Reyerini… fin da baby

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Tutti i neonati del territorio ricevono il benvenuto con la maglietta e il kit orogranata

Leonardo è nato a gennaio, all’Ospedale dell’Angelo. «E la maglietta Reyer Baby è la stata la prima soddisfazione che abbiamo avuto quando è venuto al mondo», commenta fiero papà Gilberto, che, facendo indossare al piccolo la maglietta orogranata col leoncino che l’Umana Reyer ha riservato a lui come a tutti gli altri neonati negli ospedali del territorio, ha festeggiato davanti alla televisione lo scudetto: «Credo che, un domani, anche questi piccolini, rivedendosi in foto con la loro maglietta, faranno un sorriso di compiacimento».

Quello con il kit orogranata, intanto, è diventato negli anni un appuntamento irrinunciabile per i futuri genitori del territorio metropolitano. «Le mamme, attraverso il passaparola, ormai lo sanno – conferma Raffaele Cicciarella, primario all’Ospedale civile di Venezia – e non c’è bisogno di offrire loro la maglietta, visto che sono le prime a chiederla. Per i papà, poi, è un modo di proiettarsi nel futuro, vedendo nel proprio figlio un futuro campione… La trovo una cosa molto carina, anche al di là del gadget in sé, che è veramente simpatico. Ma è un’iniziativa molto gradita anche per noi, perché segno di simpatia positiva, visto che lo sport è un ambiente sano, dove i ragazzi sviluppano fisico e intelletto appartenendo ad un gruppo. Anche questo è un modo di avvicinarli ad un mondo vero, non virtuale come quello di telefonini e internet; un mondo in cui si troveranno a vivere gomito a gomito con altri ragazzi, con uno sviluppo psico-fisico positivo e impagabile».

«I genitori sono contenti – ribadisce Donatella Milan, ostetrica all’Ospedale dell’Angelo di Mestre – quando consegni loro la maglietta e qualcuno ricorda ancora di averla ricevuta per il primo figlio. E c’è qualche genitore che pensa già a quando iscriverà un domani il proprio figlio alla Reyer. La maglietta che Reyer regala invoglia anche i fratellini maggiori, che si vedono consegnare la maglietta quasi come un premio per essere diventato fratello o sorella. E la indossano al loro peluche, portandoci poi le foto per pubblicarle sul sito. Insomma: la ritengo una buona iniziativa, perché le mamme, e soprattutto i papà, vedono che la maglietta viene data davvero a chiunque e allora si sentono di far parte di questa società. In particolare, ciò avviene per gli stranieri che sono quelli che ci ringraziano maggiormente. La gratitudine si vede dagli occhi, non servono le parole. È dunque un bel modo per progettare il futuro, perché tutti i bambini sono uguali e devono avere le stesse opportunità».

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