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PROFESSIONE: AGENTI MARITTIMI

PROFESSIONE: AGENTI MARITTIMI

Una professione antica eppure poco conosciuta. La raccontiamo attraverso l’azienda veneziana G.Radonicich & C. che proprio quest’anno festeggia i 150 anni

Quella degli agenti marittimi è una attività indispensabile per la quotidianità di tutti ma, nonostante questo, molti non ne conoscono nemmeno l’esistenza. Una professione che ha radici antiche e che si lega a filo doppio con i porti marittimi di tutto il mondo. Ne testimonia la sua importanza e la sua longevità l’azienda veneziana Radonicich, una delle più antiche del panorama nazionale, con sede a Marghera.
«Il nostro mestiere è difficile da spiegare. Siamo una sorta di fiduciari nei porti per conto di armatori» spiega Michele Gallo, amministratore dell’Agenzia G. Radonicich & C., al fianco di suo fratello Andrea assieme al quale continua l’attività del padre.
Perchè c’è bisogno di una figura di intermediazione? «Perchè per legge e anche per tradizione c’è bisogno che qualcuno gestisca in fiducia l’arrivo di una nave per lo svolgimento di tutte le pratiche del caso, per il pagamento dei vari pedaggi e molto altro – prosegue Michele Gallo – gli agenti marittimi sono i garanti di queste operazioni per conto di Compagnie Marittime e armatori. Si tenga anche presente che un agente marittimo accoglie qualsiasi tipo di nave: dalle navi merci alle navi da crociera, dagli yacht di proprietà agli yacht a noleggio. L’agente marittimo non va però confuso con lo spedizioniere che è quella figura che invece segue le merci dal punto di vista doganale, ma anche documentario e organizzativo».
Si tratta di un’attività che si riflette sulla quotidianità delle persone molto più di quello che potrebbe sembrare… «Tutti i giorni ciascuno di noi ha a che fare con qualcosa che quantomeno nella sua materia prima è stato trasportato via mare. È una catena assai complessa ma indispensabile per la quotidianità di tutti. Spesso non si tiene conto di questo ma in realtà dietro a ciò ci sono molte persone che lavorano con passione e dedizione. Si può dire infatti che il nostro mestiere sia antico ma al tempo stesso misconosciuto. Un mondo che solo al suo interno si mette sotto i riflettori».
Un mestiere antico, come antica è l’origine delle vostra azienda… «La nostra azienda ha effettivamente una lunghissima storia. La registrazione risale al 1861 ma in realtà la sua creazione ha origini ancora più lontane ed è una delle più antiche in Italia e nel mondo. Porta il nome del suo fondatore originario della Dalmazia dove ancora oggi, presso la località montenegrina di Cattaro, si trova villa Radonicich. Si trattava di una di quelle famiglie che ai tempi della Serenissima, venendo da altre terre, ha dato un notevole apporto allo sviluppo dello shipping in Italia».
Una tradizione che continua nei secoli… «Siamo, per così dire, fiduciari da sempre. E non c’è miglior garanzia di qualità del fatto di avere la fiducia degli altri da 150 anni. Chiaro che in questi 150 anni le persone al nostro interno sono cambiate ma evidentemente l’affidabilità è rimasta immutata. Operiamo statutariamente a Venezia ma arriviamo con la nostra attività a coprire tutti i porti del mondo attraverso una rete di altri agenti ai quali ci appoggiamo. Grazie anche a questo per la nostra agenzia passano e sono passati i più bei nomi dello shipping a livello mondiale».
Qual è la situazione attuale di questo settore considerate le particolari congiunture economiche del momento? «Come tutti anche il nostro settore ha risentito della crisi. Anzi si può dire che da questo punto di vista noi siamo delle “sentinelle” in grado di monitorare la situazione globale. Si tenga presente che l’80% delle merci che si spostano, soprattutto i materiali di base come grano, ferro e carbone, passano attraverso i porti. Gli operatori portuali sono quindi i primi a rendersi conto dell’andamento positivo o negativo del mercato in base alle variazioni nei quantitativi delle merci che si spostano. Un agente marittimo ha quindi un termometro istantaneo di come si muove l’economia. La situazione attuale? Si sta risalendo la china, ma molto lentamente».
L’importanza del Porto di Venezia quanto è determinante? «Il Porto di Venezia è, da Marco Polo in poi, una porta aperta per il Far East. Per la posizione che ha avvicina lo sbarco delle merci al cuore d’Europa. Purtroppo l’Italia, rispetto al Nord Europa, si è ridotta ad avere un ruolo marginale in questo tipo di attività perchè non ha sviluppato adeguatamente la logistica e questo crea una grandissima sofferenza per il Paese. I numeri che tutta l’Italia riesce a fare in termini di container, che è considerata l’unità di misura in questo ambito, sono minimi rispetto a qualsiasi singolo porto del Nord Europa. Portando il discorso sul Porto di Venezia si può dire che si tratti di una potenzialità non sfruttata. Per bacino d’utenza nel range immediato e per disponibilità di spazi avrebbe la maggior capacità di sviluppo rispetto a qualsiasi porto italiano. Ma è appesantito dalla scarsità di pescaggi all’interno della laguna, che non permette alle grandi navi di entrare. Le possibili soluzioni? Lo scavo dei canali o la realizzazione di un anteporto, ma per entrambe bisognerebbe verificare se sono praticabili ed economicamente vantaggiose».
DI CARLO BONALDI
 

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