Museo della Bonifica di San Donà di Piave: storia di una città e del suo territorio

il Museo della Bonifica di San Donà di Piave
Nella foto in alto: il Museo della Bonifica di San Donà di Piave

Storia, tradizioni e ambiente naturalistico in un’esposizione che dall’antichità arriva ai nostri giorni

 

I segni della storia di San Donà di Piave e delle trasformazioni del suo territorio sono vivi e percepibili.
Li troviamo nei grandi impianti della bonifica, nell’estesa rete di canali, nelle case rurali e nel paesaggio agrario, nei cippi e nei monumenti del primo e secondo conflitto mondiale. Ma si riflettono anche sulle acque del fiume e nel suo prezioso ambiente naturalistico. A dar loro voce è ora il Museo della Bonifica di San Donà, parte dei Musei Civici, che raccoglie testimonianze del passato e il presente della città e del territorio circostante, con il quale mantiene uno stretto legame.
Il filo conduttore del nuovo percorso espositivo è rappresentato dall’uomo in relazione al paesaggio e alla natura anfibia che ne ha segnato la presenza.
Uomo, ingegno, coraggio, acqua e terra quindi, in un racconto senza tempo che serve ancora oggi a leggere il nostro presente.

Il lavoro nei campi

La Dott.ssa Sara Campaner, direttore del MUB ci accompagna alla scoperta di un luogo custode dei valori del territorio e di un’esposizione che si articola in un’ampia rete di possibili percorsi che si integrano con l’esterno.

  • Dott.ssa Campaner, com’è nato il MUB e cosa lo caratterizza?

“Il Museo della Bonifica, collocato all’interno di un’area di un ex convento per Clarisse costruito nel 1967,  venne formalmente istituito nel 1975. L’idea originaria prevedeva l’allestimento di una raccolta di materiale relativo alla civiltà contadina del territorio: il museo nasceva infatti come “Museo delle genti del Veneto e del Basso Piave”. La positiva collaborazione con il Consorzio di Bonifica “Basso Piave” di San Donà di Piave portò l’Amministrazione a modificare l’impostazione originaria per accogliere nella collezione i materiali sulla grande opera di bonifica. La denominazione fu quindi modificata in “Museo della Bonifica“, a memoria dell’importante opera di trasformazione del territorio. Nel 1998, in funzione dell’incremento delle collezioni frutto di donazioni e aquisizioni, venne ampliato raggiungendo una superficie espositiva di circa 2.600 mq. Nel 2018 è stato completamente riallestito nei percorsi e nell’esposizione.

L’idrovora Cà Corniani

La provenienza stessa delle collezioni, costituite da beni emersi da scavi, da quelli raccolti sul campo, salvati dal degrado o dalla distruzione, da quelli pervenuti per donazione, delinea il suo carattere fortemente territoriale. Un’identità, la sua, intimamente connessa con il paesaggio che lo circonda”.

  • Quali sono le sezioni espositive più significative?

“Ciò che caratterizza l’esposizione di tutte le sezioni del MUB, è il rapporto tra uomo e territorio: la natura umida dell’ambiente del Basso Piave ha infatti rappresentato per l’uomo un elemento con il quale confrontarsi costantemente sin dalle epoche più remote. In questo contesto dove acqua e terra dialogano incessantemente, l’uomo ha saputo adattarsi ma anche intervenire sull’ambiente circostante per sfruttarne le potenzialità.

La coltivazione della vite

Sono quindi cinque le sezioni sviluppate: archeologica, bellica, bonifica, etnografica e naturalistica nelle quali storie d’acqua s’intrecciano con storie di uomini, di fatti, di esperienze.
La prima, quella archeologica, interessa la storia più antica del territorio, dalla Preistoria alle origini di Venezia, attraverso alcuni importanti siti, tra i quali Cittanova, antica Heraclia , che associa il nome all’imperatore bizantino Haeraclio e che getta le basi per la futura Venezia.

La sezione Archeologica del MUB di San Donà

La sezione etnografica documenta le tradizioni, gli usi e costumi e la cultura del Basso Piave, con testimonianze materiali e ricostruzioni di ambienti (interni di casa colonica). Nucleo del racconto è rappresentato dalla famiglia contadina attraverso i suoi componenti e le specifiche attività. La sezione bonifica è invece dedicata all’epopea di trasformazione del territorio che ha consentito il riscatto dalle paludi e la successiva fortuna agraria dell’area. Completa l’insieme la sezione naturalistica con la rappresentazione dell’ecosistema della palude dolce e di quella salmastra.

