Turismo: Venezia come esperienza

Turisti in Piazza San Marco, a Venezia

La sfida delle guide turistiche veneziane: cultura e storia sullo sfondo di crocevia del turismo ormai saturi.

I risultati di un recente sondaggio dell’ente bilaterale di settore Ebtour curato dal Centro Studi Turistici parlano chiaro.
Il turismo non è solo strumento prezioso per la valorizzazione e conoscenza del nostro Paese ma anche un formidabile volano economico.
Con i suoi 227 miliardi di euro di fatturato (dato 2018) contribuisce per il 13% alla formazione del Pil nazionale.
E i numeri sono in crescita anche nell’occupazione: nel giro di 5 anni il settore creerà circa 250mila nuovi posti di lavoro. Una ricchezza e un catalizzatore soprattutto per i giovani, che va alimentato e sostenuto con iniziative innovative e politiche capaci di guardare al futuro.
Venezia, con il suo flusso di oltre 25 milioni di presenze annuali, è una delle maggiori destinazioni turistiche italiane assieme a Roma, Firenze Milano e Napoli.
Ma è sotto assedio. E sono ancora i numeri a dare la misura di questa febbre: una media di 73,8 turisti per ogni abitante.

 

Turisti in Piazza San Marco

La sfida delle guide turistiche veneziane

Tra le figure impegnate contro il turismo low cost ci sono le guide turistiche veneziane. Fra queste anche le Best Venice Guides: le guide della Venezia migliore.
“Intendiamoci, non c’è una Venezia migliore e una peggiore -spiega Luisella Romeo, attuale presidente dell’associazione formata da oltre un centinaio di guide certificate- E’ una denominazione pensata per dare un’immagine di bellezza e valore a questa città prigioniera di un turismo predatorio e anche pericoloso per i danni che procura, dai masegni vandalizzati in piazza San Marco, alla vernice sui leoncini nell’omonima piazzetta, ai “graffiti” sui marmi della Scuola Grande di San Rocco.
Best Venice Guides propone un turismo di qualità sia come offerta che come professionalità”.
Venezia del resto è una città speciale “E allora per scoprirla nel suo intimo rispettandone la vita e i ritmi, la cultura e le liturgie, tutte le guide della nostra associazione sono native o persone che hanno deciso di vivere qui proprio per amore della città e trasferire questo amore nell’impegno professionale.

Vivere la città come esperienza

Bisogna avere un’esperienza di vita piena e comunicarla ai nostri ospiti. Anche questo è riconoscere e rispettare l’eccezionalità veneziana -sottolinea la presidente dell’associazione nata nel 2015- Vogliamo far conoscere la città trasmettendo emozioni. I nostri tour sono studiati per raggiungere questo obiettivo”.

 

Luisella Romeo, presidente di Best Venice Guides

Uno che se ne intende di turismo come Arrigo Cipriani, il patron di un impero partito dall’Harry’s Bar, da tempo denuncia il vuoto di cultura nel turismo veloce degli anni Duemila.
“Ha ragione -commenta Luisella Romeo- per questo Best Venice Guides aspira a coinvolgere il visitatore in un’esperienza virtuosa nella città, così con i nostri turisti si va a trovare Marisa Convento, una delle ultime impiraresse veneziane o la bottega di forcole e remi di Saverio Pastor. O ancora la storica impresa Mario Berta, oggi gestita dalla famiglia Menegazzo: unici battiloro (24 kt) ancora operanti in Europa e che mantengono viva la tradizione che origina nella Venezia bizantina.
Cultura e storia sullo sfondo di crocevia del turismo ormai saturi: San Marco, Rialto, lista di Spagna, le Mercerie”

Contro il turismo mordi e fuggi soluzioni anti-degrado

Eppure il turista vuole anche quelle cartoline universali.
“Vero, a Firenze si va a Santa Croce o al Duomo, a Roma al Colosseo o San Pietro. Sono cartoline obbligatorie. Indubbiamente moltiplicatori del consenso turistico, ma non ci si può accontentare, anche se temo dovremo abituarci a convivere con un turismo d’assalto deleterio e francamente con scarso ritorno di valore per l’economia cittadina”.
Nervo scoperto per Venezia. Infatti, anche il Comune sta cercando e sperimentando soluzioni anti-degrado su più fronti.
Gli operatori e Best Venice Guides nello specifico come partecipano a questo sforzo per contenere e indirizzare i flussi turistici?
“Al di là dei grandi numeri su cui devono intervenire scelte politiche e amministrative lungimiranti e rispettose della città e dei veneziani, il nostro contributo si è concretizzato per esempio nella formula, concepita in accordo con i Musei Civici, “Il Museo nella città” con itinerari tipo “Dai Frari a Ca’ Pesaro tra potere e mecenatismo”, un modo per far dialogare le realtà museali meno note con il contesto storico urbano”.
Un primo passo nella direzione di uno scambio sinergico con le istituzioni cittadine, non solo quelle artistiche e museali, quindi?
“Best Venice Guides considera fondamentale un rapporto di collaborazione e sinergia con questi soggetti: anche in questo caso vale il principio del fare squadra.

 

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