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Le vecchie care lire che fruttano ancora tesoretti

Le vecchie care lire che fruttano ancora tesoretti

Chissà quante volte sul fondo di un cassetto o dimenticate in una tasca ci sarà capitato di ritrovare le vecchie lire.
Monete o banconote che oramai hanno fatto il loro tempo e che nella maggior parte dei casi, dopo uno sguardo nostalgico, rimangono dove le abbiamo viste. Molte, in realtà, specialmente se datate, possono valere una fortuna.

Le 20 Lire da 16 mila euro

E’ il caso della monetina da 20 Lire.
Fu coniata per la prima volta nel nostro Paese nel 1861. Se ne avete in casa, osservatele con attenzione. Perché potrebbero regalarvi dei tesoretti e molti collezionisti fanno a gara per accaparrarsele.
Tra le pole position in classifica, secondo il portale www.moneterare.net, troviamo la moneta 20 Lire Fascio.
Raffigura Vittorio Emanuele III su un lato mentre sull’altro c’è il fascio littorio con la testa di un montone.
E’ una moneta commemorativa coniata a un anno di distanza dalla Marcia su Roma.
Nel 2010 un esemplare di prova di questa moneta è stato venduto all’asta per 9.500 euro ma è arrivata anche a valutazioni superiori a 16 mila euro. Anche le 20 Lire del 1928 sono arrivate a valere 12.650 euro.

Le 20 Lire Elmetto

Ci sono poi delle vere chicche. Sempre del 1928, estremamente rare e quotate sono le 20 lire Elmetto, realizzate in oro a dieci anni dalla conclusione della prima Guerra Mondiale.

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Sul dritto della moneta c’è il Re Vittorio Emanuele III, sul retro la scritta disposta su sei righe: “Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora”. Pensate che nella sua versione di prova del 1928 in stato Fior di Conio è arrivata ad essere battuta all’asta per 151.800 euro, nel 2009 per 129 mila.
Ben quotate sono anche le 20 Lire Oro Vittorio Emanuele II, prodotte in una quantità ridotta tra il 1861 e il 1870 in occasione dell’inizio del Regno d’Italia.
La loro quotazione può oscillare tra 700 e mille euro. 250 euro vale invece una moneta di 20 Lire Umberto I in oro, detta anche Marengo.

Mille Lire di gran valore

Restando legati al vecchio conio, anche le Mille Lire con il volto di Giuseppe Verdi sono oggetto di ricerca da parte dei collezionisti. L’ambita moneta è caratterizzata dal ritratto del grande musicista e patriota emiliano, ma anche dalla presenza di una medaglia con la testa di una Medusa.
Quanto vale questa banconota che è stata protagonista delle nostre vite tra il 1960 e il 1980?
Poiché i pezzi conservati sono rari, si può arrivare a mille euro.

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Mediamente per ogni moneta Mille Lire Verdi i collezionisti offrono 800 euro se ben conservata, senza macchie e pieghe. Si scende a 500 euro se il suo stato non è dei migliori. Se in case avete Mille Lire che corrispondono a queste caratteristiche e desiderate venderle, il consiglio è di indirizzarsi su portali specializzati e siti famosi come eBay, magari dopo la valutazione di un numismatico. On line vi sono anche aste di Catawiki molto utilizzate dai collezionisti su cui ci si può registrare gratuitamente usufruendo di consulenze da parte di esperti. E ancora Aste Bolaffi e Nomisma che offrono l’opportunità di vendere e acquistare monete da collezionismo.

Dalle Lire all’Euro: centesimi rari

Quelle che consideriamo monetine senza valore, ovvero i centesimi di euro possono riservare delle interessanti sorprese. Vi sono infatti esemplari che possono valere dall’irrisoria cifra di un euro e fino a 550. Questo in base a diversi fattori. La moneta più rara è un errore di conio.
l centesimo è infatti inciso solo sul retro e manca anche l’ anno di conio.
Se possedete questa moneta sappiate che vale 550 euro.
Molto ambito dai collezionisti è poi quello che, per un errore della Zecca di Stato, riporta sul lato dritto la Mole Antonelliana come la moneta da 2 centesimi.

Delle 7 mila monetine sbagliate prodotte e messe in circolazione buona parte sono state ritirate non appena ci si è accorti dell’errore, anche se in circolazione dovrebbero essercene ancora un centinaio. Il valore di questa monetina sbagliata va da 2.500 a 3.000 euro ma alcuni esemplari hanno raggiunto il valore di 6.000 euro.

Silvia Bolognini

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