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Svelato l’identikit del cranio di donna scoperto nel Circeo

Svelato l’identikit del cranio di donna scoperto nel Circeo
@La Presse

A rendere interessante il reperto trovato nella Grotta Guattari è la sua natura “ibrida” con caratteristiche a metà strada tra Homo sapiens e i Neanderthal

Il ritrovamento del cranio è avvenuto insieme ai resti di altri uomini, all’intero della Grotta Guattari nel Circeo (Lt), nel 2021.
Soltanto adesso però gli antropologi della Soprintendenza per l’Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Frosinone e Latina sono arrivati al suo identikit.
Una scoperta eccezionale sull’evoluzione della specie umana, perché rivela che in un passato lontanissimo questo territorio era abitato dagli uomini di Neanderthal, i “cugini” più anziani e poi misteriosamente estinti dell’Homo sapiens. E là dove ora si trovano spiagge e terre coltivate, si stendevano a perdita d’occhio verdi praterie.

L’identikit della donna “ibrida” del Circeo

Scoperta casualmente nel 1939, la Grotta Guattari, studiata a suo tempo dal paleontologo Alberto Carlo Blanc, deve la sua eccezionalità a un crollo che circa 60 mila anni fa l’ha sepolta sigillandone l’apertura e facendo sì che tutto si mantenesse così com’era.
Una sorta di capsula del tempo grazie alla quale nel 2021 gli studiosi impegnati dall’anno precedente in una nuova campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza Archeologica delle province di Latina e Frosinone in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma, hanno potuto rinvenire i resti di 9 uomini di Neanderthal, tra i quali una sola femmina.
Non si tratta di persone vissute tutte nella stessa epoca: i più vicini a noi risalgono tra i 50 mila e 68 mila anni fa, il più antico addirittura tra i 100 mila e 90 mila.

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La natura “ibrida” della donna è frutto di un processo di riproduzione incrociata che ha permesso all’attuale popolazione europea di disporre dal 2 al 4% di DNA di origine neanderthaliana. Dall’analisi dei fossili della donna e dalle ricostruzioni effettuate dagli antropologi si è venuti a conoscenza che al momento della morte era abbastanza in salute.
Il suo scheletro infatti non presenta apparenti segni di alcuna patologia.
E’ alta un metro e mezzo e ha un peso di circa 50 kg. Considerati i poderosi muscoli che le tornivano le gambe, le spalle e le braccia, con molta probabilità era prestante come molti suoi simili e si era formata per tutta la vita per cacciare e aiutare la sua comunità. Il suo cranio presenta arcate superiori degli occhi leggermente prominenti, sintomo di un adattamento al freddo e alla fatica molto consistente. Caratteristica che si riscontra anche in altre parti del volto e nelle ossa dei suoi compagni.

Rinvenuti anche i resti di un bambino e un adolescente

Come hanno spiegato i ricercatori, la comunità neanderthaliana trovata all’interno della Grotta Guattari risulta un po’ più evoluta rispetto alle altre che è stato possibile studiare nel nostro Paese.
I reperti finora rinvenuti infatti presentano caratteristiche fisiche proprie. Oltre ad avere una morfologia più simile a quella dell’Homo sapiens, avevano una dieta povera di proteine e facevano un abbondante uso di carboidrati di uso vegetale.
Se la supposizione dell’ibridazione fosse confermata, il luogo assumerebbe una rilevanza ancora maggiore dopo aver già fornito un tale numero di reperti da permettere di conoscere nel dettaglio l’antico sistema che era presente nel Circeo durante il tardo paleolitico. Le sorprese dal sito di studio continuano. La scorsa estate sono stati ritrovati nuovi resti di un bambino e di un adolescente che sono ora in fase di pulizia e studio.

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Il viaggio nel tempo nella Grotta Guattari

Oltre alle specie appartenenti ai sapiens e ai neanderthaliani, tra i 100 mila e 50 mila ani fa, vivevano nella comunità laziale anche molte specie di animali. Tra questi leoni, iene, lupi, rinoceronti lanosi e i temibili orsi delle caverne oltre a elefanti e ippopotami, in particolare vicino agli alvei dei fiumi.
Il sito archeologico della Grotta Guattari è visitabile grazie a un percorso realizzato in collaborazione tra Soprintendenza, Fai, CNR, Universià Tor Vergata e Comune di san felice Circeo.
Il viaggio nel tempo prevede la visita della Grotta e di alcuni scavi che sono stati già completati dai paleontologi. Il tutto accompagnato da visori di realtà virtuale che consentono di andare indietro nel tempo fino a raggiungere la Preistoria.

Un commento su “Svelato l’identikit del cranio di donna scoperto nel Circeo

  1. Grandi!!!,e Grazieee


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