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PASSARE CON IL VERDE

PASSARE CON IL VERDE


I 30 chilometri “tagliati” dalla nuova arteria stradale stanno per essere “ricuciti” dal Passante Verde: un progetto originale per la realizzazione di un immenso parco da 650 ettari.
Immaginare un parco di 650 ettari non è facile, tanto è grande l’area di cui stiamo parlando. Eppure presto potrebbe non essere necessario fare alcuno sforzo di fantasia. Basterà semplicemente percorrere i 30 chilometri del nuovo Passante di Mestre. Si perchè attorno alla nuova arteria stradale sorgerà un vero e proprio parco, originale tanto nelle diverse soluzioni pensate, quanto nella gestione prevista. Un parco che nascerà sulla base di uno studio unico nel suo genere e che già in giro per l’Italia sono pronti a prendere a modello. Stiamo parlando del progetto del “Passante Verde”, un piano elaborato dalla Coldiretti di Venezia per attenuare, con il coinvolgimento diretto e attivo delle imprese agricole interessate, l’impatto ambientale e territoriale del Passante Autostradale recentemente inaugurato. Il Passante Verde è in sostanza un parco lineare che va dal Comune di Vetrego all’innesto della A4 sul fiume Sile presso il Comune di Quarto d’Altino con l’obiettivo di riconnettere e ricucire il territorio attraversato dal Passante di Mestre, cercando di ridare a questo una nuova centralità. Chiaro, tra l’idea originale e la messa in pratica non tutto potrà essere fedelmente realizzato, ma il primo stralcio, consistente in 100 ettari, è già prossimo alla realizzazione. Tutto è nato dal considerare il passante autostradale come un’opportunità straordinaria per intervenire in modo sistematico lungo i trenta chilometri con un’opera di mitigazione ambientale partecipata.
Un’idea della Coldiretti veneziana, sostenuta da Regione, Veneto Agricoltura ed ente camerale veneziano, per realizzare una serie di interventi “verdi” che si propongono di migliorare la qualità dell’aria, fare da barriere fonoassorbenti naturali, migliorare il paesaggio, tutelare le aree abitate dall’impatto visivo del Passante. Questo dovrebbe avvenire, a seconda delle particolari situazioni, con la posa di barriere alberate, la realizzazione di aree a bosco, l’impianto di colture arboree, prati, la realizzazione di zone umide, e interventi sulla rete irrigua. In tutto 650 ettari dei quali 125 saranno destinati a “protezione” e 185 a cultura arborea. Non solo, perchè il progetto prevede anche 100 km di piste ciclo pedonali. Il tutto concepito in tredici aree di intervento, omogenee per temi e problematiche, al cui interno è possibile individuare aree nodali che costituiscono, insieme al sistema dei percorsi ciclo pedonali, l’ossatura funzionale del parco. Un progetto che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti e che ora è arrivato alla fase realizzativa. Il programma prevede una realizzazione per step e il primo di questi sarà relativo, come si diceva, ad una superficie di circa 100 ettari relativi alle sei zone di Bonisiolo, Campocroce di Mogliano, Martellago (suddivisa in tre aree), Mirano, Spinea e Vetrego. Alle imprese agricole sarà affidato il compito di realizzare gli impianti e di occuparsi anche delle manutenzioni.
L’idea è proprio quella che il coinvolgimento delle aziende agricole del territorio, grazie anche alla loro vicinanza, possa essere garanzia di continuità e manutenzione nell’arco degli anni. Per questo primo step si prevede che i terreni siano pronti per la prima piantumazione a settembre 2009, ovvero dopo che i cumuli di terreno creati dalla realizzazione del Passante saranno stati spianati.  “L’idea originale consisteva in un progetto di grande respiro, con un’ampia gamma di modalità di interventi e di varietà di strumenti. Quella che si appresta ad essere realizzata,  con gli strumenti dell’opera pubblica ovvero ciò che PDM, il general contractor che  sta realizzando il Passante di Mestre, ha recepito, è solo una prima parte” spiega l’ing. Sebastiano Steffinlongo della società Metroplan Architettura Ingegneria che ha realizzato lo studio in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università di Padova. La stessa Metroplan ha poi recentemente completato anche la progettazione esecutiva dei primi interventi previsti per conto di PDM, in collaborazione con Giardini e Paesaggi e lo studio Dauria-Pisano.
Uno studio, quello del Passante Verde, che ha ricevuto numerosi premi tra cui il “Premio Piccinato per l’Urbanistica”. Un progetto unico in Italia che potrebbe essere preso a modello per la realizzazione altri analoghi se è vero che per esempio già Pedemontana Lombarda ha preso contatti con Coldiretti Venezia per saperne di più. Il completamento dell’opera, nei suoi 650 ettari complessivi, sarà però possibile solo quando verranno stanziati gli oltre 25 milioni di euro che dovrebbero essere necessari per il completamento e che ancora mancano. Quello che non manca è l’ottimismo dei promotori dell’iniziativa nei confronti della realizzazione totale del progetto. “All’interno del finanziamento per il Passante – spiega l’Ing. Giuseppe Fasiol Responsabile Unico del Procedimento che ha seguito per conto del Commissario straordinario l’intera progettazione dell’opera – la finanziaria del 2007 ha stanziato 20 milioni di euro espressamente per queste opere, grazie ai quali verrà realizzata la prima parte del progetto.
Le prime aree di intervento, ovvero le prime sei zone, sono quelle che erano già comprese negli espropri per la realizzazione del Passante. Per arrivare al completamento dell’opera stiamo cercando invece di trovare delle formule di intesa con i privati proprietari che non comportino l’esproprio. Per questo attualmente stiamo valutando gli aspetti giuridici insieme con le associazioni di categoria”. In pratica l’idea è di commissionare ai privati la gestione e la manutenzione delle aree di cui sono proprietari riconoscendo loro un corrispettivo specifico.  Trovato l’accordo si potrà procedere verso il completamento di quel grande polmone verde che è destinato a riequilibrare il sistema e a ricucire il territorio.
DI FEDERICO BACCIOLO
 

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