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LA FAVOLA DELLE MARIE

LA FAVOLA DELLE MARIE


Riprendendo una storica tradizione veneziana ogni anno si ripete l’iniziativa che accende le luci della ribalta sulle dodici ragazze selezionate
Hanno vissuto una favola: come Cenerentola si sono trasformate in principesse per un’avventura unica ed ineguagliabile. E chissà che il loro sogno, prima o poi, non possa tramutarsi in realtà. Le dodici ragazze, anche quest’anno, come ormai tradizione dal 1999, grazie all’iniziativa del patron Bruno Tosi in collaborazione con il quotidiano “Il Gazzettino”, protagoniste della Festa delle Marie, raccontano con occhi scintillanti l’esperienza vissuta.
Giovani, belle, piene d’entusiasmo e di gioia di vivere racchiudono in un cofanetto fatato un unico grande desiderio: avere delle chance nello sfavillante mondo dello spettacolo. Certo sono consapevoli delle difficoltà e degli ostacoli da affrontare, ma pur mantenendo fermi i loro progetti di un’ordinaria e felice vita in quel di Venezia, non si precludono nessuna possibilità: «Voglio laurearmi in Economia Aziendale e cercare un lavoro affine alla mia specializzazione, ma se dovessero offrirmi un’opportunità in tv o al cinema, di certo non rifiuterei. Sarebbe l’occasione della mia vita» dice Laura Bortolato, ventunenne nata a Mirano e studentessa a Ca’ Foscari. Con i suoi sorridenti occhi verdi ed i lunghi capelli ricci per un metro e 79 di altezza ha conquistato il popolo del Gazzettino aggiudicandosi, con oltre mille preferenze su circa cinquemila coupon spediti e pervenuti all’organizzazione, il titolo di “Maria dei lettori 2011”.
E sul fatto che approdare nel mondo dello showbiz sarebbe come coronare un sogno, non ha dubbi neppure Giulia Selero, ventenne di Musile di Piave, un metro e 78 e un paio di dolci occhi verdi che spiccano su una lunga chioma castano scuro. Giulia, “Maria dell’anno”, studia per diventare estetista e seguire le orme della madre, nel cui negozio lavora nei fine settimana. Ma nonostante la giovane età, già in passato ha vinto concorsi di bellezza e partecipato pure alle selezioni di Miss Italia a cui quest’anno accederà di nuovo di diritto, avendo vinto il titolo di Maria 2011. Perché la “Festa delle Marie” oltre ad essere un’occasione favolosa è pure una vetrina molto ambita, visti i numerosi momenti vip organizzati in alcune tra le location più chic del centro storico.
Grazie ad un incantesimo ed al tocco di una bacchetta magica, appartenente anziché ad una fata a quella persona “speciale e grandiosa”, così come l’hanno definita le Marie, di Bruno Tosi, le dodici bellezze nostrane hanno vissuto alcuni giorni da protagoniste: dal corteo storico, durante il quale le Marie trasportate su portantine sono state presentate alla Città, al gran galà di Ca’ Vendramin Calergi, alla giornata conclusiva della manifestazione in piazza San Marco durante la quale Giulia Selero ha indossato lo sfarzoso abito della Principessa Sissi (omaggio al tema ottocentesco del Carnevale), affidato alla creazione dello stilista Stefano Nicolao, fra le note liriche del soprano Felicia Bongiovanni.

Tanti momenti indimenticabili a cui si è aggiunto anche il Volo dell’Angelo che quest’anno, per la prima volta, ha avuto come interprete una Maria: Silvia Bianchini, la ventitreenne vincitrice dell’edizione 2010. Una Piazza San Marco stracolma ha assistito alla discesa dal Campanile al palco della bella fanciulla, emozionata «non tanto per la paura, ma per la consapevolezza di essere osservata da una folla immensa» commenta Silvia, vestita per l’occasione in abito ottocentesco di seta e pizzo firmato dalla scenografa Emanuela Finardi, e realizzato anch’esso dall’atelier veneziano di Stefano Nicolao. Purtroppo, a causa del forte vento che ha caratterizzato la giornata, si è dovuto rinunciare all’effetto scenografico garantito dal tanto annunciato mantello lungo dodici metri e largo nove con raffigurato il Leone di San Marco, ideato per l’evento. Sarà per la prossima edizione quando, chissà, potrebbe essere la Maria di quest’anno a calarsi dall’alto. Un’ipotesi che Giulia Selero di certo non disdegna: «Mi piacerebbe infinitamente vestire i panni dell’Angelo – dice – Non soffro di vertigini e l’idea non mi spaventa assolutamente, anzi spero possa essere di buon auspicio».
DI CATERINA COLUCCI
 

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