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QUANTO PUO INSEGNARE UNA SCONFITTA

QUANTO PUO INSEGNARE UNA SCONFITTA


Le sconfitte fanno, innanzi tutto, esperienza. Prendiamo ad esempio i Lakers. Gasol, forse il miglior europeo in attività in questo momento, ha detto che la vittoria del titolo Nba è anche frutto di quello che hanno imparato dalla sconfitta in finale dello scorso anno. D’altronde la sconfitta non fa che ingigantire con la lente d’ingrandimento i tuoi punti deboli. Cose sbagliate che si fanno o che ci sono anche quando si vince, ma la sconfitta, proprio perché brucia, stampa addosso gli errori in modo indelebile. Magari piccole cose perché, come dicono, “l’arte è nei dettagli”, ma che devono essere migliorate. C’è sempre la tentazione di buttare via il bambino con l’acqua sporca.

Cioè, se penso alla stagione conclusa, arrabbiarsi per una finale persa dalla nostra squadra della Reyer femminile contro il Cras Taranto, per 1-3, dopo essere stata in testa per 1-0. La verità, invece, è questa: se uno ci avesse detto, alla viglia dei playoff: “La squadra farà fuori la pericolosissima Geas per 2-0 nei quarti, eliminerà la Familia Schio, Campione d’Italia nonchè bestia nera della Reyer, nella semi-finale e farà la finale contro il Cras Taranto” cosa avremmo detto? Avremmo detto:  “Faccio la firma subito”. No, non sto dicendo che perdere va bene. Nessuno vuole perdere. Ma il fatto è che il Cras è stata squadra più reattiva della Reyer, più nervosa, più scattante, più rapida, e con più energia mentale. Da quella lezione, certamente, la dirigenza e lo staff tecnico ripartirà per l’anno prossimo. Ricordiamo l’eliminazione nelle semi-finali contro Schio l’anno scorso, in cui le ragazze della Reyer hanno subìto il peso e la fisicità dello Schio.  Nell’estate scorsa, questo è servito per sistemare il peso specifico e la fisicità, quest’estate dovranno fare altrettanto per la reattività.

Quindi, ogni sconfitta porta consigli. Nel 1980, quand’ero all’ Olimpia Milano abbiamo perso la semi-finale playoff contro Cantù perché Bruce Flowers di Cantù ha preso 22 rimbalzi nella gara decisiva.Quell’estate, ho rinunciato a CJ Kupec (203 cm) per prendere John Gianelli (211 cm) per pareggiare Flowers. Poi, nel 1981, abbiamo perso ancora in semi-finale con Cantù perché Franco Boselli (190 cm) non poteva marcare Antonello Riva (195 cm). Quell’estate abbiamo preso Roberto Premier (197 cm) per contrastare Riva.   Morale della favola: abbiamo vinto lo scudetto nel 1982 e iniziato il nostro “Regno del Terrore.” Morale della favola: è sempre bene arrivare in finale, un capolavoro.

Certo brucia perdere la finale, una scottatura che fa ancora male perché le tre sconfitte erano per pochi punti e pochi palloni.  Bisogna analizzare il perché e cercare di trovare le soluzioni per fare ancora meglio. Il fatto è che la squadra femminile fa un passo importante in avanti ogni anno. Non sarà per niente facile farne un altro perché si è sempre tallonati da quelli che ci seguono, tipo Schio, tipo Geas. Anche loro non dormono per le sconfitte. Se riusciamo a trarre lezioni da tutto e trovare rimedi, possiamo farcela. La sconfitta che chiude una stagione deve essere la motivazione per andare più avanti l’anno successivo.

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