Imprese e famiglie: misure per contenere il danno economico

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Al di là dell’emergenza sanitaria, il contagio da coronavirus sta producendo innegabili conseguenze anche sul piano economico. Per questo, la Giunta regionale del Veneto ha deciso di mettere in campo una serie di misure per cercare di contenere le ricadute su famiglie e imprese. Nel frattempo il sindaco della Città Metropolitana di Venezia, Luigi Brugnaro, ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte  una serie di proposte per le misure economiche da valutare per il Comune e la Città metropolitana di Venezia.

Dalla Regione 5 milioni e mezzo per sostenere famiglie e imprese

Il primo provvedimento assegna in via prioritaria 5 milioni e mezzo di euro agli interventi a sostegno delle imprese e delle famiglie venete nell’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del coronavirus.
A giustificare la decisione è proprio l’urgenza di provvedere prontamente alle spese sul fronte emergenziale.

Un accordo quadro per gli ammortizzatori sociali

La Regione ha fatto il punto della situazione con i rappresentanti delle categorie economiche, dei sindacati e delle professioni. Un tavolo (svoltosi in videoconferenza) dal quale deriva l’accordo che attiva le prime risorse per gli ammortizzatori sociali, a tutela di occupazione e imprese e negozi.

Cassa integrazione anche per le imprese più piccole

I 5 milioni e mezzo di euro sbloccati con la variazione di bilancio vanno ad aggiungersi così ai 58 milioni di risorse già disponibili.
“Il primo strumento per evitare che il virus metta in ginocchio il cuore produttivo dell’Italia – ha sottolineato l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan – è la tutela del lavoro e delle imprese attraverso gli ammortizzatori sociali. In particolare nelle piccole aziende, con meno di 6 dipendenti, e nei settori non tradizionalmente coperti dalla cassa integrazione”.

Procedure semplificate per la cassa integrazione in deroga

Uno dei punti salienti dell’accordo è dunque la previsione della possibilità di accedere anche con procedura semplificata agli ammortizzatori sociali e alla cassa integrazione in deroga. “Nei prossimi giorni – anticipa Donazzan – saranno discusse le linee guida che potranno tenere conto della differenziazione dei settori, sia quelli maggiormente colpiti come il turismo, sia quelli mai stato oggetto di ammortizzatori, quali cultura e spettacolo”.

Artigianato: per molti il fermo è uno stop

LA CNA del Veneto ha nell’occasione sottolineato come il 63,5% delle imprese del Veneto, se la situazione dovesse perdurare ancora, chiederà di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Se è vero che l’ultimo decreto non ferma l’attività lavorativa, dicono gli artigiani, è altrettanto vero che per molte attività il rispetto della normativa equivale di fatto a uno stop.

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“Penso – ha esemplificato Alessandro Conte, presidente della CNA – alle 16.000 parrucchiere ed estetiste del Veneto che stanno registrando una riduzione dell’80 per cento dei flussi.

Lo stesso dicasi per pasticcerie e gelaterie che insieme ad altri servizi di ristorazione rappresentano almeno 4.000 imprese”.

La previsione di fabbisogno manifestato dalle associazioni supererebbe del resto già la cifra di 235 milioni per i prossimi tre mesi.
“È chiaro quindi – conclude l’assessore Donazzan – che il sistema Veneto sta facendo ogni sforzo possibile, ma abbiamo forti aspettative nei confronti dei prossimi decreti legge”.

Il settore turistico

Particolare attenzione, poi, la Giunta regionale l’ha anche riservata al turismo, primo settore produttivo del Veneto. Un comparto che, già messo in difficoltà dal maltempo di fine 2019, rischia di essere messo definitivamente in ginocchio dall’emergenza sanitaria. La Regione sta già cominciando a ragionare di attivare un serio piano di rilancio del turismo, una volta rientrata la fase emergenziale. Per il momento, sono stati stanziati 600.000 euro da destinare a iniziative per la promozione e la valorizzazione del turismo veneto.

Le proposte della Città Metropolitana di Venezia

Una linea condivisa dalla Città Metropolitana di Venezia, il cui sindaco chiede al Governo di tutelare attivando misure specifiche quali, tra le altre, la cassa integrazione straordinaria in deroga per tutte le aziende che non hanno accesso ad altri ammortizzatori sociali, con effetto dal 23 febbraio 2020; sostegno al reddito a partite Iva e microimprese senza dipendenti (artigiani/commercianti, liberi professionisti, taxisti, autonoleggiatori, guide), sospensione dei mutui per l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione principale per 18 mesi, defiscalizzazione degli investimenti per le aziende Turistiche e Alberghiere per favorire rilancio per il triennio 2020-2022.

Venerdì il decreto governativo: alcune anticipazioni

Intanto, da Roma, il premier Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei Ministri, ha fatto il punto relativamente allo stanziamento del Governo a sostegno dell’economia.
L’Esecutivo, in attesa di capire se giungerà un contributo europeo, chiederà di poter mettere in campo ben 25 miliardi di euro. Nel caso in cui ci sia dall’ Europa una risposta economica positiva i 25 miliardi diventeranno la metà.

Il decreto con le misure economiche per imprese e lavoratori alle prese con le misure restrittive adottate per contenere il contagio da coronavirus varrà dunque 12 miliardi. Le misure contenute nel provvedimento riguarderanno l’ampliamento della cassa integrazione, un sostegno alla liquidità (in particolare per le imprese) e interventi sulle scadenze fiscali.
Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha invece annunciato che il suo Ministero sta elaborando una serie di norme relative agli ammortizzatori sociali per famiglie e imprese, una cassa integrazione in deroga speciale per i lavoratori di tutti i settori, congedi parentali speciali (alternativi a un “voucher babysitter”) e nuove norme per lavoratori stagionali e autonomi.

 

 

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