TRA PALCO E REALTÀ

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Sono protagonisti dei tour musicali al fianco delle grandi star. Sotto i riflettori come loro ma non ugualmente famosi: sono i cosiddetti turnisti. Una categoria di musicisti della quale il nostro territorio è ricco di esempi eccellenti

 
Sempre sotto la luce dei riflettori eppure spesso in ombra. È la vita dei “turnisti” o session man, ovvero di quei musicisti che non sono solisti o fanno parte di una band, ma vengono chiamati per mettere la propria competenza artistica a disposizione di un preciso progetto musicale, sia in studio di registrazione che dal vivo. Si tratta di professionisti molto preparati, a cui viene richiesta competenza, ma anche grande duttilità, per adattarsi allo stile richiesto per l’occasione. Per qualcuno che diventa egli stesso noto al grande pubblico, grazie spesso ad un lungo sodalizio con un artista di fama (ad esempio Maurizio Solieri con Vasco Rossi o Federico Poggipollini con Ligabue) c’è una miriade di “onesti lavoratori della musica” fondamentali per la qualità di un bel concerto o di un buon prodotto discografico, ben conosciuti dagli addetti ai lavori. Ma come si entra “nel giro che conta”? Cosa serve per essere notati? Quali caratteristiche deve avere un buon turnista?
Il nostro territorio è ricco di ottimi musicisti, che hanno accompagnato grandi protagonisti della musica italiana, a cui abbiamo chiesto di raccontarci “com’è la vita del turnista”.
«Quello del turnista è un termine che davvero non mi piace – spiega Davide Ragazzoni, classe 1958, una lunga esperienza con artisti del calibro di Patty Pravo, Enzo Jannacci, Angelo Branduardi – siamo dei musicisti, che oltre al talento e alla qualità devono avere anche una grande sensibilità nell’interpretare i desideri e le visioni artistiche degli altri. Una volta Patty Pravo mi chiese di suonare un pezzo “come un falco” e io feci di tutto per accontentarla».
Ma tu come sei arrivato a suonare a questi livelli? Qual è il segreto per farsi notare? «Io ho iniziato con il jazz e i vari Tonolo, Caldura – spiega Ragazzoni – poi mi piaceva la musica leggera ed è nato il sodalizio con Patty Pravo, che è durato sette anni e con cui ho fatto un tour mondiale, quindi il grande Jannacci e dal ‘96 lavoro con Angelo Branduardi, con cui mi esibirò a breve all’Olympia di Parigi. Quello che posso dire a chi vuole fare musica a questo livello è che se c’è il talento alla fine si riesce ad emergere».
Anche la scelta dello strumento in cui specializzarsi ha la sua importanza, come ci spiega il veneziano Leonardo Di Angilla, che da un paio d’anni accompagna Jovanotti ma anche, e solo per citarne alcuni, Tiziano Ferro, Celentano, Morandi, Mike Patton, Pezzali: «In effetti di percussionisti che si siano specializzati in quello che faccio io, cioè che lavorino in un campo non etnico, non sono molti, quindi la concorrenza è decisamente ridotta – sottolinea – per contro resta uno strumento molto “nebuloso” anche per gli addetti ai lavori che spesso, di primo acchito, fanno fatica a distinguere un professionista vero da un musicista diciamo… con un po’ di esperienza in meno. Inoltre spesso per motivi economici e di gestione, le percussioni vengono sostituite dalle sequenze. Sta ai percussionisti far capire a chi di dovere la differenza tra una base registrata ed un musicista vero».
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La vita di un artista è caratterizzata dal giudizio del pubblico, quindi da alti e bassi. Com’è quella del turnista? È più facile costruire rapporti duraturi o bisogna ogni stagione ricominciare da zero? «Mai dare nulla per scontato – spiega Di Angilla – i rapporti vanno rinnovati di volta in volta. Mai dar per certa la convocazione, mai sentirsi… sistemati, anche perché si dipende dalla vita artistica di qualcun altro. È necessario crearsi una propria indipendenza che garantisca una continuità quando non si è in tour. È necessario avere molta caparbietà per dare sempre il massimo delle proprie possibilità in ogni occasione, studiare molto e lavorare seriamente, in modo di “agevolare” la fortuna in caso si incrocino le giuste conoscenze».
Leonardo ha recentemente portato anche un po’ di “venezianità” nell’ultimo tour di Jovanotti, dove indossava una maglia da gondoliere: «La maglia da gondoliere è stata un’idea di Lorenzo – racconta – lui è sempre gasato da questa cosa che il suo percussionista invece di essere brasiliano, cubano o africano è… veneziano! Diciamo che non mi sentivo proprio a mio agio nelle vesti del gondoliere, con tutto il rispetto per la preziosa categoria, perché per un veneziano è un’immagine stereotipata. Ma era un problema mio, perché in effetti il costume è stato molto gradito e apprezzato».
Anche le nuove tecnologie vengono a supporto di chi vuole fare della musica un mestiere e punta ad entrare in contatto con i grandi nomi della musica, come è successo al chitarrista trevigiano Ivan Geronazzo: «Ormai le audizioni non si fanno più – spiega – spesso arrivi a certi livelli tramite amicizie o collaborazioni. Io avevo caricato su youtube alcuni video di brani realizzati con la chitarra acustica (che ora sono stati raccolti nell’album che Geronazzo ha da poco pubblicato, “Fuori dal giro” ndr.) che sono piaciuti molto a Red Canzian dei Pooh. Mi ha chiesto di riarrangiare con lui alcuni brani del suo disco in chiave acustica, e ormai sono cinque anni che collaboriamo. Credo sia importante, oltre ovviamente ad una buona base tecnica, saper esprimere la propria personalità. Se qualcuno ti cerca è perché puoi dargli qualcosa di particolare».
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Lungi dall’essere un ritratto esaustivo dei tanti ottimi “turnisti” del nostro territorio, ecco qualche altro nome di rilievo:

