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Scuola: in Italia triplicati gli homeschooler

Scuola: in Italia triplicati gli homeschooler

Il sistema dell’homeschooling è sempre più di moda anche in Italia, tanto che il numero degli alunni “casalinghi” è addirittura triplicato nel giro degli ultimi due anni. E’ quanto emerge dai dati del Ministero dell’Istruzione.
Nell’ultimo biennio si è infatti passati da 5.126 homeschooler  dell’anno accademico 2018/2019 ai 15.361 del successivo.
A studiare da casa sono soprattutto i più piccoli ed è infatti la scuola primaria a triplicare i numeri passando dai 2.926 alunni dell’anno scolastico 2019/2020 ai 10.046 del 2020/2021.
Raddoppiati, invece, quelli della secondaria di primo grado, che nel 2019/2020 erano 2.256 e nel 2020/21 toccano quota 4.368.
L’unica inversione di tendenza si è registrata alle superiori,  passate dai 1030 “studenti casalinghi” del 2019/20 ai 947 nel 2020/21.

Cos’è l’homeschooling

Tutta “colpa” della pandemia? Non proprio. O non solo.
L’homeschooling non ha nulla a che fare con la Dad ma con le scelte di molte famiglie di non iscrivere i propri figli a scuola garantendo comunque per loro una buona istruzione.
Un sistema di istruzione svolto nel contesto familiare nato in America negli anni ‘70 del secolo scorso e che in pratica vede “salire in cattedra” i genitori, ma molto spesso anche insegnanti privati. In Italia è più conosciuto con il nome di “istruzione parentale” e trova i propri fondamenti giuridici nella Costituzione agli articoli 30, 33 e 34.

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Esami ogni anno ma modalità flessibili

Con la “scuola familiare” i genitori scelgono tempi e metodi di insegnamento, assumendosi la responsabilità della formazione. C’è chi segue l’approccio tradizionale con lo stesso schema scolastico ma per la maggior parte l’apprendimento deve avvenire in maniera più autonoma, flessibile e nel rispetto dei tempi e delle attitudini e propensioni dei ragazzi.
In tutti i casi, i genitori che optano per l’homeschooling devono dichiarare ogni anno al dirigente scolastico di essere in possesso della capacità tecnica ed economica per provvedere all’insegnamento a casa. E ogni anno il minore dovrà sostenere un esame di idoneità per passare all’anno scolastico successivo.

Un sistema che piace più al Nord

I recenti dati ministeriali hanno disegnato anche la mappa geografica di chi ha scelto l’istruzione parentale: il sistema piace più al Nord Italia, Lombardia in testa con 2.248 studenti, seguita a ruota dal Veneto con 2.081.
er il centro Italia la regione con più homeschooler è il Lazio (1.408) mentre al sud primeggia la Sicilia (1.014). Di solito l’attività formativa a casa non replica quella tipica della scuola, caratterizzata dalla rigidità oraria e dalle materie di insegnamento e molto spesso ai genitori “in cattedra” si affiancano tutor che affrontano materie specialistiche particolari. Non sempre si segue il programma della scuola pubblica e si utilizza moltissimo la tecnologia.

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Nuovi modi di vivere la vita e la scuola

A parte i timori che si sono aggiunti l’ultimo anno per la sicurezza da Covid-19 e a tutti gli studenti che studiano a casa per patologie varie o disabilità, le motivazioni che spingono i genitori a rinunciare all’istruzione di scuole pubbliche o private sono svariate.
Per esempio c’è chi pensa che svegliare i bambini troppo presto sia inutile e dannoso, altri ritengono che lo star troppo seduti arrechi danni fisiologici, altri ancora hanno sfiducia nelle istituzioni scolastiche, e c’è anche chi sostiene che studiare da casa stimoli maggiormente le capacità soggettive.
Ci sono poi genitori che hanno impegni lavorativi all’estero molto lunghi e che scelgono di educare i propri figli con un homeschooling temporaneo.

Homeschooler in barca a vela

Ma c’è anche chi ha fatto una scelta di vita radicale e ha mollato letteralmente gli ormeggi per girare il mondo portando con sé i figli decidendo di istruirli … in barca a vela.

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E’ il caso di Sara e Stefano Barberis di Lecco, che da oltre un anno provvedono alla formazione scolastica di Iago (12 anni), Nina (9 anni) e Timo (4 anni). Oltre a vivere un’avventura straordinaria questi tre ragazzi sono diventati “formatori” a loro volta.
In collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno infatti registrato la serie “Fisica tra le onde”, dieci video dedicati ai più piccoli trasmessi da RAI GULP, in cui parlano della fisica che loro stessi incontrano nella loro quotidiana vita a bordo.

Luisa Quinto

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