DASPO a Venezia: dopo 32 anni un nuovo regolamento di Polizia Urbana

DASPO a Venezia
Nella foto in alto: Agente della Polizia locale di Venezia in servizio in terraferma

Un iter lungo un anno è giunto al termine.
Il Consiglio comunale di Venezia ha approvato il nuovo regolamento di Polizia Urbana.
Una radicale riforma di un documento che ha ormai 32 anni.
Rispettati i tempi tecnici, potrebbe entrare in vigore all’ inizio di luglio.
Tante le novità introdotte, tra cui quella del daspo urbano.
“La mancanza di decoro in passato è stato combattuto con i mezzi dello Stato sociale – ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro – noi abbiamo cambiato schema, perché non può essere lasciato spazio all’impunità. Un turista deve essere rispettoso della città e certo non può mettersi a mangiare su una vera da pozzo. Sia consapevole che qui, se si comporta male, avrà il daspo urbano”. 

Il daspo

Ora sarà quindi possibile sanzionare chi, sedendo su ponti e rive, crea spesso intralcio alla circolazione. O chi attua comportamenti contro il decoro della città.

Il “daspo urbano” garantisce la possibilità di impedire, sia pur temporaneamente, l’ingresso in città a chi non ne rispetta insomma le regole e potrà essere applicato anche contro chi acquista sostanze stupefacenti. Multe salate sono previste inoltre per gli spacciatori.

Obiettivo green

Il decreto pone infine le basi per  rendere “green” la città.
Verrà data alle attività commerciali una finestra di un paio d’anni per mettersi in condizione di utilizzare prodotti biodegradabili, soprattutto per l’asporto.

Il nuovo regolamento

Il nuovo Regolamento di Polizia e Sicurezza urbana è stato approvato con 22 voti favorevoli e 6 contrari.
La sua elaborazione è durata un anno. “Abbiamo cercato il massimo confronto con le categorie interessate – ha spiegato l’assessore alla Sicurezza urbana Giorgio D’ Este – Non solo i consiglieri in Commissione hanno potuto esprimere le loro valutazioni, ma anche le associazioni di categoria e tutti gli stakeholders sono stati messi in condizione di analizzare il testo”.
Passato attraverso l’esame di 200 emendamenti poi ridotti a 20, è infine giunto all’approvazione.
“Abbiamo un’idea ben precisa di dove vogliamo arrivare – ha detto ancora l’assessore –  All’inizio, abbiamo trovato una situazione di emergenza, che necessitava di azioni repressive. Poi abbiamo potuto iniziare una diversa programmazione con, per esempio, il potenziamento delle squadre cinofile antidroga e l’aumento del personale operativo. Grazie al nuovo regolamento di polizia urbana, questo trend troverà ancor maggiore equilibrio, puntando anche su attività diffuse”.

 

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