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Pensioni: finisce “quota 100”. Ipotesi di soglia a 63 anni

Pensioni: finisce “quota 100”. Ipotesi di soglia a 63 anni
Governo Draghi // @Senato Twitter

La fine del sistema pensionistico basato sulla “quota 100” è segnata.
L’Italia si appresta dunque a superare il sistema che consente ai lavoratori di andare in pensione anticipata quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari, appunto, almeno a 100.
L’istruttoria tecnica è già iniziata. Subito dopo l’aggiornamento del Def di fine settembre, infatti, si apre la fase della legge di Bilancio, che consentirà, tra le altre cose, di andare a riconfigurare il sistema pensionistico.
La discussione è accesa e non mancano posizioni contrarie a un cambio di sistema.
Il nuovo modello sostituirà la riforma introdotta con la legge di bilancio del 2019 per superare quella del 2012 dell’allora ministro Fornero.

Pensioni anticipate a 63 anni?

Finora le ipotesi messe in campo hanno fatto snocciolare diversi numeri anagrafici.
Al momento, l’ipotesi principale è quella della fissazione della nuova soglia minima per le pensioni anticipate a 63 anni, ovvero quella prevista attualmente per l’Ape sociale, con 39 anni di contributi.
L’anticipo di 4 anni rispetto ai 67 “ordinari”, che diventerebbe in pratica strutturale, verrebbe però “pagato” dal lavoratore con penalizzazioni tra il 2 e il 3% ogni anno rispetto all’importo che spetterebbe secondo il calcolo retributivo.
Nel frattempo, è stata istituita una commissione sui lavori gravosi, per arrivare a fine settembre all’elaborazione della nuova graduatoria di queste attività, che sarebbero in ogni caso quelle prioritarie per l’estensione della possibilità di pensione anticipata in un sistema che punterebbe sulla massima flessibilità. .

Il fondo per il prepensionamento

Il Governo Draghi sta intanto valutando anche uno strumento, sia pur temporaneo, almeno fino al 2024, per garantire la possibilità di richiedere l’anticipo senza incorrere nelle penalizzazioni.
L’ipotesi, progettata dall’ex sottosegretario all’Economia Claudio Durigon, sarebbe quella dell’istituzione di un Fondo nazionale per il prepensionamento. Fino alla maturazione effettiva dei requisiti, il Fondo servirebbe a erogare una prestazione di importo pari alla pensione, calcolata con i criteri di Quota 100. Successivamente, il pensionato passerebbe in carico all’Inps. Le prime stime sulle risorse necessarie per garantire la copertura del Fondo parlano di almeno 2 miliardi e mezzo per ogni anno, dal 2022 al 2024.

I nuovi requisiti: alcune ipotesi alternative

La definizione del nuovo minimo di anni e di contributi necessari per poter sfruttare la possibilità di uscire in anticipo dal lavoro dovrà avvenire però al più presto. Tra le proposte circolate nelle ultime ore, i sindacati puntano su una pensione a 62 anni o con 41 di contributi a prescindere dall’età. La Lega propone invece quota “101” o “102”, con un minimo di 62 anni anagrafici e 38 di contributi. La prestazione integrativa, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, in questo caso, potrebbe durare fino a 4 anni e 10 mesi per gli uomini e 3 anni e 10 mesi per le donne, con la possibilità di utilizzarla anche per le imprese in crisi o per quelle che stanno effettuando la transizione verde o digitale.

Gli ultimi mesi di quota 100

In vista del cambio di sistema, è atteso un incremento di domande di pensioni anticipate.
A fine agosto, i pensionamenti anticipati, secondo i dati Inps, sono stati 341 mila, con un costo di 18,8 miliardi fino al 2030. Si tratta per due terzi di uomini, anche se la proporzione si inverte nel settore pubblico, in cui, al 31 agosto, sono uscite anticipatamente 58.870 donne contro 48.367 uomini.
L’ultimo report Inps precisa che, fino ad oggi, sono stati spesi più di 4 miliardi per i lavoratori statali, circa 5,9 miliardi per i lavoratori privati e 1,66 miliardi per gli “autonomi”.
Entro fine anno dovrebbe essere quindi superato un totale di 400 mila domande, anche se chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre potrà sfruttare la possibilità offerta da “quota 100” anche successivamente.

Alberto Minazzi

Leggi anche: https://www.metropolitano.it/verso-la-pensione-anticipata-a-57-anni/

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