Gianluca Ballarin
Veneziano – tastierista e programmatore , ha suonato con Pitura Freska, Elisa, Giorgia, Marco Mengoni.

Giovanni Boscariol
Veneziano – tastierista, programmatore, fisarmonicista, ha suonato con Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Ruggieri, Baglioni. Fa parte da diversi anni dell’orchestra della RAI al festival di Sanremo.

Davide Ferrario
Chitarrista e bassista di Monselice (PD), ha suonato con Max Pezzali, Battiato, Gianna Nannini, Piero Pelu’.

Davide Tagliapietra
Veneziano (figlio di Aldo, fondatore de “le Orme”), chitarrista, bassista e compositore, ha suonato per Tiziano Ferro e Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Fabri Fibra

Mattia Dalla Pozza
Sassofonista di Campagna Lupia (VE)
che ha suonato con Jovanotti

Stefano Olivato
Bassista e armonicista veneziano che ha suonato con Dizzy Gillespie, Branduardi, Baccini, Pooh, Patty Pravo, Vanoni, Jannacci, Zanicchi

Carlo De Bei
Chitarrista di Chioggia ha una lunga collaborazione con Mango. Ha suonato anche con i Matia Bazar dei quali è stato co-autore per alcuni brani.

Ivan Geronazzo
Trevigiano – chitarrista, da cinque anni collabora
con Red Canzian dei Pooh.

Leonardo Di Angilla
Veneziano – percussionista, da un paio d’anni accompagna Jovanotti ma anche, e solo per citarne alcuni, Tiziano Ferro, Celentano, Morandi,
Mike Patton, Pezzali .

Davide Ragazzoni
Classe 1958 – percussionista, una lunga esperienza con artisti del calibro di Patty Pravo, Enzo Jannacci, Angelo Branduardi

 
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