NOTE VENETE SUL TETTO DEL MONDO

Il trevigiano Gianni Ephrikian incoronato a Los Angeles “International Artist of the Year”

Questa volta non è lui che ha scoperto l’America, ma l’America che ha scoperto lui. Gianni Ephrikian, figlio d’arte (al padre Angelo, direttore d’orchestra, si deve la riscoperta dell’opera vivaldiana), ha realizzato moltissimi CD di musica strumentale ed è anch’egli un apprezzato compositore e direttore d’Orchestra.
Ora sta vivendo un grande momento di visibilità e di “esposizione mediatica” grazie al premio ottenuto ai Los Angeles Music Awards 2015, dove è stato incoronato come “International Artist of the Year”. «Il bello – spiega il Maestro Ephrikian – è che si tratta di una cosa nata praticamente per caso. Sto collaborando con un giovane talentuoso compositore napoletano, Stefano Gargiulo, che è stato premiato nel 2014 a Hollywood come miglior album strumentale e che mi ha suggerito di partecipare. “Fai una musica splendida – mi ha detto – perché non provi?”. Io non ho mai partecipato a concorsi, non sapevo nemmeno da che parte incominciare, ha fatto tutto lui. Dopo qualche settimana mi hanno informato che ero tra i nove artisti nel Mondo che erano stati nominati, invitandomi a Los Angeles. La cerimonia si è tenuta al “Whisky a go go”, storico locale dove hanno suonato un po’ tutti i grandi, dai Doors a Jimi Hendrix. La mia categoria è stata l’ultima ad essere assegnata, era ormai quasi l’una di notte. Devo ammettere che la tensione era alle stelle, ma non pensavo proprio che avrei vinto. È stata ovviamente una grande gioia e una grande emozione. In seguito al premio ho ricevuto molti contatti e proposte. Sto preparando dei provini di musiche a tema per delle case di produzione cinematografiche americane, mentre ho detto di no a chi mi proponeva di fare qualche tappeto per delle fiction italiane: non mi interessa questo genere di composizioni. Preferisco dedicarmi alla mia casa discografica Holly Music, che ora viene distribuita in 34 paesi. Il mio prossimo impegno è poi una grande opera rock con orchestra sinfonica, coro, un baritono, un tenore, un soprano e una rock band. È un progetto molto importante che coinvolgerà anche un grande regista, il cui tema resta però al momento top-secret».
Il premio ottenuto negli Stati Uniti assume anche un maggior valore emozionale visto che il disco “Water for Africa”, realizzato con il Venetian Dream Ensamble, è legato ad un’iniziativa umanitaria. «Mia sorella Laura (ex moglie di Gianni Morandi, nda) da moltissimi anni si occupa di iniziative umanitarie per l’Africa, in particolare della creazione di nuovi pozzi d’acqua – spiega l’artista trevigiano – e questa suite farà da colonna sonora ad un cartone animato su questo tema. È incredibile pensare che c’è gente che al mattino si sveglia e fa venti chilometri a piedi per andare a prendere l’acqua che gli serve per sopravvivere. E costruire un pozzo costa 800-1000 euro, un decimo del costo di un’arma. L’acqua in futuro sarà sicuramente una delle grandi problematiche del mondo».
Sin da subito Gianni Ephrikian si è specializzato nella musica strumentale, spaziando dalla musica classica contemporanea alle colonne sonore. «Non sono capace di scrivere canzoni – racconta il compositore – in una canzone devi fare una sintesi estrema e condensare tutto in tre minuti. Una composizione ti lascia invece molto più spazio e libertà per sviluppare le tue idee. Naturalmente ci vuole un grande lavoro, io compongo per circa 10 ore al giorno. Soprattutto scrivere per un’orchestra è davvero faticoso: per scrivere una partitura di un minuto per tutti gli strumenti ci vogliono circa cinque o sei ore».
Il premio ottenuto a Los Angeles è anche un riconoscimento alla musica italiana. «Non dobbiamo come sempre – afferma Ephrikian – svilire la qualità della creatività italiana: il livello della nostra musica è altissimo, fa parte del nostro DNA. Basti pensare a compositori come Rota, Morricone, Donaggio, Sartori o a strumentisti bravissimi come Bollani. Un discorso diverso è invece la cultura musicale di chi ascolta. Qui in Italia purtroppo non si insegnano le basi della musica, che sono fondamentali per capirla, non si insegna ad ascoltare».
GIANNI EPHRIKIAN Compositore e direttore d’orchestra Ephrikian è figlio d’arte, infatti il padre Angelo fu, oltre che un valente direttore d’orchestra, anche colui il quale riscoprì, revisionò e pubblicò quasi tutta la totalità dell’opera vivaldiana.
Compiuti da bambino gli studi di teoria, solfeggio e pianoforte, nonostante fin dalla nascita fosse vissuto immerso nella musica barocca, nel finire degli anni ’50 Gianni fu inesorabilmente catturato dalla musica che a quel tempo furoreggiava: il rock’n’roll. Per qualche anno suonò vari strumenti (batteria, chitarra, basso elettrico) in gruppi rock, ma la passione per la musica orchestrale emerse prepotente nei primi anni ’70. Da allora in poi non smise mai di comporre. Costituì uno studio di registrazione di altissimo livello tecnologico dove cominciò a registrare le proprie composizioni, dapprima con organici orchestrali ridotti, poi sempre più numerosi. Ha collaborato con numerosi artisti di tutti i generi musicali e con la sua etichetta discografica “Holly Music” ha prodotto svariati dischi con sue orchestrazioni e direzione d’orchestra.

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