Politica +

Petrolio e gas alle stelle: le bollette italiane pronte a salire

Petrolio e gas alle stelle: le bollette italiane pronte a salire

Le tensioni internazionali fanno salire anche il prezzo dell’energia, rendendo i permessi più pesanti e aumentando l’impatto sulle bollette. Nel frattempo, l’Ets è sempre più al centro del dibattito europeo

L’ultimo “carico da 11” sul costo dell’energia, di cui presto risentiremo purtroppo gli effetti anche sulle bollette, è arrivato con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha già determinato un incremento del costo di gas e petrolio.
Il diesel è già ai massimi dal 28 febbraio 2025 ed è solo l’inizio: i veri effetti sulla pompa, dicono gli esperti, si vedranno da domani. Ora il self service sfiora 1,73 €/l, il servito 1,87 €/l, mentre il Brent vola a 78,80 $ (+13%).
Il gas naturale europeo esplode: l’indice Ttf ad Amsterdam balza del 25% a 39,85 €/MWh, con gli analisti che avvertono che il blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe far raddoppiare i prezzi.
Queste notizie vanno però ad aggiungersi a un quadro europeo tutt’altro che semplice, tra controllo dei prezzi, spinte ecologiste alla decarbonizzazione e tutela del sistema industriale.
“È chiaro ormai a tutti che i prezzi dell’energia sono un problema enorme e che l’Ets è parte del problema”.
La non meglio definita “fonte diplomatica” di Bruxelles citata dall’agenzia Ansa delinea alla perfezione i contorni di un problema sempre più al centro del dibattito nel panorama politico continentale, tanto più dopo le misure annunciate dal Governo italiano e inserite nel recente decreto Bollette.
Il riferimento va all’Ets, il sistema di scambio di quote di emissione, adottato all’interno dell’Unione Europea.
Il tema tocca infatti non solo aspetti economici ed ambientali, ma coinvolge anche importanti questioni legate agli equilibri politici interni all’Ue.

bollette

Quando petrolio e carbonio salgono insieme

Ets è in sostanza uno strumento che dovrebbe spingere le aziende a inquinare di meno acquistando quote per ogni tonnellata di CO₂ emessa, ed è parte del pacchetto europeo “Fit for 55” per ridurre le emissioni entro il 2030.
La proposta italiana, avanzata a gennaio e già al centro di dibattiti politici e tecnici, mira a ridurre o eliminare il peso dei costi ETS sulle bollette elettriche in Italia e ad ammorbidire alcune delle regole più stringenti per le imprese energivore.
L’obiettivo ufficiale dichiarato è quello di tenere il costo dell’energia più basso possibile per chi produce e consuma energia qui in Italia.
Anche se si tratta di mercati diversi, le tensioni internazionali mettono in qualche modo insieme petrolio e carbonio e fanno salire il prezzo dell’energia, rendendo i permessi più pesanti e aumentando l’impatto sulle bollette.

Le mosse italiane: il rimborso alle imprese e la richiesta di stop

Il prossimo passaggio fondamentale atteso nella prospettiva della riforma del sistema Ets è il vertice Ue in calendario il 18 e il 19 marzo, in vista del quale le mosse decise dall’Italia hanno avuto sicuramente l’effetto di accelerare il dibattito.
In primo luogo, a gennaio, il decreto Bollette ha proposto di eliminare i costi legati alle emissioni di carbonio dai prezzi all’ingrosso dell’elettricità.
La proposta, come si evince dall’analisi del Servizio Studi del Senato del comma 2 dell’art. 6 del decreto bollette, poggia su uno “spostamento del peso degli oneri: meno sul gas utilizzato per produrre energia elettrica, e più sui consumi finali di energia elettrica“. In sostanza, recita sempre il dossier,  “una parte degli oneri oggi caricati sul gas utilizzato dalle centrali elettriche viene restituita ai produttori, riducendo il costo effettivo del combustibile per la produzione di energia elettrica”.
Il provvedimento dovrà essere approvato dal Parlamento prima di essere inviato a Bruxelles per il via libera finale.
Nel frattempo, mentre il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha chiesto la sospensione temporanea del sistema Ets per tutti i settori industriali, il Financial Times sottolinea “Roma sta cercando di riformare il mercato elettrico nazionale spostando sui consumatori l’onere del pagamento dei permessi UE per l’emissione di carbonio dalle centrali elettriche a gas”.

bollette

Il complesso quadro di pro e contro il sistema Ets

La spinta alle ultime decisioni del nostro Governo è del resto arrivata proprio dal sistema industriale, che denuncia un’erosione della competitività legata ai prezzi elevati dell’energia in Italia. Confindustria, ricordando che lo scorso anno la produzione ha fatto segnare un -0,2%, stima infatti che, nella prima metà del 2025, questi costi siano stati più alti del 30% rispetto alle medie europee. “Non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”, ha aggiunto Meloni. Pur concordando con altri grandi Paesi industriali, come Germania, Polonia, Francia, Spagna e Repubblica Ceca, sulla necessità di riformare il mercato europeo del carbonio, che comunque non potrà avvenire prima di luglio, l’Italia è stata l’unica a muoversi per mettere in pausa il meccanismo attualmente applicato. In gioco c’è anche la progressiva eliminazione delle quote gratuite di CO2, che il nostro Paese ha chiesto di rinviare rispetto alla scadenza ora fissata per il 2034. L’auspicio è che, al di là dell’intervento nazionale, venga decisa sul tema una azione europea comune. In tal senso, il commissario al Mercato interno e servizi, Stéphane Séjourné, ha ammesso la necessità di una riflessione profonda del sistema Ets, per riportarlo nei binari di uno “strumento di investimento” e non vederlo più come “metodo di tassazione”. C’è però da tenere in conto anche la posizione degli Stati nordici, che vedono nell’Ets uno strumento efficace per sostenere le aziende che investono nell’energia verde.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.