Murano: le ex Conterie dedicate all’arte del vetro

Progetto-toponomastica-Murano

Nell’area dell’isola la nuova toponomastica ricorderà le “impiraresse” e il contributo femminile per la tradizionale arte

Avete mai sentito parlare di “impiraresse”? Sicuramente i muranesi conoscono quest’antico mestiere tutto al femminile.
Erano le donne che infilavano perle, in dialetto “impirar”. Un lavoro prevalentemente femminile che veniva svolto soprattutto tra Ottocento e il Novecento.
Nelle foto d’epoca si vedono gruppi di “impiraresse” sedute davanti all’uscio di casa con il loro cesto di perle in grembo.

Perle di vetro

Proprio nell’area delle ex Conterie c’era un’industria di perle, nata nel 1898 dalla fusione di 14 aziende locali, dove lavoravano moltissime donne. Ed è per rendere omaggio a loro e all’arte vetraria delle perle che calli e accessi all’ex area produttiva presto saranno intitolati a figure che hanno saputo tramandare nel tempo un mestiere che rappresenta l’anima stessa di Murano.

Un’intitolazione dedicata a Signoretto

Calli, campi, sotoporteghi e accessi all’area avranno nuovi nomi. Non appena terminato il cantiere con la consegna dei nuovi appartamenti Erp e Ater a famiglie e giovani coppie dell’isola, 14 figure legate al vetro saranno valorizzate dalla nuova toponomastica a loro dedicata.
Oltre ai nizioleti (tipica indicazione stradale veneziana, ndr) con i loro nomi ci sarà una zona dell’area intitolata a Pino Signoretto, uno dei grandi maestri del vetro contemporaneo scomparso nel dicembre del 2017. La legge imporrebbe di attendere 10 anni dalla sua morte ma è possibile la deroga perché considerato “personalità benemerita della Nazione”.

Perle rosetta

I nuovi nizioleti delle Conterie

Passeggiando nelle ex Conterie troveremo anche “Campo Marietta Barovier” dedicato all’ artista, decoratrice, designer e vetraia italiana, nata probabilmente a Murano nella prima metà del XV secolo. E’ lei la creatrice della “perla rosetta”, una particolare murrina. Attraverseremo “Calle dei Millefiori” – nome che ricorda una canna formata da strati concentrici di vetro di colori diversi, di cui quelli interni sono a forma di stella grazie all’utilizzo di appositi stampi – o “Calle de L’Avventurina” e “Calle de la Murrina”, due tipiche lavorazioni del vetro, la prima inventata nell’isola di Murano nel 1620 circa.

Murano, Venezia

Ci sono anche “Calle de la Palmetta” che era il ventaglio di aghi tenuto in mano dalle impiraresse; “Campo delle Impiraresse” e “Campo de le Perlere”, rispettivamente le abili infilatrici di perle e le donne che a casa realizzavano perle di vetro con la tecnica a lume. E ancora volgeremo lo sguardo al “Sotoportego de la Gada”, ventaglio di aghi riempito di conterie; “Calle dei Maestri Vetrai”; “Calle del Rigadin”; “Ramo Marin”, insieme di fili di perle corrispondente a due agàde; “Ramo de le Cremette”, tipo di perle dal taglio obliquo che ricorda un dolce tipico veneziano; “Ramo dei Burattini”, perle di tanti diversi colori che si facevano mescolando le poche conterie che restavano sulla sessola alla fine di ogni lavoro. 

“Perlere e impiraresse”, intitolazioni per le tradizioni da salvare

L’intera area delle ex Conterie sarà dunque intitolata alle donne delle perle e al vetro.
«L’iniziativa “Perlere e impiraresse: una toponomastica per ricordare, verso l’intitolazione dell’area delle ex Conterie” – spiega l’assessore al turismo e alla Toponomastica del Comune di Venezia Paola Mar – vuole soprattutto ricordare l’importante contributo del lavoro femminile per la tradizionale arte del vetro, in particolare quella delle perle.

Murano, Venezia

La nuova toponomastica dell’isola unisce la memoria al futuro tramandando alle nuove generazioni il valore di un’arte antica che non vuole morire. Sono stati scelti 14 nomi di persone che testimoniano la storia del vetro artistico. Un modo per non dimenticare che proprio alle Conterie si producevano le perle. L’arte vetraria di Murano deve essere fatta conoscere alle nuove generazioni, che potrebbero poi scegliere una professione legata al vetro».

 

 

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