I “traghetti da parada”: dal passato per tornare al futuro

Gondola con felze Ponte Libertà

Riaperte le due linee più trafficate dei traghetti sul Canal Grande. Forniranno tutte le mattine il servizio di attraversamento per i cittadini

 

Sono stati riaperti i traghetti “da parada” sul Canal Grande.
Con il ritorno in funzione delle tratte di Santa Sofia e di San Tomà Venezia ha fatto un altro passo verso la normalità.
Il servizio permette ai veneziani e a chi vive la città di spostarsi in modo comodo e veloce tra le due sponde del canale principale della città.

 


Oltre a essere un trasporto made in Venezia (visto che si tratta di gondole che solcano l’acqua a colpi di vogata), rappresentano un servizio utile per la comunità e sono un simbolo tradizionale molto forte della città. Soprattutto, offrono  da sempre una possibilità di spostamento decisamente eco friendly.

Gli orari di navigazione

“Sono stati riaperti i due traghetti più frequentati dai veneziani e dai pendolari: quello di Santa Sofia, in zona pescheria a Rialto, e quello di San Tomà”. Con queste parole il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto ha annunciato il riavvio di queste due linee in particolare, che rappresentano dei punti fondamentali per l’attraversamento del canale e “un segnale della voglia di tutti di ripartire per poter tornare al più presto alla normalità”.


Il traghetto di Santa Sofia sarà attivo tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 fino alle 13.30 .
Per quanto riguarda San Tomà, invece, sarà dalle 8.00 alle 13.00 .
Nel weekend, per entrambe le tratte, varrà l’orario dalle 9.00 alle 12.00 .

Ma il Covid?

“Stiamo predisponendo i dispositivi necessari per garantire la distanza prevista dalla normativa sia all’interno dell’imbarcazione – ha spiegato Giusto – sia nelle operazioni di salita e sbarco”.
Come per gli altri mezzi di trasporto del Comune di Venezia, anche nei punti di salita dei traghetti sono state prese tutte le precauzioni per un servizio più sicuro. Non si può salire privi di guanti e mascherina, ovviamente, ed è necessario seguire le indicazioni dei bolloni verdi che sono stati applicati per garantire il distanziamento durante l’attesa.

Le “gondole da parada”

Le gondole “da parada” sono un’istituzione consolidata a Venezia.
La città, fino a un paio di secoli fa, aveva una conformazione urbanistica diversa.
C
ontava meno ponti e l’unico mezzo di collegamento tra le isole della laguna con Venezia erano esclusivamente le imbarcazioni a remi.

La difficoltà di dover spostare materiali e persone da una parte all’altra della città poteva essere davvero incredibile. Sul modello delle Compagnie della Calza , giovani virtuosi veneziani (spesso di buona famiglia) che nelle occasioni pubbliche si adoperavano per trasportare oggetti, vogare alle parate e fungere da servizio di trasporto per le persone, nacque l’idea di servire la città di mezzi per lo spostamento sia interno sia esterno.

Vittore Carpaccio, dettaglio

Traghetti da soldo

Il numero più significativo di traghetti a Venezia si addensava sicuramente sul Canal Grande, dove si trovavano le attività commerciali e i magazzini della città, che potevano necessitare di un servizio di questo tipo per spostare i materiali.
Si hanno notizie di una quindicina di tratte percorribili grazie a questo servizio. Proprio sulle sponde del Canale principale di Venezia, ci sono ancora testimonianze di questi via vai commerciali, come le numerose rive e fondamenta denominate con il nome di un alimento o di un prodotto di vendita (come la “Riva del Vin”).

Vittore Carpaccio

In zona Rialto, tuttavia, il movimento non era solo  interno alla città ma giungevano anche i traghetti “de fora”, che collegavano la terraferma con l’isola, in particolare con il suo fulcro mercantile.
Prima del 1846, quando fu inaugurato il Ponte della Libertà, allora solo ferroviario, Venezia era un’isola a tutti gli effetti e i traghetti e le imbarcazioni erano l’unico mezzo di spostamento per raggiungere le altre città. E così sarebbe stato fino al 1933 con il ponte stradale.

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