18 maggio a Venezia: ecco come si riparte

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Preparati. Attenti e organizzati.
Parrucchieri, estetiste e ristoratori hanno riaperto le loro attività con una solida consapevolezza: bisogna tutelare la salute. Propria e dei propri clienti.
Calendario degli appuntamenti alla mano, dispositivi di sicurezza a coprire naso e bocca, schermi o occhiali protettivi, hanno così rialzato le serrande fiduciosi.

Perché il rapporto con la clientela fissa, per molti di loro, non è mai venuto meno.
Dopo oltre due mesi di chiusura, nei giorni scorsi il telefono ha ricominciato a squillare.
Pedicure, manicure, depilazioni. Ma anche tinte, tagli di capelli.
Donne e uomini in fila, in questo caso solo virtuale, perché ognuno aveva il proprio orario segnato in agenda.
E poi via, un nuovo percorso tra kit sigillati, attrezzi disinfettati e locali sanificati.

Metropolitano.it ha voluto testimoniare questo 18 maggio 2020 andando a intervistare i protagonisti della ripresa. Gli operatori economici che per primi hanno dovuto interrompere le proprie attività e che sono stati tra gli ultimi (alcune categorie ancora mancano all’appello) a riaprire.

A tutti loro, l’augurio per una buona ripartenza, all’insegna della responsabilità e della dignità del lavoro ritrovato.

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