Scuole ed elezioni: le misure per le prossime due settimane

Conferenza stampa zaia 12 settembre 2020
Nella foto in alto: Al centro, il direttore del Dipartimento della Prevenzione della regione Veneto Francesca Russo, a dx il presidente del Veneto Luca Zaia, a sx l’assessore alla Sanità veneta Manuela Lanzarin

Due appuntamenti importanti alle porte, molte inquietudini cui dare risposta.
Lunedì 14 settembre iniziano le scuole. Domenica 20 e Lunedì 21 si andrà a votare.
Sempre all’interno delle scuole.
Gran parte del personale scolastico è stato già sottoposto ai test rapidi.
Scrutatori e presidenti dei seggi potranno farli a partire da subito recandosi nei vari punti di accesso rapido disponibili sul territorio.
Il test è sempre su base volontaria, ma la regione Veneto invita caldamente tutti coloro che saranno impegnati nelle operazioni di scrutinio elettorale ad effettuare il test.
Le scuole saranno riaperte non appena risanificate dopo le elezioni.
Probabilmente chiuderanno solo il 22 settembre per le necessarie operazioni, riaprendo il 23.

Il piano sanitario regionale per le scuole

A presentare le misure che saranno attuate nelle scuole venete è stata, nel corso del punto stampa indetto dal presidente della regione Veneto Luca Zaia sabato 12 settembre, il Capo del Dipartimento della Prevenzione per il Veneto Francesca Russo. E’ suo, infatti, il Piano stilato tenendo conto delle linee guida nazionali.
Quali sono, quindi, le regole da seguire?
Le ansie dei genitori sono molte. “E’ comprensibile,, fanno bene a preoccuparsi, come lo facciamo tutti noi, perché inizia una nuova avventura -ha detto il presidente Zaia – Ma sono semplici regole di buon senso quelle da seguire”.

Chiarezza sulle mascherine

Innazitutto, la mascherina. Dovrà essere indossata da tutti gli alunni dai 6 anni in poi.
Ma non per forza durante i momenti di lezioni dal posto.
“Le mascherine -ha chiarito la Dott.ssa Francesca Russo – vanno tenute in tutte le situazioni definite “dinamiche”: cioè in tutti gli spostamenti o quando non è possibile garantire la distanza minima personale di un metro. Lo studente che sta seduto tiene la mascherina sul banco. Nelle  situazioni in cui ci sono momenti di condivisione  indosserà invece la mascherina”.

Scuola misurazione temperatura
Misurazione della temperatura a scuola

Docenti di sostegno più protetti con gli alunni impossibilitati a tener la mascherina

E per gli alunni per i quali, per la presenza di determinate patologie e che necessitano per questo del sostegno, risulti difficile tenere la mascherina e impossibile il distanziamento di almeno un metro dal docente?
“Anche in questo caso va usato il buonsenso -ha detto Fracesca Russo – L’alunno lavorerà nella sua postazione senza la mascherina, mentre il docente andrà a aumentare la protezione indossando anche la visiera”.

Se un bambino sta male a scuola

Nessuna tragedia nel caso in cui un alunno presentasse un malore.
Succederà ciò che accade sempre: uscirà dall’aula e sarà accudito fino all’arrivo dei genitori, i quali lo condurranno a casa e chiameranno il pediatra, che valuterà se i sintomi presenti richiedono o meno l’effettuazione del test.
“Noi abbiamo allertato tutta la macchina della sanità affinché in questi casi si intervenga con il test nei tempi più veloci possibili”, ha detto il presidente Zaia.

Formazione, Covid Manager e screening

“Siamo in un altro importante passaggio, come lo siamo stati quando sono state aperte tutte le attività produttive – ha aggiunto la Dott.ssa Russo –  Abbiamo lavorato sulle indicazioni fornite dal Ministero e Istituto Superiore della Sanità, ma anche se ci occupiamo solo della parte sanitaria, ci siamo messi a disposizione anche per quanto riguarda la formazione, con percorsi specifici per i referenti covid delle scuole e per chi si occupa della sanificazione”.
Come già reso noto, infatti, ogni scuola dovrà indicare un proprio “Covid manager”, così come le Ulss hanno provveduto a individuare dei medici referenti ai quali i vari Covid Manager si rivolgeranno in caso di bisogno.

Il sistema di tracciamento

Il caso del bambino rientrato in famiglia e risultato positivo dopo il test prescritto dal pediatra metterà in moto tutto il sistema, perché si interverrà allora con uno screening sull’intera classe e sul personale scolastico che con quel bambino e quella classe ha avuto dei contatti.
Poi, l’analisi proseguirà “per cerchi concentrici”, allargandosi ai gruppi che hanno eventualmente condiviso delle attività o che sono entrati in contatto, per esempio, durante il pranzo.
Individuare i bambini che sono stati vicini o insieme sarà semplice perché, come il Covid manager avrà il dovere di accertare, per ogni momento di condivisione, dove questo avvenga e chi vi partecipa, sarà segnalato in modo da rendere possibile un veloce tracciamento.

Un appello alla responsabilità rivolto a genitori e adolescenti

Ulteriori prescrizioni, al momento, non ce ne sono “in quanto, nonostante la circolazione del virus ci sia -ha detto Russo – la situazione è sotto controllo e non abbiamo registrato una gravità dei sintomi. L’adeguamento delle indicazioni – ha concluso – sarà parellelo all’evoluzione dello scenario”.
Nel frattempo, l’appello alla responsabilità è rivolto sia ai  genitori sia agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. “Se i vostri bambini non stanno molto bene, evitate di portarli a scuola”,-ha consigliato Russo. Quanto ai ragazzi, che dovranno misurarsi la febbre autonomamente, vale lo stesso monito: “fatelo sempre e, qualora non vi sentiste bene, rimanete a casa”.

Condividi:
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: