Il museo milanese avvia con Meta ed EssilorLuxottica un progetto di accessibilità che coinvolge otto opere celebri
Dal “Cristo Morto” di Mantegna al “Bacio” di Hayez, dallo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello alla “Cena in Emmaus” di Caravaggio. E, ancora “Il ritrovamento del corpo di San Marco” di Tintoretto, la “Pala Montefeltro” di Piero della Francesca, “Cristo e la Samaritana al pozzo” di Annibale Carracci o “Portarolo seduto con cesta a tracolla, uova e pollame” del Pitocchetto.
Sono solo alcune delle grandi opere d’arte che si possono trovare alla Pinacoteca di Brera. E proprio queste 8 opere sono accomunate da una decina d’anni dall’inserimento in uno speciale tour organizzato dal museo milanese.
Intitolata “DescriVedendo”, l’iniziativa si rivolge a tutti i visitatori, ma in particolare a quelli con ridotta capacità visiva.
Perché, anche se può sembrare un paradosso, grazie alla tecnologia le opere delle cosiddette “arti visive” possono realmente essere apprezzate e godute anche dalle persone non vedenti e ipovedenti. Che, da questi giorni, hanno a disposizione alla Pinacoteca una nuova alternativa, basata sugli occhiali con intelligenza artificiale sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica che consentono di ampliare in maniera più autonoma e coinvolgente l’esperienza di visita.
Gli occhiali con l’Ai per apprezzare meglio le grandi opere d’arte
Il progetto avviato a Milano, dal titolo “Percepire l’arte – Scoprire capolavori oltre ciò che sembra”, è una delle prime sperimentazioni museali che puntano sui moderni device Ai indossabili per espandere l’accesso all’arte attraverso la tecnologia.
Gli occhiali, donati in 10 esemplari da Meta ed EssilorLuxottica, si integrano con l’app “Grande Brera”, offrendo un’alternativa al modo tradizionale di vivere il tour.
L’obiettivo che si sono posti i promotori dell’iniziativa, che hanno collaborato a tal fine con l’Associazione Nazionale Subvedenti (ANS), l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, è proprio quello di testare nuove forme di accessibilità culturale a persone con limitazioni visive. E questo anche in considerazione che il 18,6% della popolazione italiana è affetta da queste problematiche, in forma più o meno grave.
Il progetto, che ha ricevuto il sostegno del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, parte dall’idea che “rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile significa consentire a più persone di conoscerlo, esplorarlo e costruire un rapporto personale con l’arte. Oggi, l’evoluzione delle tecnologie indossabili e dell’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per rendere questa esperienza ancora più inclusiva”.

Il contributo degli occhiali Ai all’esperienza di visita
Il tour è disponibile, senza sovrapprezzi sul biglietto d’ingresso al museo ma previa prenotazione, dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 16.30. Grazie agli occhiali Ai, ritirabili presso l’info point, il visitatore può accedere alle descrizioni audio di DescriVedendo semplicemente attivando attraverso il dispositivo indossabile il riconoscimento delle 8 opere. In tal modo si attivano gli altoparlanti integrati nei templi, che trasmettono così i diversi specifici contenuti sonori.
L’uso degli speciali occhiali, si sottolinea, consente un’esperienza a mani libere, “riducendo al minimo l’interazione con lo smartphone e consentendo, grazie all’audio ad orecchio aperto, la piena consapevolezza dell’ambiente circostante mantenendo l’attenzione sull’esperienza di visita. Un nuovo modo di sperimentare l’arte, potendo contare anche su brevi tracce di orientamento tra un lavoro e l’altro.
Il visitatore può anche personalizzare la riproduzione dei contenuti, ottenendo in tal modo un’interazione più naturale con i compagni di visita, scegliere di utilizzare strumenti aggiuntivi disponibili sempre attraverso gli occhiali, in base alle proprie esigenze e preferenze, porre domande su contesto e ambiente circostante attraverso l’assistente vocale Meta Ai e ricevere supporto in tempo reale da volontari e operatori qualificati grazie all’integrazione con Be My Eyes.
Il tour DescriVedendo e la sua continua evoluzione
Per ognuna delle 8 opere vengono proposti 3 diversi contenuti, sviluppati secondo il metodo DescriVedendo dell’Associazione nazionale subvedenti. Il primo è la descrizione morfologica, che traduce in parole, in maniera dettagliata, i contenuti dell’opera: forme, composizione, dettagli e caratteristiche visive.
Vi sono quindi la panoramica storico-artistica e la biografia dell’artista. Si tratta di contenuti già esistenti, realizzati proprio al fine di ridurre le barriere percettive. DescriVedendo si propone infatti come un percorso alla scoperta lenta e graduale delle opere più note della collezione. La cosiddetta “slow art” consente infatti un’assimilazione più consapevole dell’opera d’arte.
Il materiale, al momento, è disponibile solo in lingua italiana, anche se è già prevista la realizzazione di una versione in inglese. E lo stesso nuovo progetto, sviluppato attraverso fasi di test e consultazione con associazioni e organizzazioni di stakeholder, direttamente coinvolte nella valutazione dell’esperienza e dei suoi metodi di usabilità, rappresenta solo il primo passo nell’esplorazione del potenziale delle tecnologie indossabili applicate all’accessibilità culturale.
Alberto Minazzi



