Lagunando, ovvero saper guidare una barca a Venezia

barche in bacino

Un test “lagunando”sarebbe interessante. Quanti sanno davvero condurre un natante lungo i canali, i rii e i bacini di Venezia?
Quanti sanno cos’è la “dama”, quando si deve tenere la destra e quando la sinistra, a quale distanza si deve stare dalle briccole e cosa significano i loro rettangoli verdi, rossi e bianchi?
Quanti conoscono i limiti di velocità, le aree blu, i segnali per il cambiamento di rotta?
A contare quante imbarcazioni ogni giorno, soprattutto d’estate e in modo particolare nel fine settimana solcano le acque della laguna, tutte queste cose dovrebbero saperle in tanti.
In realtà non è così. E’ per questo che il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche ha rispolverato di recente un sintetico ma utile decalogo sul modo in cui viaggiare sicuri nella laguna di Venezia.

Solo norme? No. “Lagunando” significa anche mettere in pratica tante piccole accortezze per conoscere meglio la laguna di Venezia, per tutelare la città storica e perché no, per evitare sanzioni che oggi, anche se erogate su acque di competenza del Proveditore alle Opere Pubbliche, non potranno più essere impugnate.
E forse questa è la prima vera novità. Il problema di legittimità che molti hanno rilevato negli ultimi anni ottenendo l’annullamento delle multe è infatti ora superato grazie a una convenzione siglata tra il Provveditorato e il Comune di Venezia, uniti contro il moto ondoso e per la sicurezza della navigazione.

Lagunando tra canali e  limiti di velocità

Ma voi aspettate le risposte giusto? Cominciamo dall’inizio.
Il bacino lagunare si estende per 55 mila ettari, con oltre 6 mila chilometri quadrati di canali. Mica sono tutti uguali.
Ci sono i canali lagunari e quelli urbani, quelli navigabili e quelli a traffico limitato. E ognuno ha un suo limite di velocità. Ma quale?
Il limite è segnalato sulle briccole e generalmente prevede 20 km in laguna, 11 nei canali navigabili, 7 nella maggioranza dei canali che passano attraverso le barene o nei tratti che costeggiano isole minori e 5 in Canal Grande.

Le briccole

Le briccole in laguna segnano i canali navigabili e sono a tutti gli effetti strutture nautiche.
Non ci sono solo a Venezia. Si trovano anche nelle lagune di Marano e di Grado. Servono a indicare dpve il fondale è più profondo e a  evitare il rischio di finire in secca.
Se sono formate da tre pali uniti da anelli d’acciaio sono briccole normali. Se sono formate da 5 pali, di cui 4 attorno e uno centrale, si chiamano “dame” e segnalano l’inizio del canale. E’ vietato ormeggiare o sostare presso le briccole, dalle quali si deve invece mantenere una distanza di 3 metri durante la navigazione

Destra, sinistra, centro

“Lagunando”, non sempre si deve “tenere la destra”. Ma come capire in quale parte del canale stare? Un aiuto prezioso lo danno proprio le briccole, contrassegnate da targhe rosse, verdi o bianche. Come si interpretano questi colori? Se il rettangolo è bianco significa che il canale si trova sul lato del palo verso cui è spostato il rettangolo rispetto al centro del palo stesso. Se il rettangolo è verde vuol dire che si deve navigare tenendo il palo sulla destra. Infine, se il rettangolo è rosso, il palo va tenuto sulla sinistra. Ugualmente si fa quando queste targhe colorate si trovano sulle arcate dei ponti. Le barche a remi, tenendosi ai lati del canale, possono navigare a destra o a sinistra a seconda delle condizioni di voga più favorevoli.

Lagunando tra aree interdette

Ci sono luoghi della laguna off limits. Si chiamano “aree blu” e indicano i ghebbi, le velme e tutte le aree considerate delicate dal punto di vista ambientale.
Quando vi trovate in prossimità di queste sappiate che, se la vostra imbarcazione non è a remi e ha una larghezza superiore ai 2 metri e 30, non potete entrare.

Il laccetto, questo sconosciuto

Quel cordino rosso che serve ad accendere il motore non è solo una chiave ma un fondamentale elemento di sicurezza.
Va posto al polso di chi è alla guida dell’imbarcazione e serve a bloccare l’elica – e quindi la barca – nel malaugurato caso in cui si finisse in acqua.
Succede che un’onda presa male o un’elevata velocità faccia sbalzare qualcuno fuori dal natante. L’intervento del laccetto può evitare che una disavventura si trasformi in una tragedia.

Lagunando tra buon senso e tradizione

Può capitare anche in barca di effettuare un sorpasso. In questo caso, se il sorpasso è a destra, lo si dovrebbe segnalare con un colpo di clacson, che diventano due se è invece a sinistra. Se manca il clacson si può usare la voce o, se è notte, i fanali, come si usa fare in prossimità degli incroci, soprattutto se a visibilità ridotta.
E per segnalare a chi sta dietro un cambio di direzione?
In questo caso, la regola diventa tutt’uno con la tradizione, rispolverando le parole magiche di chi voga:  “a-stagando!” (svolta a destra) e “a-premando!” (svolta a sinistra) oppure “de-longo!” se si intende proseguire diritti.

E’ bene ricordare sempre che, in prossimità di imbarcazioni a remi, la velocità va sempre ridotta, anche se già risulta entro i limiti e che navigare senza moto ondoso risulta per tutti migliore.
Lagunando si rispetta la laguna, si evitano sconquassamenti (e conseguenti mal di schiena) e non si incorre in inutili sanzioni.
A questo proposito ricordate che a breve sarà avviata l’operazione “onda zero” per il controllo e il monitoraggio del traffico acqueo. Oltre al Bacino di San Marco, i maggiori controlli di Capitaneria di Porto e delle forze dell’ordine saranno estesi anche all’area della Misericordia, dell’Ospedale e del Morosini.

Per saperne di più:

https://www.metropolitano.it/lagunando-canali-e-sicurezza-a-venezia/o-93-07-navigazione-generale-2007-2/

 

 

1 commento su “Lagunando, ovvero saper guidare una barca a Venezia”

  1. La dama si distingue dalle bricole “normali” non perché formata da un gruppo di 5 pali..ma perché il palo centrale del gruppo è più alto degli altri.
    Quando si incrociano barche a remi in canali interni in centeo storico si deve sempre tenere la sinistra, mentre in Canal Grande vigono disposizioni diverse per la viabilità delle imbarcazioni.

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