La sezione Bonifica del MUB di San Donà

Il ricordo delle due guerre è poi presente con una sezione dedicata alla Grande Guerra che pone ancora una volta, al centro del racconto, l’uomo con il tema della vita del soldato in trincea. Dal vestiario all’alimentazione, dall’igiene personale ai lavori di trincea, dalla difesa individuale ai rari momenti di tranquillità. La sezione dedica poi ampio spazio, alla Medaglia d’Oro, Asso dell’Aviazione, Giannino Ancillotto, e alla storia di San Donà di Piave al tempo della Grande Guerra, con il profugato. Il percorso si conclude con una sezione relativa alla Seconda Guerra nella quale sono narrate le vicende di alcune figure di spicco nella lotta al fascismo quali Attilio Rizzo, Silvio Trentin e i XIII Martiri”.

La sezione bellica del MUB di San Donà
  • È un Museo che offre l’opportunità di conoscere la storia di San Donà e le trasformazioni del suo territorio.

“Il MUB non ha la sola funzione di museo-collezione ma la naturale vocazione di essere centro di un ecomuseo. Un museo diffuso che rappresenta la sua città all’interno di un territorio che nell’acqua, tra bonifica e Piave ha la sua specificità, fra testimonianze materiali ed immateriali, paesaggio, ambiente, storie e tradizioni. Il Museo mantiene uno stretto legame con il territorio, è luogo di comunicazione, di produzione culturale e di didattica nei confronti delle giovani generazioni, ma è soprattutto spazio di relazioni maturate con le associazioni culturali del territorio, collezionisti, scuole, studiosi ed istituzioni, aprendosi inoltre a reti con istituti di ricerca ed università”.

 

  • C’è anche una biblioteca specializzata

“La biblioteca specializzata, istituita subito dopo l’apertura del museo nel 1983 per fornire strumenti di lavoro a supporto delle operazioni di schedatura e catalogazione delle collezioni, comprende circa 11.000 volumi attinenti i temi dell’agricoltura, della bonifica, della storia veneta, sia in ambito locale che di Venezia, e Grande Guerra. Il nucleo antico comprende oltre 200 volumi. La biblioteca è aperta al pubblico ma non effettua servizi di prestito, per la particolare natura e rarità del materiale bibliografico. È però disponibile la consultazione presso il MUB previo appuntamento”.

  • Chi visita il MUB?

“Il MUB è visitato ogni anno da migliaia di persone. Una particolare attenzione è rivolta agli studenti. Ai suoi piccoli visitatori il Museo offre un intenso e variegato programma di laboratori e attività didattiche sia in orario scolastico che extrascolastico. Le attività sono molto frequentate con una presenza di quasi 4.000 bambini all’anno”.

Vista di una casa rurale
  • In questo museo vengono anche organizzate iniziative particolari legate alla sua natura?

“Si, il MUB organizza anche itinerari guidati alla scoperta del territorio, incontri a tema e durante al stagione estiva non va in ferie proponendo a chi resta in città SERE D’ESTATE AL MUB un’alternativa inedita per trascorrere delle piacevoli ore all’insegna della cultura e dello spettacolo.

Le iniziative organizzate al MUB di San Donà di Piave

Proponiamo molte iniziative, legate a tutto il nucleo familiare. Tra queste le DOMENICHE AL MUSEO; ARCHEOWEEK: settimane dedicata all’archeologia dal 26 al 30 agosto e dal 2 al 6 settembre 2019 con laboratori, letture animate e giochi per esplorare la storia del nostro territorio. Non mancano laboratori dedicati a particolari momenti dell’anno come il Natale o il Carnevale, gli “Archeo-Aperitivi” con visita alla sezione archeologica e piccolo “laboratorio” di cucina romana per preparare l’aperitivo, accompagnato da un calice di vino o birra,

Le iniziative organizzate al MUB di San Donà di Piave

E  ancora “E’ di scena il Museo”, teatro itinerante alla scoperta delle collezioni del MUB.  Fra teatro e degustazione di prodotti caseari ci sarà anche l’evento “Rivarà quel del formajo” con Paola Brolati e Charly Gamba”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter