E il ponte si trasforma

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Con la ciclabilità cambia il volto del collegamento translagunare

Quando pensiamo alla città di Venezia, viene spontaneo considerare tutta la parte insulare un vasto reperto storico. Ogni palazzo, ponte, campo e ciascuna calle trasudano arte e cultura.

Non siamo, però, abituati a considerare parte della città storica anche un’altra struttura: il Ponte della Libertà. Unica via d’accesso stradale e ferroviaria per Venezia, rappresenta molto più di un’infrastruttura che collega la città alla terraferma: è un segno di storia, un’importantissima opera ingegneristica diventata un reperto storico veneziano.

Ogni giorno il ponte ospita una mole di traffico non indifferente. Negli anni non solo è aumentato il numero di persone che ha bisogno di una via accessibile, veloce e sicura per raggiungere Venezia, ma sono aumentati anche diversi mezzi di trasporto: dopo treno e vettura, ecco comparire autobus, pullman, ora tram e cicli. Ed è proprio il collegamento ciclabile tra la parte di città di terra e quella d’acqua ad essere, da parecchi anni, un tema molto sentito.

Fortunatamente, oggi, il ponte simbolo della città di Venezia è tornato al centro dell’attenzione con il nuovo progetto, che apre a nuove opportunità. Il ponte è stato inserito, da parte della direzione Mobilità e Trasporti del Comune di Venezia, all’interno degli strumenti di pianificazione e, in particolare, nel BiciPlan di terza fase, considerandolo uno dei percorsi significativi per gli spostamenti tramite ciclo di valenza paesaggistica e turistica.

L’obiettivo principale è quello di ampliare la rete ciclabile del territorio veneziano individuando un tracciato che continui i percorsi ciclabili esistenti della terraferma e consenta di arrivare alla città storica, utilizzando la sede esistente del Ponte della Libertà. Un altro scopo di questo progetto prevede di separare il traffico veicolare da quello ciclabile lungo il tratto stradale della SR11. Il Comune di Venezia sembra aver raggiunto, quindi, una soluzione ottimale per creare la nuova pista ciclopedonale che valorizzerà ancor di più il ponte.

Un progetto sicuramente degno di nota dopo quello avvenuto in periodo fascista e, ultimamente, dopo quello per il tram, che, da settembre del 2015, ha permesso ai mezzi pubblici su rotaia di raggiungere Piazzale Roma. La nuova viabilità darà vita non solo a dei vantaggi per un traffico ciclabile più ordinato e sicuro, ma porterà anche dei grossi incentivi per nuove proposte culturali e turistiche da offrire alla cittadinanza e ai turisti di Venezia. Un impegno che valorizza il Ponte della Libertà per trasformare un segno della storia in una moderna tecnologia fruibile da tutti noi.

La storia del Ponte della Libertà

Già dal 1846, quando Venezia era inclusa nel Regno Lombardo-Veneto, dipendente dall’Impero Asburgico, esisteva una linea ferroviaria che collegava la città all’entroterra veneto. Il grandioso ponte sulla Laguna veneta fu inaugurato l’11 gennaio 1846. A capo della direzione lavori, l’ingegner Noale collaborò con l’ingegner Bermani, responsabile dell’armamento, per costruire quello che al tempo era il ponte più lungo del mondo.

Una seconda trasformazione si ebbe negli anni Trenta: il progetto del 1931 dell’ingegner Eugenio Miozzi, che riprese quello dell’ingegner Vittorio Umberto Fantucci, affiancò al tratto ferroviario quello stradale. Il nuovo ponte fu inaugurato il 25 aprile 1933, con il nome di “Ponte Littorio”, dai principi di Piemonte Umberto e Maria Josè alla presenza di Benito Mussolini. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, fu ribattezzato con l’odierno nome “Ponte della Libertà” in ricordo della liberazione dal nazi-fascismo.

Il ponte ferroviario, originariamente a due binari, venne ampliato poi negli anni Settanta per accogliere quattro binari. I due binari nuovi furono attivati il 20 novembre 1978, ma subito dopo vennero chiusi quelli vecchi per risanare la struttura; l’esercizio su tutti i quattro binari iniziò ufficialmente nel 1984.

Dal punto di vista dell’odierna rete stradale italiana, il ponte rientra nel tratto finale della Strada Statale 11 Padana Superiore; è lungo 3,850 km ed è costituito da due corsie per senso di marcia affiancate da due marciapiedi pedonali con funzione di pista ciclabile, anche se l’ultimo tratto dalla parte di Venezia presenta un solo marciapiede (manca quello del lato ferrovia) in quanto la carreggiata in direzione Venezia diventa a tre corsie, con una corsia riservata al trasporto pubblico. La sede stradale ospita inoltre i binari della linea tranviaria che collega il centro storico di Venezia al centro di Mestre. (G.B.)

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