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Sulle tracce di Marco Polo

Corte del Milion. Qui si trovava la casa di Marco Polo, a Venezia.

Scoperta all’Archivio di Stato una preziosissima pergamena

 

Marco Polo lo conosciamo tutti. Sappiamo tutti della sua strabiliante avventura lungo la Via della Seta e del suo soggiorno alla corte di Kublai Khan, dove diventò alto funzionario dell’Imperatore. A parte questo, in realtà, la sua vita è ancora avvolta nel mistero.
Nulla Marco Polo ci dice di sé nel “Milione”, il libro che racconta il suo straordinario viaggio nel cuore dell’Asia e nessun testo o documento orientale dell’epoca cita il nostro illustre concittadino. Grazie a un documento scoperto di recente, un nuovo tassello è stato però aggiunto alla sua scarna biografia.
Marcello Bolognari, membro dell’équipe di studiosi del progetto Biflow dell’Università Ca’ Foscari, ha infatti  scovato all’Archivio di Stato di Venezia una preziosissima pergamena dove compare il nome del viaggiatore veneziano più famoso al mondo: Marco Polo.

 

La pergamena

Il ritrovamento di questo documento datato 31 marzo 1323 è una scoperta eccezionale perché apre nuovi scenari in cui collocare la figura di Marco Polo.
La pergamena cita Marco Polo in un lascito testamentario di Giovanni dalle Boccole, patrizio veneziano, ai frati predicatori del convento dei SS. Giovanni e Paolo. Non ci sono dubbi che si tratti proprio del nostro Marco Polo. I riferimenti alla sua residenza (San Giovanni Grisostomo, a un passo da Rialto) e ai nomi di Benevenuto e Centorio, i frati domenicani che l’anno successivo furono nominati nel suo testamento, rappresentano per gli studiosi una certezza.

Marco Polo e la chiesa

Grazie al suo viaggio in Oriente, Marco Polo era diventato molto ricco, aveva portato con sé merci, gioielli ed oggetti esotici.
Ma ormai vecchio, e come per tutti gli uomini dell’epoca, la sua principale preoccupazione era salvare l’anima e perciò aveva disposto che parte della sua ricchezza andasse alla chiesa.
Tra i frati nominati c’erano appunto Benevenuto e Centorio, gli stessi citati nel lascito documentario scoperto da Marcello Bolognari.

La scarna biografia del mercante veneziano più famoso al mondo

Chi era dunque Marco Polo? Era il giovane figlio di una famiglia di commercianti di origine Dalmata. Nacque il 15 settembre 1254 a Venezia ma, appena diciassettenne, partì per il suo favoloso viaggio in compagnia del padre Niccolò e dello zio Matteo (detto Maffio). Alla corte di Kublai Khan, dove Marco diventò alto funzionario dell’Imperatore, restò quasi un quarto di secolo.  Nel 1295 fece ritorno a casa ma tre anni dopo venne fatto prigioniero a Genova. Alcuni dicono fosse al comando di una galea militare, altri sostengono che si trovasse nelle acque del Mar di Levante per i suoi traffici commerciali e che venne catturato da corsari genovesi.

Portrait of Marco Polo

Il Milione: l’opera scritta in carcere che apre gli occhi sul mondo

Proprio nell’anno di prigionia, incontrò Rustichello da Pisa. Allo scrittore di romanzi cavallereschi Marco Polo dettò i suoi ricordi, dando origine al Milione.
Liberato nel 1299, tornò a Venezia, dove si sposò con Donata Badoer ed ebbe le tre figlie Fantina, Bellela e Moreta. I suoi ultimi anni di vita li trascorse in agiatezza e nel gennaio del 1324 morì.

“Il Milione, un successo europeo”

La sua opera non è mai stata dimenticata dai posteri. Tornato a Venezia dopo la prigionia nelle carceri genovesi, Marco lavorò alla revisione del “Milione” avvalendosi dell’aiuto dei Domenicani di SS. Giovanni e Paolo per la traduzione del testo dal volgare al latino. «Una di queste traduzioni venne redatta all’inizio del Trecento dal domenicano Francesco Pipino, forse su richiesta dell’Ordine, ed ebbe un notevole successo, garantendo la fortuna del libro su scala europea» dice Antonio Montefusco, che guida l’équipe di studiosi di Ca’ Foscari  del Progetto BIFLOW, finanziato dalla Comunità Europea.

Corte del Milion

Queste le pochissime notizie biografiche dell’uomo che percorse migliaia e migliaia di chilometri, che incontrò il grande Kublai Khan (il nipote del conquistatore Gengis Khan), che raccontò i fasti e le meraviglie di città esotiche, che attraversò deserti, che affrontò briganti, malattie e carestie, ma che non parlò mai di sé.
Gli stessi toponimi di Venezia raccontano poco del grande viaggiatore e mercante ma mantengono memoria della sua opera.  Vicino alla chiesa di S. Giovanni Grisostomo, infatti, c’è la Corte Seconda del Milion. In quella zona sorgeva la casa di Marco Polo, distrutta alla fine del 1500 da un furioso incendio. Al suo posto venne costruito il Teatro Malibran e fu soltanto durante i lavori di ristrutturazione del 1998 che vennero trovati i resti della casa fondaco (le opere di fondazione, la corte e il pozzo ) della famiglia dei Polo e altri interessanti reperti.

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