Nello Scrigno del Doge le eccellenze di Venezia

Scrigno del Doge

Uno scrigno prezioso, presentato nel caffè più antico d’Italia, il Florian, in Piazza San Marco, per festeggiare tre anniversari: i 50 anni dell’oreficeria Meneghetti di Rialto, gestita da Valentina Lombardi e Flavio Marinello, i 300 anni del Caffè Florian ed i 1600 anni dalla Fondazione di Venezia.
“Il progetto Scrigno del Doge richiama nel nome e nel contenuto la storia di Venezia e le sue antiche tradizioni, come quella del merletto di Burano, la cui candidatura a patrimonio Unesco sta proseguendo il suo iter istituzionale – ha detto la presidente del consiglio comunale Ermelinda Damiano – Oggi ci sono ancora merlettaie al lavoro che vogliono trasmettere alle nuove generazioni la propria arte per far sì che questa non scompaia. Le eccellenze dell’artigianato veneziano stanno patendo in questi mesi una crisi senza precedenza, ma Venezia e i veneziani hanno sempre dimostrato di essere forti e resilienti e la città è oggi simbolo di rinascita e di ripartenza in tutto il mondo, anche grazie agli eventi che, nonostante tutto, si sono potuti realizzare, dalla Mostra del Cinema, alla Regata Storica al Premio Campiello“.

Stefano Ghezzo, Ermelinda Damiano e la figurante in costume del 500 Debora Gusson
Stefano Ghezzo, Ermelinda Damiano e la figurante in costume del 500 Debora Gusson

Un itinerario tra le eccellenze della città

Lo Scrigno del Doge, che vuole far da spunto per un itinerario tra le eccellenze artigiane della città e le produzioni lagunari al 100 per cento bio, è nato dalla collaborazione tra sette diverse imprese artigiane e contiene un’inedita parure di api in oro/argento con anello, pendente e orecchini, i vasetti di miele di Sant’Erasmo, il cucchiaino d’argento appositamente creato per gustare il nettare della laguna di Venezia (il miele) e una tovaglietta che raffigura, con la tecnica del merletto di Burano, l’ape.

Ideato e coordinato da Vittorio Baroni, il progetto ha preso ispirazione dalle api dell’isola di Sant’Erasmo, l’Orto di Venezia, dove l’imprenditrice veneziana Mara La Rosa ha aperto l’azienda apistica sette anni fa riproponendo un’antica tradizione.

Il Doge che amava il miele

Nel XV secolo il Doge Tommaso Mocenigo si riforniva di miele, frutta, verdura e vino prodotti a Sant’Erasmo.
Proprio qui oggi (e ieri) le api, bioindicatori della salute lagunare, impollinano fiori di carciofo e di barena (limonio, astro marino, salicornia).
Il loro è un continuo lavorio ma senza stress perché gli alveari hanno la peculiarità di essere stanziali.
“Il Miele del Doge è speciale, bio al 100% – ha detto Mara La Rosa – oltre al miele produciamo anche aceto di mele, idromele e anche tovagliette per conservare gli alimenti caratterizzate da un’anima in cotone trattata con la cera d’api, un prodotto sostenibile e riciclabile”.
Nello Scrigno del Doge troviamo poi le api in oro e argento realizzate dall’orafo Stefano Ghezzo per la gioielleria Meneghetti di Valentina Lombardi e Flavio Marinello, “la gioielleria dei veneziani”, nel cuore di Venezia, a San Bortolomeo.

Lo Scrigno del Doge
Lo Scrigno del Doge

Ghezzo ha creato a mano anche il cucchiaino spargi miele in argento, metallo già conosciuto nel V secolo a.C. e caratterizzato da un’azione antimicotica, antibatterica e antinfiammatoria.

Raffigura un’ape in merletto anche la tovaglietta creata dall’atelier Martina Vidal che, per l’occasione, ha anche rivestito una mascherina chirurgica con una particolare stoffa, abitualmente usata nella collezione di biancheria per la casa e che riproduce la pavimentazione della chiesa dell’isola di San Giorgio. E per finire c’è lo Scrigno del Doge, un prodotto artigianale in vellutino veneziano creato da Andrea Baso assieme agli “scrignetti” per contenere la parure in oro e argento. Costruito artigianalmente lo scrigno si ispira all’antica tecnica dei Vazineri risalente al 1314.
Il book di presentazione del progetto con storytelling di Nadia De Lazzari e immagini d’autore del fotografo Riccardo Roiter Rigoni, completano il progetto.

Un Serenissimo tortino al cioccolato tra i gioielli della città

Per la presentazione dello Scrigno del Doge, in onda in diretta social sui canali di Venezia360, il Caffè Florian, con lo Chef Pâtissier Cristiano Strozzi, ha ideato un dolce di alta pasticceria: una tortina monoporzione con base al miele di Sant’Erasmo, da gustare con la forchetta.

Dolce Scrigno del Doge
La ricetta del nuovo dolce sarà divulgata ai docenti pasticceri dell’istituto alberghiero Barbarigo per essere tramandata alle nuove generazioni di chef.
“Ai primi di dicembre – ha detto il direttore del Florian, Renato Costantini – sarà presentato il francobollo che celebra i 300 anni del Florian, tre secoli di storia, cultura, arte. In queste sale nacque, nel 1765, il primo quotidiano stampato a Venezia, il Diario Veneto, sempre qui, nel 1893, fu ideata la Biennale“.

Venezia città dei profumi

Insieme al tortino il Florian ha presentato anche due nuove essenze per la casa il cui aroma ricorda quello delle spezie importate dalla Serenissima ed un profumo ispirato alla prima acqua di colonia creata nel Settecento da un profumiere italiano. L’antica ricetta, in versione contemporanea, è caratterizzata da una base d’ambra unita ad un’essenza agrumata e all’assoluto di gelsomino.
In preparazione, anche un film corto dedicato agli artigiani che hanno realizzato lo Scrigno del Doge.
Lo realizzeranno Samuele Semenzato e Sabrina Zanninello di Qual Buon Veneto Media House. Lo Scrigno del Doge è in vendita, anche su prenotazione, alle gioielleria Meneghetti di campo San Bortolomeo. I prodotti sono acquistabili anche singolarmente.

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