Cosa fare a Carnevale a Venezia: Pulcinella tra gioco, amore e follia

Pulcinella innamorato
Nella foto in alto: Pulcinella innamorato, Ca’ Rezzonico, Venezia

Gioco, amore, follia. In una parola: Carnevale 2020. Venezia.
C’è una maschera che incarna i tre temi protagonisti della kermesse di quest’anno?
Si, è quella di Pulcinella. Personaggio napoletano della Commedia dell’Arte, certo, ma soprattutto la maschera più nota al mondo per i suoi modi giocosi, per le sue avances spesso goffe e vane e per la sua beffarda follia.
Incarnazione dell’uomo semplice, talmente incapace di non raccontare i fatti degli altri da aver dato vita alla nota espressione “il segreto di Pulcinella” quando si vuol indicare qualcosa di cui in realtà tutti sanno, questa figura che gioca con l’affabulazione della parola e le sue trovate comiche è una sorta di eroe folle e divertente, ossessionato dall’amore per Teresina ma tanto furbo da riuscir sempre a trovare soluzione a ogni problema, anche amoroso.

Pulcinella durante il Carnevale

Pulcinella a Venezia

Ma cosa c’entra con Venezia? Tra le maschere della Commedia dell’Arte Pulcinella ha lasciato il segno in città.
Non un segno qualunque. Lo si ritrova, infatti, nei disegni e in un ciclo di opere di Giandomenico Tiepolo, figlio del più celebre Giambattista, nei cui dipinti hanno preso forma centinaia di Pulcinella. Realizzati per la splendida Villa Tiepolo di Zianigo, a Mirano, dove ha vissuto con il padre, questi dipinti si possono ammirare a Ca’ Rezzonico.

Museo del Settecento veneziano Ca’ Rezzonico

La figura carnevalesca

Non è semplice definire un’entità complessa come quella di Pulcinella. Le tradizioni popolari si intrecciano con la Commedia dell’Arte che a sua volta collide con un ammodernamento Ottocentesco e Novecentesco di questa figura.
Pulcinella è un piccolo omuncolo con un ventre rigonfio, un camiciotto largo e bianco, una maschera nera con un naso pronunciato e due guance ben evidenti, ma, soprattutto, il cappello “pan di zucchero”, elemento portante del travestimento. La figura descritta è una rappresentazione di un Pulcinella moderno, a cui siamo abituati e che, più volte è stato ripreso, sia a teatro sia al cinema.

 

Il cappello della discordia

Ma pulcinella non è sempre stato così. Le origini sono discusse e con esse anche i tratti originari non sono definibili con chiarezza. Tuttavia, l’abito bianco e la maschera nera sono associati a questa figura da almeno due secoli. L’elemento dissociante è proprio il cappello.
Questo affamato servitore, sempre a corto di denaro e sempre alla ricerca di leccornie, nei dipinti del XVIII secolo indossa un cappello molto singolare: un cilindro bianco altissimo e rigido. Questo cappello è ben più vecchio del famoso pan di zucchero associato alla tradizione napoletana. È un cappello a “Pentola dei Maccaroni”. Questa pietanza, ora in disuso, chiamata “maccarone” consisteva in una sorta di gnocco (avente la forma del dolce francese Macaron) che si cuoceva in pentole cilindriche alte come il cappello di questa figura.
La tradizione veneziana, che rappresenta Pulcinella da molto prima rispetto ai riammodernamenti, vede questo personaggio con questo insolito capo d’abbigliamento.

Uno, nessuno, centomila Pulcinella

A Ca’ Rezzonico, Sestiere di Dorsoduro, il ciclo di opere dedicate a Pulcinella da Giandomenico Tiepolo trova una sua dimensione totalitaria, arredando completamente una serie di stanze, e quindi, facendo rivivere ai visitatori l’atmostera di un’antica residenza veneziana.
Giandomenico Tiepolo non raggiunse mai la fama del padre Giambattista.Tuttavia, questi dipinti così unici e particolari sia dal punto di vista contenutistico sia dal punto di vista formale, con spaccati di vita di queste figure giocose e buffe (non necessariamente pulcinella ma anche satiri e altre figure legate tipicamente al mondo dello scherzo) non smettono mai di sorprendere e far sorridere lo spettatore.

I Pulcinella di Villa Tiepolo

I Pulcinella di Villa Tiepolo sono molto vari e rappresentati in tanti momenti diversi.
Regalano un perfetto scorcio degli anni cui appartengono e  aiutano a capire non solo come in passato fosse sentita questa figura ma anche come la Commedia dell’Arte avesse una centralità nell’immaginario quotidiano delle persone.


Questi goffi personaggi, sempre intenti a tirarsi fuori dai pasticci che loro stessi hanno combinato, vengono rappresentati nelle scene più varie. Alcuni danzano, altri cercano di riprendersi da una scorpacciata troppo difficile da digerire o si sfidano tra loro in varie sfide di abilità. Vediamo Pulcinella impegnato nel gioco, nella truffa ma anche nel corteggiare le dame e le signore di ogni ceto sociale.

Pulcinella sull’altalena

Il dipinto più significativo resta, indubbiamente, il gioco dei pulcinella sull’altalena.
Quest’opera singolare e affascinante, era collocata su un soffitto di Villa Tiepolo a mostrare uno spaccato di cielo in cui questi pulcinella si dilettano con il gioco dell’altalena, dando uno slancio verso l’alto alla stanza, creando una vera illusione di spazio aperto e leggerezza.
Anche oggi, l’opera è esposta in una posizione simile, occupando il soffitto di una delle Sale dei Pulcinella.

 

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