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LE OLIMPIADI PER IMPARARE DI NUOVO VENEZIA

LE OLIMPIADI PER IMPARARE DI NUOVO VENEZIA

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Venezia è città “dell’umanità”, nel senso che parla immediatamente a tutta l’umanità ed è visitata da tutta l’umanità, ma va imparata di nuovo

Imparare Venezia. Imparare di nuovo Venezia. Ecco l’opportunità che offrirebbero le Olimpiadi non solo ai veneziani, non solo ai veneti, ma a tutto il mondo. Una opportunità e, allo stesso tempo, una necessità: Venezia è città “dell’umanità”, nel senso che parla immediatamente a tutta l’umanità ed è visitata da tutta l’umanità, ma va imparata di nuovo. Va ri-conosciuta e valorizzata da tutti. Mentre mi auguro che tutti gli organismi italiani preposti capiscano l’importanza di questa candidatura e accolgano la sfida che in essa è contenuta, non posso non manifestare la mia meraviglia e apprezzamento per lo stile di lavoro e di sinergia che si è creato tra tutte le realtà del territorio intorno a questo progetto. In brevissimo tempo istituzioni e associazioni di natura diversa hanno stabilito intese e stilato progetti integrati perché tale candidatura vada in porto. Questa modalità di procedere non solo costituisce un passo fondamentale per l’edificazione della democrazia intesa come amicizia civica, ma manifesta anche la capacità del riconoscimento reciproco da parte di soggetti che, pur a partire da mondovisioni diverse, hanno capito il valore pratico dell’essere insieme e lo trasformano in una proposta operativa in vista di un bene comune.
Non è nato ieri, questo stile, è andato maturando in questi anni ma ha trovato nella candidatura per le Olimpiadi un fattore di coagulo. Roma dovrebbe cogliere questi aspetti, così come la ricchezza che comporterebbe il fare spazio al Veneto in questa fase di sviluppo e trasformazione del sistema Paese: spalancherebbe Venezia a una prospettiva di comunicazione della sua vocazione secondo forme nuove e, nello stesso tempo, aiuterebbe l’Italia a recepire che cosa rappresenti la Regione veneta e in generale il Nordest, per tutto il Paese. Il Nordest, non va dimenticato, sta svolgendo come e più di altre regioni italiane, un’azione molto decisa per favorire l’integrazione delle popolazioni immigrate che combini accoglienza, lavoro e sicurezza; vivendo il rapporto tra lavoro e famiglia secondo una tradizione inveterata, sta tentando di governare l’evoluzione del mondo del lavoro, tenendo nel debito conto le implicazioni culturali e sociali che esso produce. Ciò rende possibile pensare alla democrazia di base in modo innovativo. Oserei sostenere che Venezia-Veneto ha bisogno delle Olimpiadi per mostrare a tutto il mondo che è una città del futuro proprio in forza del suo profilo unico: radicata nella sua tradizione si volge al futuro tentando di tenere insieme innovazione-educazione-cultura, e sa guardare alle provocazioni e potenzialità che vengono dall’Occidente, ma anche dal Medio ed Estremo Oriente. Le Olimpiadi a Venezia costituirebbero un segno distintivo offerto al mondo dall’Italia.
DI CARDINALE ANGELO SCOLA*
*PATRIARCA DI VENEZIA – WWW.ANGELOSCOLA.IT
 

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