Economia +

PARAGONI INTERNAZIONALI

PARAGONI INTERNAZIONALI


Un Pil pro-capite paragonabile a quello di Toronto e Barcellona, un tasso di crescita economica in linea con quelli di Londra, Stoccolma e Houston. Questi ed altri interessanti dati emergono dal rapporto realizzato dall’Ocse sull’area metropolitana Venezia-Padova-Treviso
Il triangolo metropolitano Venezia-Padova-Treviso produce un quarto dell’export nazionale e risulta più ricco rispetto alla media italiana. Pur al di sotto della media europea, sta colmando rapidamente il divario, con livelli di produttività del lavoro paragonabili a quelli di Londra, Francoforte, Monaco e Tokyo e un incremento economico che lo pone tra i primi dieci posti in Europa. Non sono fantasie, né tantomeno previsioni ma quanto è stato rilevato dal rapporto del progetto di analisi della realtà locale, proposto all’inizio del 2008 dall’OcsOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, al Comune di Venezia, alla Fondazione di Venezia e alla Venice International University e presentato nei mesi scorsi alla Fondazione Cini di San Giorgio. Una conclusione, quella a cui arriva il rapporto, che sembra allinearsi con gli studi recenti degli indicatori economici delle Camere di Commercio locali e che pare in netta controtendenza rispetto alla crisi economia ma che ha delle motivazioni ben precise e specifiche, legate alla particolare conformazione sociale ed economica del territorio veneto. La città metropolitana Venezia – Padova – Treviso vanta un Pil pro-capite di quasi 40mila dollari, paragonabile a Toronto e Barcellona, ed un tasso di crescita economica in linea con quelli di Londra, Stoccolma e Houston. Ne emerge che Venezia-metropolitana, con i suoi elevati livelli occupazionali e di crescita, si situa tra le aree urbane più dinamiche e produttive all’interno dell’Ocse. Il tasso annuale di crescita economica dell’area, attorno al 3%, supera del 50% la media delle regioni metropolitane Ocse e, tra il 1995 e il 2005, è stato tre volte superiore a quello di Randstad in Olanda e a quello di un distretto hi-tech come Seattle. L’analisi dell’Ocse è partita da alcuni presupposti base che riguardavano inizialmente gli spostamenti sul territorio. Tra i comuni del triangolo Venezia – Padova – Treviso ogni giorno avvengono degli spostamenti per studio e lavoro creando interazioni continue. Questo perchè l’area metropolitana presa in considerazione rappresenta la zona di maggiore densità di opportunità e di fattori di innovazione, nodi di raccordo, connessione tra quella che viene definita scelta globale e dimensione locale. Il triangolo d’oro della città metropolitana comprende tre importanti province che si completano a vicenda da un punto di vista economico: si conta un’azienda per ogni dieci abitanti. Venezia è la capitale della produzione culturale con oltre 40 musei e oltre 2000 eventi culturali che vengono organizzati ogni anno. Padova ha sviluppato ed è il punto di riferimento per le attività del knowledge. Treviso è la leader per le attività manufatturiere. Aver puntato molto sull’esportazione del prodotto è un modello strategico che negli anni ha portato a risultati straordinari. La città regione Venezia rappresenta da sola un quarto dell’export nazionale e più del 40% dei prodotti di lusso venduti all’estero. La recente alluvione del 1 novembre che ha colpito pesantemente anche l’area del padovano ha dunque messo in ginocchio numerosissime piccole e medie imprese che lavorano soprattutto nella vendita dei loro prodotti per i clienti oltre confine, in tutto il mondo. Una caduta libera alla quale le aziende hanno dovuto far fronte con capacità economiche ridotte. Il modello metropolitano, da tanti chiamato come modello Nordest, risulta però avere dei limiti per i quali serve una risposta immediata: uno su tutti è la capacità