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L’M9 riparte da 60.000 (visitatori)

Il Museo M9 di Mestre

È passato un anno, dal 1 dicembre 2018. Partiva allora, con l’inaugurazione, il progetto-“M9”.
Un progetto ambizioso, innovativo, coraggioso. Da allora, sono state già 60.000 le presenze al Museo del Novecento di Mestre e un’affluenza in rialzo si è registrata soprattutto negli ultimi mesi.  «Un risultato non da poco, per un museo al primo anno di attività. Anche perché il 90-95% dei visitatori escono molto soddisfatti e il tempo di visita medio è molto alto, pari a 130’. Comincia inoltre a crescere il numero dei turisti», ha commentato il direttore, Marco Biscione. «Le mie preoccupazioni iniziali – ha ammesso il presidente della Fondazione di Venezia, Giampiero Brunello – oggi in buona parte sono superate. E ritengo che il museo possa assolvere pienamente al suo ruolo di aggregatore sociale e polo di attrazione. Facendo così di Mestre il centro amministrativo e culturale nella prospettiva della Città metropolitana e anche oltre».

I numeri

I visitatori complessivi, tra museo e distretto, nei primi 12 mesi di attività, sono stati oltre 89.000.
108 gli eventi organizzati, tra conferenze, proiezioni, workshop e spettacoli. Questi hanno coinvolto 22.000 persone, per una media di 200 ad iniziativa.
Due le mostre temporanee ospitate, oltre a brevi esposizioni che hanno coinvolto l’atrio del museo e il chiostro. Numerosi anche i cicli di incontri (per il 2020 si sta lavorando a incontri sugli anni di piombo e sulla storia del femminismo, fino al grande successo del Festival delle Idee. 33 i percorsi didattici tematici rivolti specialmente alle scuole.
Lo spazio multimediale “M-Children” ha registrato la presenza di 4.557 ragazzi. Sono stati inoltre proposti open-day mensili che hanno coinvolto circa 1.000 docenti.

Sono già state costruite 5 partnership, con alberghi, ristoranti e sistema di trasporti (compresa VTP per quanto riguarda le crociere, riguardo a cui si sta lavorando anche con i tour operator), per agevolare chi vuole visitare il museo. E, nei locali dell’M9, si sono tenuti 72 eventi corporate con istituzioni, aziende, ordini professionali ed associazioni, ospitando 29.000 persone. Insomma: i dati confermano che l’M9 è più di un museo. È un luogo in cui si produce cultura e si organizzano eventi con format innovativi e carichi di appeal.

Le prossime iniziative

In occasione del primo compleanno, M9 ha rinnovato il proprio sito internet. E, il giorno dell’anniversario (1 dicembre), la mostra permanente sarà gratuita per gli under 18 e al costo di 5 euro per gli adulti. Per gli amanti della filatelia, sarà possibile ottenere alla biglietteria dell’M9 un annullo speciale realizzato con Poste Italiane. Dalla prossima settimana finalmente saranno disponibili anche gli abbonamenti (prezzi elencati online sul sito ufficiale dell’M9).

Per il periodo natalizio sono poi previste numerose iniziative. Si parte con l’esposizione “Lo stile dell’auto italiana”, in collaborazione con Scuderia Serenissima (dall’1 all’8 dicembre). L’8 dicembre sarà posizionato un grande albero di Natale nel chiostro, nel corso di una festa dedicata alla cittadinanza.
Sempre nel chiostro, il 15 dicembre si terrà la mostra di vinili e cd da collezione “M9 disco in Chiostro”. Infine, dal 21 al 24 dicembre, i mercatini di prodotti artigianali “Christmas Fantasy”. Il 19 dicembre si inaugurerà inoltre la nuova experience temporanea dal titolo “Lunarcity”.

La conferenza stampa in occasione del primo anno di M9

Obiettivo parità

La conferenza stampa di consuntivo del primo anno è stata anche l’occasione di fissare i prossimi traguardi di quello che, non va dimenticato, è un museo privato.
«L’obiettivo principale è far sì che M9 diventi sostenibile per la Fondazione, che deve poter mettere a disposizione le proprie risorse sull’intero territorio», ha dichiarato il presidente Brunello. Obiettivo di parità economica e finanziaria che passa attraverso il raggiungimento del target di 200.000 visitatori. «Era impossibile – prosegue Brunello – realizzarlo il primo anno, tanto più essendo partiti a dicembre, quando la programmazione scolastica era già completata. Sono però convinto che entro i prossimi due anni arriveremo al pareggio, almeno finanziario».

Pareggio che, ha poi aggiunto il presidente, non passa però solo attraverso la bigliettazione. «Lo si deve ottenere dal perimetro del polo M9. E qui non c’è un centro commerciale, ma un’area in cui dobbiamo individuare una destinazione, per poi darla in locazione. Tutto questo senza dimenticare che il fine è quello di fare dell’M9 un punto di riferimento ed attrazione. Dobbiamo trovare qualcosa di nuovo, probabilmente nell’area food». In tale prospettiva, l’accordo raggiunto con la società di co-working Copernico, che dovrebbe insediare la propria sede nel polo a febbraio, darà nuova vitalità. Vi lavoreranno infatti 200 persone, con interlocutori internazionali.

Un nuovo comitato scientifico

Nei giorni scorsi, M9 ha insediato il nuovo comitato scientifico, che si dovrebbe riunire il 16 dicembre e resterà in carica per i prossimi tre anni. È presieduto dall’ex ministro per i Beni culturali Massimo Bray e conta su personalità di spicco come Francesco Paolo Campione, Michele Lanzinger, Paolo Mieli e Serge Noiret. «Abbiamo fatto un’analisi molto attenta sulle professionalità da inserire – spiega Brunello – e abbiamo scelto persone che coprono diverse aree: insieme, possono diventare utilissime per l’M9. La flessibilità di un museo come il nostro significa al tempo stesso obsolescenza, anche tecnica, molto rapida. La mia convinzione è però quella che l’M9 non sia solo un museo, ma di più. Ed è fondamentale comunicare tutto questo ai giovani».

«L’M9 – conferma il direttore, Marco Biscione – è un museo totalmente nuovo in contenuti e qualità del progetto, per cui non abbiamo benchmark di riferimento. Il percorso da fare va quindi costruito sulla base dell’esperienza maturata giorno per giorno». Con “Lunarcity”, M9 compirà quindi un cambio di passo, diventando anche produttore. «Intanto – conclude Biscione – il primo obiettivo del progetto, ovvero dare un contributo alla riqualificazione urbanistica ed architettonica della città, contribuendo alla sua crescita culturale ed economica, è stato centrato. L’M9 è diventato uno spazio della città, un elemento di vita della città, essendo oggi frequentato abitualmente dai mestrini».

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