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LA CASA DELLE FARFALLE

LA CASA DELLE FARFALLE


A Montegrotto Terme c’è un piccolo angolo di Paradiso dove farfalle provenienti da tutto il mondo posano e volano per i visitatori
Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas? Sembrerebbe che per una serie di eventi concatenati la risposta sia sì: si chiama effetto farfalla. Oggi verrebbe da dire che questo sia alquanto difficile, dal momento che, almeno dalle nostre parti, le farfalle sono diventate un avvistamento raro. Eppure nel nostro territorio c’è un angolo di Paradiso, un piccolo rifugio dove vivono alcune delle più belle farfalle esistenti al mondo, un microcosmo che racchiude un ecosistema unico nel suo genere: Butterfly Arc, la casa delle farfalle di Montegrotto Terme in provincia di Padova.
Com’è nata l’idea della casa per le farfalle? «La casa delle Farfalle nasce da una passione per la natura e i suoi piccoli gioielli coltivata dal direttore scientifico di Butterfly Arc il Dr Enzo Moretto – spiega Micael Bolognesi, responsabile comunicazione e servizi educativi di Butterfly Arc- il forte desiderio di condividere con altre persone le straordinarie ricchezze del mondo degli insetti dal vivo e permettere alle persone stesse di poter interagire direttamente con le farfalle lo ha spinto già nel 1974 a formulare il primo progetto di casa delle farfalle e nei primi anni ’80 a creare le prime grandi mostre temporanee con animali vivi. È così che, nel 1988, insieme alla naturalista Gabriella Tamino, ha potuto inaugurare la prima casa delle farfalle in Italia. Inoltre dalla fine degli anni ’90 ad oggi, Enzo Moretto, ha realizzato praticamente tutti i maggiori progetti del genere a livello nazionale».
A cosa si ispira? «L’ispirazione della casa delle farfalle viene fondamentalmente dalla natura, nel senso che all’interno delle serre dove volano le farfalle e vivono anche altri animali si è cercato di ricreare nel modo più naturale possibile il migliore ambiente che possa ospitarle. Una cosa tutt’altro che facile quando è nata questa iniziativa, in quanto richiedeva di creare qui da noi un giardino tropicale senza l’uso dei pesticidi e con metodi ecologici. Da allora Butterfly Arc si è impegnata a diventare un centro di divulgazione, di ricerca ed educazione in campo naturalistico/ambientale. Le farfalle di Butterfly Arc appartengono all’habitat tropicale di Africa, Asia e America e arrivano settimanalmente dai paesi d’origine sottoforma di crisalide. I bruchi che hanno dato origine alle crisalidi sono stati allevati da allevatori locali che in questo modo, mentre da un lato proteggono l’ambiente naturale della farfalle, dall’altro possono sopravvivere grazie alla vendita delle crisalidi».
Voi sostenete anche coloro che intendono intraprendere la strada dell’apertura di nuove case delle farfalle. Come si dà vita a una struttura simile? «Per aprire una casa delle farfalle è necessario non solo avere una superficie disponibile ma anche costruire una struttura tale da garantire la miglior vita delle farfalle e di conseguenza la migliore fruizione possibile da parte del pubblico. L’impegno di Butterfly Arc si sviluppa non solo nella progettazione e nella realizzazione degli allestimenti, ma anche nella formazione e nel supporto in fase di attività fino alla distribuzione delle farfalle stesse».
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Entrando nella vostra struttura si ha la sensazione di entrare in una sorta di mondo parallelo, quasi un ambiente ancora incontaminato. Cosa cercate di trasmettere con la vostra attività? «Le farfalle sono un veicolo eccezionale per trasmettere valori come il giusto rapporto tra uomo e ambiente, il rispetto per la diversità, il valore degli equilibri naturali e in generale infondere nei visitatori un’etica ambientale che speriamo abbia frutti anche nella loro vita privata».
In questo periodo così delicato, in che modo riuscite a finanziarvi? «Il finanziamento di Butterfly Arc si basa sui visitatori stessi, che con il loro biglietto o con l’acquisto di vari beni nello shop sostengono la casa delle farfalle e tutte le attività, spesso gratuite, ad essa collegata come ad esempio le serate scientifiche aperte al pubblico».
Una triste constatazione: si vedono sempre meno farfalle nel nostro territorio. Qual è la “ricetta” per preservarle? «Le farfalle, con le loro ali variopinte, sono una specie di libro illustrato sui complessi equilibri della natura. Colori, disegni e forma delle ali, sono per noi elementi di comunicazione chiara e diretta della conseguenza della loro complessa ed antica interazione con l’ecosistema dove vivono. Esse sono anche indicatori della situazione ambientale di un territorio. Maggiore è il degrado ambientale a causa dell’inquinamento, dell’uso di pesticidi o dell’erosione dell’habitat, maggiore è la perdita in biodiversità che viene marcata dalla perdita di specie di farfalle. Per preservarle occorrerebbe che le persone adottassero comportamenti più ecologicamente sostenibili usando tutte le accortezze per inquinare di meno, favorire prodotti biologici, ecc… Ma questo può avvenire meglio se impariamo a conoscerle ed è anche questa la missione di Butterfly Arc».
DI CHIARA GRANDESSO

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