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Pensione anticipata: più lavori gravosi verso l’ammissione all’Ape sociale

Pensione anticipata: più lavori gravosi verso l’ammissione all’Ape sociale

L’ampliamento delle categorie di lavori gravosi ammessi all’Ape (acronimo per “anticipo pensionistico”) sociale potrebbe essere la strada percorsa dal Governo per la riforma delle pensioni dopo la fine di “Quota 100”, prevista per fine 2021.
Nel prossimo futuro, cioè, potrebbero richiedere la pensione anticipata a 63 anni (probabilmente con la conferma di 36 anni di contributi) sempre più lavoratori manuali nel campo di manifattura, edilizia e agricoltura: dagli operai ai conduttori di mezzi e macchinari pesanti e ai fonditori, dagli operatori sanitari agli assistenti alle persone, dai lavoratori agricoli agli operai forestali, solo per fare alcuni esempi.
L’allargamento concreto della platea, legato anche alle risorse da mettere in campo, spetterà adesso alla politica. Intanto, però, l’apposita Commissione tecnica ha completato lo studio sulla gravosità delle occupazioni, stilando una lista aggiornata che verrà consegnata al Governo.

Lavori gravosi: le novità

Sono 207, come sottolinea il sindacalista Roberto Ghiselli della Cgil al sito pensionipertutti.it, le mansioni individuate dalla Commissione come quelle più a rischio. Un’estensione significativa, se si considera che attualmente ne sono previste solo 65, facenti capo a 15 codici Istat (che diventerebbero invece 31).
La graduatoria è stata stilata sulla base dei dati di Inail, Inps e Istat, per evidenziare scientificamente le categorie più esposte a oneri fisici e stress lavorativi. Sono stati quindi elaborati, in rapporto alla media, 3 indici (frequenza degli infortuni, giornate di assenza per infortunio e giornate di assenza per malattia), proiettati sui lavoratori tra 56 e 63 anni.

pensione anticipata
Nell’elenco rientrano adesso un’ampia serie di lavoratori: bidelli, macellai, panettieri, pasticcieri, commessi e cassieri. E poi benzinai, meccanici, falegnami, tassisti e venditori a domicilio. Fino a stampatori, valigiai, saldatori, addetti alle attività poligrafiche, operatori di impianti di riciclo rifiuti, verniciatori industriali, riparatori di motori di aerei e trivellatori di pozzi petroliferi.

La classificazione e i consigli della Commissione

Tra mansioni con tutti e 3 gli indici, o anche solo 2, sopra la media, sono 108 quelle considerate “gravose”, legate a 26 classi professionali. L’elenco Inail, che ne identifica 27 su 92 classi, è stato integrato con le cosiddettemansioni siamesi”, fin qui escluse dall’Ape sociale, pur presentando aspetti affini ad alcune che ricadono nell’ambito di applicazione della misura.
Alcuni esempi sono quelli degli operatori socio sanitari (al momento fuori) rispetto agli operatori socio assistenziali, dei conducenti di autobus e tram, degli insegnanti delle scuole elementari, ma anche magazzinieri, portantini e forestali. Discorso diverso per quel che riguarda i lavoratori edili, per i quali la Commissione ha suggerito un intervento specifico, riducendo i contributi da 36 a 30 anni.

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Tra gli altri consigli della Commissione al Governo, la proposta di trasformare l’Ape sociale da misura sperimentale a provvedimento strutturale almeno fino al 2026 e l’eliminazione dalle necessità di attendere 3 mesi dopo la fine dell’indennità mensile di disoccupazione per la richiesta. I lavori, intanto, continueranno relativamente a donne, lavoro notturno, inidonei e disoccupati di lungo termine.

Lavori gravosi e pensione

Chi svolge lavori gravosi può usufruire non solo dell’Anticipo pensionistico, ma anche della possibilità di andare in pensione a 66 anni e 7 mesi o con “quota 41”, ovvero il raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica per i “precoci” che hanno iniziato a svolgere mansioni pesanti già in minore età (circa 20 mila lavoratori ne hanno usufruito tra il 2017 e il 2020).

I numeri della pensione anticipata

L’Ape sociale si concretizza in un’indennità-ponte fino a 1.500 euro lordi al mese.
In base alle modifiche della legge di stabilità 2018, per la richiesta è necessario aver ricoperto la mansione gravosa per 6 anni negli ultimi 7 o 7 negli ultimi 10, dal raggiungimento dei 63 anni di età e 36 di contributi.
Sono ammessi alla pensione anticipata per lavori gravosi anche i precoci disoccupati che non usufruiscono di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, gli invalidi al 74% e i caregiver che seguono un parente disabile di primo grado da almeno 6 mesi.

Negli ultimi 4 anni, la possibilità è stata sfruttata da 4.300 lavoratori, mentre sono state respinte il 61% delle domande, soprattutto per i limiti di categoria. Alle 11 categorie di lavoratori previste inizialmente dalla legge 232 del 2016 ne sono infatti state aggiunte solo altre 4, arrivando alle 15 attuali, sempre dalla legge di stabilità 2018,: la numero 205 del 2017.

Alberto Minazzi

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