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Pétanque: le bocce celebrate da Google verso le Olimpiadi

Pétanque: le bocce celebrate da Google verso le Olimpiadi

Un doodle di Google per un gioco che affonda le radici nei secoli

L’omaggio di Google, oltre al “doodle” (la rielaborazione della schermata iniziale del motore di ricerca con uno “scarabocchio” dedicato), è la realizzazione di un gioco online per confrontarsi in un gioco delle bocce virtuale con amici o altri utilizzatori della rete.
Per essere precisi, la protagonista scelta in queste ore è una specialità precisa delle bocce: la “pétanque”, ovvero la versione inventata all’inizio dello scorso secolo in Francia da Ernest e Joseph Pitot per consentire a un amico di continuare a giocare nonostante i reumatismi.
E non è una celebrazione casuale. Pur restando nell’immaginario collettivo, il tipico gioco di paese (o da praticare sulla sabbia delle spiagge, pensando alla stagione), per le bocce si sta infatti seriamente pensando all’introduzione nel programma delle Olimpiadi da Parigi 2024.

pétanque

Le bocce: una storia di millenni

Quella del riconoscimento come sport olimpico nella prossima edizione francese dei Giochi sarebbe in un certo senso la chiusura di un cerchio.
Fu proprio il Paese d’oltralpe la terra in cui si sviluppò maggiormente la versione moderna delle bocce. Basti pensare proprio alla pétanque, che fu chiamata così nel 1910 dal provenzale “ped tanco”, ossia “piedi ancorati a terra”. Ma anche alla prima Federazione internazionale, fondata a Marsiglia nel 1958.
La storia delle bocce, però, è antichissima. Nel 1961 furono ritrovate nella città neolitica di Catal Huyuk, in Turchia, sfere in pietra con segni di rotolamento risalenti al 7000 avanti Cristo. A testimoniarne la pratica ci sono poi geroglifici egizi, i versi di Omero nell’Iliade, i consigli salutistici favorevoli al gioco delle bocce di Ippocrate e quelli del bizantino Oribasio di Pergamo, che le vedeva come rimedio contro la fiacchezza dei muscoli.

Dagli antichi Romani ai divieti medievali

Un ruolo fondamentale, nella diffusione delle bocce, lo svolsero i Romani, fin dal 3° secolo avanti Cristo.
Da Pompei alle campagne in Gallia (dove i legionari si rilassavano con questo gioco) e Britannia, da Augusto ad altri esponenti della medicina come Galeno (che consigliava le bocce a giovani e vecchi) a Clemente Alessandrino (che ne sottolineò addirittura la valenza pedagogica), le testimonianze storiche sono numerosissime.
Ma i passatempi simili alle bocce si moltiplicano, nella storia. In Inghilterra, fin dal 600 si pratica il gioco delle “bowls” e risale al 1299, a Southampton, la creazione del primo club boccistico.
Nel medioevo  ci fu un vero e proprio boom delle bocce, a tutti i livelli della società, dai nobili ai popolani.
Tant’ che, per evitare risse e scommesse, furono numerosi i re, dalla Francia, all’Inghilterra, fino ai Dogi della Repubblica Serenissima di Venezi,a che ne vietarono la pratica.

Bocce: una passione per molti

A far da contraltare a queste posizioni contrarie, non solo i giudizi positivi dal punto di vista medico (come quello, dell’Università di Montpellier, a fine 1400, che vedeva la pratica delle bocce come toccasana per i reumatismi). Favorevoli alle bocce anche Erasmo da Rotterdam, Martin Lutero, Calvino e sir Francis Drake (questi ultimi due anche appassionati praticanti). E poi le citazioni, tra letteratura e pittura, da Rabelais a Bruegel il Vecchio.
La stessa Enciclopedia di Diderot e D’Alembert del 1751 descrive il gioco e ne illustra le regole.
A Bologna, due anni dopo, Raffaele Bisteghi pubblicò invece il volumetto dedicato intitolato “Gioco delle bocchie”. E, un secolo dopo, Giuseppe Garibaldi fu protagonista, nel quartiere genovese di Oregina, di una partita disputata con bocce oggi conservate al Museo del Risorgimento.

L’evoluzione da gioco a sport

Dopo la riammissione delle bowls nell’ambito della legalità attraverso il Gaming Act del 1845, lo scozzese Mitchell redasse nel 1849 il codice delle bocce ancora adottato nel Commonwealth. Furono però soprattutto la Francia (dove, ad esempio, i “boulevards” presero il loro nome proprio dalla pratica delle “bocce verdi”) e l’Italia nord-occidentale a far segnare l’evoluzione delle bocce da semplice gioco a vero e proprio sport con l’organizzazione delle prime gare.

La prima società italiana, fondata nel 1873, fu la “Cricca bocciofila dei martiri” a Torino, dove nacque l’anno successivo la prima federazione.
Il primo regolamento italiano ufficiale è invece del 1904, 10 anni dopo il regolamento francese “lyonnais”.
Nel 1926, l’Unione Bocciofila Italiana (nata nel 1919) fu riconosciuta da Coni. Un’evoluzione, anche nei materiali delle bocce (adesso le migliori sono in acciaio inox), fino ai nostri giorni.
Quando alle tre specialità tradizionali (“raffa”, “volo” e “petanque”) si sono aggiunte anche quelle paralimpiche e la versione “beach”.

 

Alberto Minazzi

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