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Il Trofeo che rende protagonista il volontariato

caorline
Nella foto in alto: La locandina del XIV Trofeo Città di Venezia

Sul traguardo, ci sarà un’imbarcazione più veloce. Ma i veri vincitori, alla fine, saranno tutte le associazioni che hanno abbinato il proprio nome alle nove caorline.
Perché è questa la finalità del Trofeo Città di Venezia, giunto alla 14^ edizione: far conoscere meglio, ai cittadini, la grande opera che i volontari svolgono sul territorio. “Abbinare le associazioni con le remiere, espressione di quella venezianità che vorremmo non fosse mai dimenticata – ha spiegato Giovanni Giusto, consigliere delegato alle Tradizioni del Comune di Venezia – aiuta a riscoprire i valori veri della nostra comunità. A Venezia, il protagonismo si esaurisce nel tempo di una regata. Poi torna la voglia di sostenersi l’un l’altro”.

Il XIV Trofeo Città di Venezia

L’appuntamento è fissato per domenica 13 ottobre, dalle 10, in rio di Cannaregio. Qui, di fronte all’Algarotti, apriranno i banchetti divulgativi delle associazioni di volontariato. In contemporanea, sfileranno in acqua le Pink Lioness in Venice e il corteo di barche tradizionali a remi.
La regata, gara a cronometro, partirà alle 10.15 e, indicativamente, le premiazioni sono previste per le 11.15.  A testimoniare il senso della manifestazione, a tutte le associazioni abbinate alle caorline sarà assegnato lo stesso premio: la bandiera rossa spettante al vincitore.

Durante la mattinata, dalle 10 alle 12.30 (o comunque a fine manifestazione), il traffico acqueo in rio di Cannaregio sarà sospeso. Il percorso di gara prevede infatti, per gli equipaggi composti ognuno da 6 membri, mezzo miglio lanciato, dall’ingresso in rio dal lato Laguna e fino a Palazzo Labia.
Le caorline partiranno a intervalli di 3′ e i più veloci dovrebbero coprire il percorso in circa 4′.
I tempi potrebbero però prolungarsi in considerazione della luna nuova, che genererà una forte corrente contraria alla marcia delle barche.

Il consigliere delegato alle Tradizioni, Giovanni Giusto, e il presidente dell’Associazione remiere Punta San Giobbe, Giorgio Nardo (al centro con la locandina) insieme ai rappresentanti delle associazioni di volontariato

Remiere e associazioni di volontariato

Il Trofeo è organizzato dall’Associazione remiere Punta San Giobbe, che presenta al via due equipaggi. Le remiere sono state abbinate per sorteggio alle associazioni.
La caorlina bianca prevede l’abbinata Punta San Giobbe-AVIS. La canarin Serenissima-AIL. La viola San Polo dei Nomboli-Amici del Cuore Venezia. La azzurra Settemari-A.L.I.Ce. La rossa Tre Archi-Anffas. La verde Cannaregio-AIDO. La arancione Ponte dei Sartori-Afasia. La rosa San Giacomo dell’Orio-U.N.I.T.A.L.S.I. La marron Punta San Giobbe-AVAPO Venezia.

Le associazioni di volontariato, che partecipano da 14 anni all’iniziativa, contano complessivamente su circa 700 iscritti.
“L’importanza di questa regata – ha sottolineato il presidente dell’Associazione remiere Punta San Giobbe, Giorgio Nardo – è che unifica l’atto sportivo a quello sociale, dandogli più valore e significato. Aiuta infatti a sottolineare il ruolo del volontariato nella società e diffonde l’idea che l’aiuto al prossimo è essenziale”.
“Dell’importanza di queste associazioni – ha aggiunto Giusto – ci accorgiamo purtroppo solo quando le conosciamo perché abbiamo bisogno di loro. Quella di domenica vuole quindi essere la loro festa e il nostro ringraziamento ai nostri angeli custodi”.

La voga alla veneta

La promozione del volontariato, nel Trofeo Città di Venezia, si abbina come detto alla tradizione della voga alla veneta.
“La voga – riprende Nardo – non è solo sport, ma vera vita veneziana”. “E anche il luogo scelto, il rio di Cannaregio – ha sottolineato il consigliere delegato – è un “cuore” simbolico, perché, negli ultimi anni, abbiamo scelto di tenere tutti gli eventi più aggreganti proprio lì. Tornando alla voga, negli ultimi 20 anni abbiamo invece abbattuto certi recinti, favorendone la diffusione”.

In Italia, così, le associazioni che praticano voga alla veneta sono più di 150 e i praticanti sono decine di migliaia. Ce ne sono ad esempio 3 a Firenze, 4 a Torino e la più lontana è a Nettuno, vicino a Roma. Ma è praticata anche in Inghilterra o a Praga. Una sorta di comunità allargata che vede nella pratica del remo una vera e propria occasione di fare cultura. “La voga – conclude Giusto – è un gioiello in mano a una bellissima donna: Venezia”.

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