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La sicurezza prima di tutto: al Taliercio di Mestre 1.500 test sierologici

La sicurezza prima di tutto: al Taliercio di Mestre 1.500 test sierologici

I cancelli sono stati aperti alle 8.00. E da quel momento in poi è stato un incessante andirivieni di persone. All’appuntamento, suddivisi per orari e a debita distanza l’uno dall’altro, erano in 1.500.
Rappresentanti delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, assistenti sociali e domiciliari, ausiliari della Guardia Costiera, assieme a tanti volontari delle varie associazioni di Protezione civile. Dopo una veloce accettazione, con etichette nominali già predisposte dal momento della convocazione, tutti sono stati sottoposti al test sierologico rapido.

L’esecuzione del test sierologico al Taliercio di Mestre

“Si tratta di una verifica molto importante – ha sottolineato l’assessore alla Coesione sociale del Comune di Venezia Simone Venturini – per la tutela della sicurezza pubblica. Le persone coinvolte nel loro quotidiano sono in stretto contatto con i cittadini. Quindi è un modo per escludere da un lato il fattore di rischio, dall’altro per evitare la diffusione di contagi ulteriori. Un ringraziamento va al personale dell’Ulss 3 Serenissima dell’Ospedale dell’Angelo e a tutte le persone che hanno reso possibile questa operazione”.

Il test sierologico

L’operazione, che si è svolta al Palasport Taliercio di Mestre è stata coordinata dall’equipe dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e dall’Ulss 3 Serenissima. “Anch’io – ha sottolineato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – ho fatto il test. Sono risultato negativo e torno, con maggiore forza, a lavorare”.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro si sottopone al test sierologico

Il test sierologico rapido consiste nel prelievo dal polpastrello di una goccia di sangue o siero che viene posizionata su una piccola lastra contenente proteine virali, coniugate con particelle colorate e con anticorpi contro gli anticorpi IgM (immunoglobuline di tipo M) e IgG (immunoglobuline di tipo G) umane, fissate su due diverse linee. La risposta arriva in dieci minuti.

Se entrambe non si colorano è probabile che nel corpo non siano presenti anticorpi contro il virus. Questo significa o che non si è avuto un contatto diretto con il virus o che l’infezione è in fase precoce e l’organismo non ha ancora iniziato a produrre gli anticorpi.

Fase 2: il tampone

Se le linee IgM e IgG si colorano entrambe è probabile che sia stata contratta la malattia.
In questo caso, la persona sottoposta al test sierologico che è risultato positivo necessita di un approfondimento diagnostico. E si deve procedere ad effettuare un tampone, il cui risultato viene comunicato nel giro di 24/48 ore. In tutti i casi è comunque necessario adottare le adeguate misure per limitare al massimo il contagio. Vale a dire il distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine e guanti.

“C’è da dire – precisa il dottor Sbrogiò, Direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima – che la percentuale di persone positive al primo passaggio è molto bassa, ben inferiore all’1%”.

I test sierologici al Taliercio

L’impegno dell’Ulss 3 Serenissima

Dal 22 al 29 aprile erano già state sottoposte a test 2.433 persone, in tutti i comuni dell’Ulss 3, esclusa Venezia. L’operazione al Taliercio di Mestre si aggiunge all’ampio piano di contrasto alla diffusione del virus già messo in campo nei giorni scorsi all’interno di tutte le strutture socio sanitarie del territorio, con circa 1600 persone testate e le verifiche nelle Case di Riposo.
Sabato 2 maggio è prevista una seconda tranche di test in Centro storico, all’Arsenale, dedicata ad altri 200 operatori del Comune di Venezia.

 

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