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Unicef: nel mondo troppi disturbi mentali tra i giovani

Unicef: nel mondo troppi disturbi mentali tra i giovani
Bambini a scuola

Un adolescente su sette soffre di disturbi mentali.
A dirlo è l’Unicef, che ha reso noto oggi il rapporto “La Condizione dell’infanzia nel mondo – Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani“.
Un grido di allarme che riguarda tutti i giovani del mondo in una delle fasi più difficili della vita ovvero l’adolescenza.

Il suicidio come fuga

Il 40% dei disturbi mentali viene riconosciuto in ansia e depressione che spesso portano i giovani a pensare di non avere vie di scampo e li spinge a gesti estremi come il suicidio.
Quest’ultimo è, secondo il rapporto, tra le prime cinque cause di morte nei giovani tra i 15 e i 19 anni.
Un dato che fa letteralmente tremare i polsi se si pensa che in Europa il numero di casi è di 4 su centomila, secondo solo agli incidenti stradali.

Unicef

Unicef: “si investe poco per questi bisogni fondamentali”

I disturbi mentali non hanno le stesse percentuali in tutto il mondo.
Ci sono zone nelle quali il tasso è decisamente elevato, come nel Medio Oriente, Nord Africa, Nord America ed Europa occidentale e altre in cui il fenomeno è meno radicato.
Uno dei problemi con cui si confronta costantemente chi segue questi giovani è, come riporta l’Unicef nel rapporto, l’esiguo numero di investimenti dei fondi governativi per la salute che nel mondo si attesta intorno al 2%.
“I governi – ha dichiarato il direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore – stanno investendo troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali”.

Unicef

Perché i giovani soffrono

Ma cosa porta un bambino a sviluppare problemi mentali?
Secondo il rapporto dell’Unicef, le cause sono da ricercarsi in vari fattori: la genetica, le esperienze e l’ambiente fin dai primi giorni di vita, il fondamentale ruolo dei genitori, la scolarizzazione, le relazioni interpersonali, l’esposizione alla violenza o ad abusi, la povertà, le crisi umanitarie e le emergenze sanitarie.
Una fra tutte l’abbiamo toccata con mano di recente e ha inciso sulla salute mentale soprattutto dei più giovani.

L’incidenza della pandemia nella vita dei bambini

Mesi di lockdown, chiusi in casa senza possibilità di interazione sociale se non attraverso apparecchi tecnologici. Secondo i dati di Unicef, almeno 1 bambino su 7 è stato direttamente colpito dal lockdown. Un numero altissimo, che deve far riflettere sulla fragilità di una fascia di popolazione per la quale l’assenza di rapporti umani e di condivisione con i propri coetanei è di vitale importanza.

Unicef

“Sono stati 18 lunghi mesi per tutti noi, specialmente per i bambini. Con il lockdown a livello nazionale e le restrizioni di movimento legate alla pandemia – ha dichiarato il direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore – i bambini hanno trascorso anni indelebili della loro vita lontano dagli amici, dalle aule, dal gioco, elementi chiave dell’infanzia stessa”.

Le preoccupazioni dei ragazzi

In quei mesi di chiusura e di fermo in tutto il mondo, chi ne ha risentito maggiormente, soprattutto a livello psicologico, sono stati i più piccoli, molti dei quali vivono situazioni di difficoltà familiari o peggio ancora di maltrattamenti.
I giovani usciti dal lockdown, spiega il rapporto, sono preoccupati per il loro futuro e per il reddito familiare e ancor più per la salute propria e delle loro famiglie.

Valentina Rossi

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Tag:  covid-19, unicef