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Ore 12 (e 30): la campana di Piazza Ferretto è tornata a suonare

campana
Nella foto in alto: Uno dei due quadranti dell’orologio dalla Torre di Mestre visto dall’interno

E’ passato tanto tempo che nessuno ricorda con precisione la data.
Tutti, però, concordano che “erano almeno 30 anni” che la campana della Torre civica di Mestre non batteva più le ore. L’attesa, adesso, è finita.
Da oggi, 31 ottobre, l’orologio di Piazza Ferretto è tornato a comunicare alla città le ore. E anche le mezze ore, grazie al nuovo meccanismo. Anzi, per essere precisi, a causa di un errore di mancato allineamento che ha fatto ritardare di 30′ l’avvio del meccanismo, quella che è stata battuta per prima è stata proprio una mezz’ora. Ovvero le 12.30.

L’intervento sull’orologio

A effettuare i lavori sul meccanismo è stata la ditta Trebino di Uscio, nel Genovese. La stessa ditta, specializzata dal 1824 nei meccanismi per orologi da torre, che nel 1992 aveva realizzato e posizionato la nuova macchina automatica. Fino ad allora, la Torre civica aveva ospitato lo storico orologio realizzato dal Ceschiutti.

L’intervento di manutenzione era iniziato a fine luglio. Si era reso necessario per il mancato funzionamento del quadrante posizionato sul versante di via Pio X.
Erano state così smontate lancette e motore, portati a Uscio per effettuare i necessari controlli e manutenzioni. Successivamente, è stata revisionata l’intera strumentazione dell’orologio.

La Torre Civica di Mestre

Le caratteristiche dell’orologio che batte le mezz’ore

Il nuovo orologio automatico ha una serie di peculiarità, racconta Giorgio Trebino, che ha seguito i lavori a Mestre per la ditta di cui è titolare.
In primo luogo, comanda i due grandi quadranti esterni, di circa tre metri di diametro, rimasti immutati.
“Non sono molte – spiega Trebino – le torri i cui orologi hanno più di un quadrante. La macchina automatica – aggiunge Trebino- non richiede manutenzioni periodiche, se non un intervento di controllo ogni due o tre anni”.

Il meccanismo può contare su una nuova centralina e su nuovi ricevitori per far andare i quadranti. È ora in grado di cambiare automaticamente l’ora legale e, in caso di mancanza di corrente, effettua un recupero automatico. Per essere in grado di suonare le ore, il campanone civico è stato dotato di un nuovo battente elettromagnetico.
Dal primo di novembre, scandirà ore e mezze ore, tutti i giorni, dalle 8 alle 21.

La torre e il suo orologio

L’operazione di ripristino, ha ricordato l’assessore comunale al Patrimonio, Renato Boraso, si inserisce nel più ampio progetto di restituire alla piena fruibilità di cittadini e turisti “uno degli edifici più antichi e significativi di Mestre”. A tal fine, il Comune può contare anche sulla collaborazione della Pro Loco.
La Torre Civica faceva originariamente parte del sistema difensivo della città murata.
L’orologio, inserito nel 1573, batteva inizialmente le ore, i quarti e la mezza. Fu ricostruito con un intervento avviato tra il 1826 e il 1828.
A condurre i lavori, due mastri trevigiani: l’orologiaio Giovanni Fiorentin e il meccanico Giuseppe Negrato. Dal 1861 al 1877, l’orologio mostrò segni di cattivo funzionamento e fu soggetto a continui interventi di manutenzione, affidati all’orologiaio mestrino Geremia Crivellaro.

Il meccanismo fu sostituito nel 1877 con una nuova macchina fornita dall’orologiaio di Udine Francesco Ceschiutti. Che, nonostante un intervento di modifica effettuato nel 1902 (e poi rimosso nel 1909), ha segnato l’ora fino al 1992.

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