagliare e non vogliamo sbagliare. Se un servizio non è attendibile al 99,9% non va in onda. Sì, in un certo senso facciamo giornalismo d’inchiesta ma anche vere e proprie inchieste. Le Forze dell’Ordine, le Procure spesso ci ringraziano perché trovano la strada già spianata da quello che riusciamo a far emergere».
Il Veneto sembra un serbatoio inesauribile di notizie e di truffe da smascherare. «È vero, non ci facciamo mancare niente dalle nostre parti. Venezia è prima per quanto riguarda le truffe ai turisti. Padova è invece città leader per società telemarketing furbette e truffaldine ma anche per le sedi fittizie di multiproprietà. A Padova abbiamo trovato poi i “duplicatori” di euro. Abbiamo indagato su una truffa che portava in giro per tutta Europa per poi scoprire che la base era sempre a Padova».
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Conduttore per 10 giorni assieme a Capitan Ventosa ma Moreno Morello per quanto andrà ancora avanti a inseguire i truffatori? «Primo, fino a quando le ginocchia me lo consentiranno. Secondo, fino a quando non mi stuferò di giocare nella squadra (televisiva) da battere. Quando lo stimolo resiste e anzi raddoppia, è difficile rinunciare alla sfida. Faccio qualcosa che mi piace e mi piace farlo. Per ora non mi pongo il problema del poi».
Un’arte, quella di scoprire truffe, che a novembre è finita anche a teatro. Come? «Grazie alla Regione Veneto che ha prodotto questo spettacolo siamo andati in scena al teatro Pio X di Padova per la prima volta con una sorta di commedia che va ad analizzare tutti i meccanismi che regolano le truffe e il lavoro stesso del truffatore. Ci sono approfondimenti con due attori e una compagnia autonoma».
Ci tolga una curiosità: ma quanti abiti bianchi tiene nell’armadio? «Una decina, di varie qualità e tessuti. Ci sono quelli diciamo più da battaglia e quelli che costano un po’ di più che tengo in serbo per i servizi meno movimentati. È il caso per esempio del servizio che non dimenticherò mai, svolto a Londra, quando ho fatto l’inseguimento più lungo della mia storia di inviato a Striscia compiendo una staffetta con due compagni di corsa su pista».

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