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Sale operatorie ibride: Padova all'avanguardia in Italia

Sale operatorie ibride: Padova all'avanguardia in Italia
Sala ibrida multimodale ad alta integrazione tecnologica Azienda Ospedaliera Università di Padova (@aopd.veneto.it)

La nuova area chirurgica del polo ospedaliero universitario dotata di attrezzature tra le più moderne d’Europa

Operare un paziente e, in contemporanea, controllare in diretta i risultati degli esami, diminuendo così rischi e ritardi, oltre ai costi, e garantendo maggiore sicurezza a chi si sottopone a un intervento.
La tecnologia moderna applicata alla medicina consente tutto questo. E già da qualche anno, in Italia, il sistema sanitario ha deciso di intraprendere la via dell’innovazione.
Una sala operatoria ibrida di questo tipo è già attiva nel Modenese, all’Ospedale Civile di Baggiovara, ormai da quasi 4 anni. Un’altra, dedicata al trattamento endoscopico di patologie gastroenterologiche, è stata inaugurata a luglio 2021 al Centro Malattie Apparato Digerente della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.
La nuova area chirurgica, inaugurata da un paio di mesi al Policlinico di via Giustiniani dell’Azienda Ospedaliera Unversità di Padova, è però la prima in Italia, e tra le prime 8 in Europa, ad avere una configurazione di livello così avanzato, in precedenza utilizzata in forma simile solo in due strutture cinesi.

sale operatorie ibride
Sala ibrida multimodale ad alta integrazione tecnologica Azienda Ospedaliera Università di Padova (@aopd.veneto.it)

Le nuove sale operatorie ibride di Padova

La struttura padovana è stata dotata di due nuove sale ibride multimodali ad alta integrazione tecnologica, realizzate in un’area di 1050 metri quadri, che occupa il piano rialzato del Policlinico. In un unico ambiente chirurgico sono state collocate strutture tecnologiche di ultimissima generazione.
Queste sono state integrate in un sistema complessivo in cui un moderno tavolo operatorio multifunzionale convive e si muove in sincronia con un’attrezzatura radiologica dedicata alla diagnostica per immagini in grado di fornire informazioni in tempo reale, per far sì che sia possibile effettuare trattamenti ed elaborare diagnosi, anche da parte di più équipe chirurgiche, in un’unica postazione.
Nel sistema sono dunque integrati, al servizio delle due sale operatorie, altrettanti angiografi digitali robotizzati e una tac. Inoltre, a corredo, sono attivi sistemi di anestesia, lampade scialitiche, stazioni di monitoraggio, ventilatori polmonari, macchine cuore-polmoni per la circolazione extracorporea, sistemi di assistenza cardiocircolatoria ed ecografi.
La nuova area chirurgica è stata realizzata, vincendo alcune non semplici sfide logistiche, con un investimento di circa 12 milioni di euro finanziati dalla Regione Veneto.

sale operatorie ibride
Sala ibrida multimodale ad alta integrazione tecnologica Azienda Ospedaliera Università di Padova (@aopd.veneto.it)

Cosa consente la nuova struttura

Richieste principalmente per gli interventi di cardiochirurgia e chirurgia vascolare, le due nuove sale operatorie consentono di intervenire in modalità mini-invasiva, sfruttando il sistema di diagnostica integrata di angiografo e tac.
Nel corso della stessa sessione operatoria, è così garantita la possibilità di un’eventuale conversione della procedura chirurgica da mini-invasiva ad open senza necessità di trasferire il paziente in altre sale operatorie.
Il sistema su cui possono contare i chirurghi mette a loro disposizione tutti i parametri registrati dalle apparecchiature, insieme ai dati pre-intervento del paziente. Inoltre è possibile trasmettere le informazioni in ogni monitor con un sistema touch screen, registrare le seduta operatorie a fini scientifici o didattici.
Infine, qualora si rendessero necessarie, il personale medico può anche effettuare videoconferenze o consulti esterni in tempo reale.
L’ambiente d’avanguardia dall’elevato grado di integrazione tecnologica e clinica così creato permette dunque agli operatori di affrontare anche i casi più complessi con le massime garanzie. Le procedure innovative mininvasive possono cioè essere effettuate in sicurezza e con maggiore efficacia clinica. Si riduce anche l’impatto sul paziente, con una riduzione delle complicanze e dei tempi di recupero post operatorio.

Alberto Minazzi

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