di fornire lavoratori qualificati. Solo uno su tre possiede un titolo di studio superiore e di conseguenza anche il capitale umano potrebbe rilevarsi non all’altezza della trasformazione della città-regione. C’è poi da registrare una scarsa crescita della popolazione e un invecchiamento del popolo attivo nel mondo del lavoro: nel 2004 solo un quarto dei lavoratori anziani (tra i 55 e i 64 anni) era per così dire in attività, un dato che si attesta al di sotto della media del 42% dell’Europa, al 15%. La competitività diventa perciò la grande sfida che dovrà affrontare la città metropolitana (sempre intesa come il triangolo Venezia-Padova-Treviso). In questo senso, secondo l’Ocse, servirebbe capitalizzare sui trend di mercato per incrementare la partecipazione al mercato del lavoro delle categorie escluse (lavoratori anziani e immigrati), aumentare i livelli di specializzazione e innovazione, e rinforzare l’imprenditorialità delle piccole e medie imprese. Con la grande svolta del 2009 e uno sviluppo accelerato delle economie emergenti, sia dei Brics (Brasile, Russia, India e Cina), ma anche di Vietnam, Cile e Corea, si sono capovolte molte delle visioni degli anni cari agli economisti Usa-oriented. E molto invece si presenta all’orizzonte, appena nel mondo produttivo si aprisse a una lettura innovativa dei rapporti internazionali: forse non vale più la pena di portare i propri prodotti a quei mercati, ma vale più la pena di attendere che quei mercati vengano a noi. E su questo piano il Nord Est è incredibilmente ben attrezzato: un sistema aeroportuale aperto da tempo ai voli intercontinentali, un porto che può ricevere anche navi provenienti da Shanghai con cadenza settimanale, una vasta esperienza di provenienze turistiche mondiali, una presenza italiana numericamente importante in Cina anche grazie ai laureati presso l’Università di Ca’ Foscari, una propensione ad avanzamenti nel campo ormai fortemente richiesto della green economy, un filtro all’ingresso della proprietà cinese nelle produzioni italiane che a Prato, per citare un esempio italiano eclatante, invece non ha retto. Dunque, seppure appena accennata, questa ripresa dei contatti economici con il mondo ora in sviluppo dovrebbe aprire spazi nuovi all’impresa nordestina, ma a due condizioni: che vi sia addensamento delle imprese e degli spazi territoriali e una lettura della politica locale che a partire dalle istanze federaliste sappia costruire un aperto percorso economico collettivo e non solo di casa propria. Un futuro tutto da costruire e già in parte da sfruttare con strumenti che sono attualmente a disposizione di imprenditori e politica ma che vanno affinati e incentivati. Venezia porta d’Oriente, si diceva un tempo, Venezia sempre più polo d’attrazione turistica ma non solo. Indotto e veicolo di promozione ma anche e soprattutto di investimento. La scommessa è aperta e lanciata e non riguarda unicamente le piccole e medie imprese ma anche e soprattutto le istituzioni che possono agevolare investimenti e concessioni per quanto riguarda soprattutto le infrastrutture, passaggio imprescindibile (vedi apertura del Passante e tutte le sue conseguenze positive e non solo per Mestre e il traffico della tangenziale) verso la crescita della città intesa in maniera globale e completa.

L’AREA METROPOLITANA

VENEZIA-PADOVA- TREVISO
DA SOLA RAPPRESENTA CIRCA
UN QUARTO DELL’EXPORT
NAZIONALE E PIÙ DEL 40%
DEI PRODOTTI DI LUSSO
VENDUTI ALL’ESTERO
VENEZIA È LA CAPITALE
DELLA PRODUZIONE CULTURALE ,
PADOVA È IL PUNTO DI RIFERIMENTO
PER LE ATTIVITÀ DI KNOWLEDGE,
TREVISO È LEADER
PER LE ATTIVITÀ MANIFATTURIERE
SOLO UN ABITANTE SU TRE
POSSIEDE UN TITOLO DI STUDIO SUPERIORE,
DI CONSEGUENZA IL CAPITALE
UMANO POTREBBE PRESENTARSI
COME UN OSTACOLO
 
DI RAFFAELE ROSA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.