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Leonardo, il supercomputer italiano

Leonardo, il supercomputer italiano
Leonardo@Cineca

E’ equipaggiato con  3500 processori e secondo i tecnici è presumibilmente” la macchina per Intelligenza Artificiale più potente al mondo e la seconda per potenza di calcolo”

E’ stato inaugurato oggi (24 novembre ndr), al Tecnopolo di Bologna, uno dei computer più potenti al mondo.
Si chiama Leonardo ed è uno degli otto supercomputer della rete di calcolo europea EuroHPC.
Un gioiello per la ricerca dal costo di circa 240 milioni di euro, finanziati per circa la metà dalla Commissione Europea e per la restante parte dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca italiano.
E in grado di fare 174,7 milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo e su colloca tra i primi 5 supercomputer della Top 500.
Per la sua presentazione, a Bologna è volato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mentre il taglio del nastro è spettato al ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
“Oggi si realizzano due sogni – ha detto il ministro -Il sogno tecnologico, perché l’Italia non è solo un meraviglioso museo orgoglioso della propria storia passata, perché la nostra storia è adesso, e il sogno europeo, che porta la nostra società  sempre più avanti verso un maggiore benessere e verso la scienza”.

Leonardo “per competere a livello globale”

Concepito e gestito da Cineca, Leonardo “contribuirà a realizzare il Sistema Europeo della Ricerca – ha spiegato il presidente di Cineca Ing Eugenio di Sciascio – L’obiettivo è consentire alla ricerca europea, pubblica e privata, di competere a livello globale sui temi che caratterizzeranno il futuro della nostra società. L’Europa ci ha chiesto di sostenere questa visione unitaria, che si proietta nel futuro, il nostro impegno sarà forte e concreto”.
I primi 3 supercomputer (Leonardo in Italia, Marenostrum 5 in Spagna e Lumi in Finlandia) “sono in grado di eseguire oltre 150 miliardi di calcoli al secondo”, elaboreranno i dati prodotti dall’Istituto nazionale di fisica nucleare e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, renderanno possibili nuovi studi nell’ambito dell’intelligenza artificiale, della robotica e della farmacologia, solo per citare alcune delle loro infinite potenzialità. Che potranno essere messe a disposizione non solo delle Università e degli istituti di ricerca ma anche delle aziende nazionali.

Dati tecnici

Leonardo non è un computer di piccole dimensioni.
Occupa una superficie di 1500 metri quadrati e ha una RAM di 3 PB con 150PB di I/O e memoria.
“Leonardo sarà basato su tecnologia BullSequana XH2000 di Atos e sarà equipaggiato con circa 3500 processori Intel Xeon e 14.000 GPU di architettura Ampere di Nvidia con una performance di 10 exaflops di FP16, corrispondente a circa 10 volte la potenza di calcolo del sistema Marconi100 di Cineca ( al nono posto della classifica mondiale dei sistemi di supercalcolo Top500 nella prima metà del 2020 – spiegano i tecnici -. Caratteristiche che lo rendono presumibilmente la macchina per Intelligenza Artificiale più potente al mondo e la seconda per potenza di calcolo”.
Leonardo si aggiunge oai supercomputer esistenti dell’impresa comune EuroHPC: Discoverer in Bulgaria, MeluXina in Lussemburgo, Vega in Slovenia, Karolina in Cechia e LUMI in Finlandia.
“L’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC) – rileva in una nota la Commissione Europea -è un’entità giuridica e finanziaria creata nel 2018 per permettere all’UE e ai paesi partecipanti a EuroHPC di coordinare i loro sforzi e mettere in comune le loro risorse con l’obiettivo di fare dell’Europa un leader mondiale del supercalcolo”.

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