LA CARTA VINCENTE

Cacciari

LA CARTA VINCENTE
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Gli “Stati generali di Venezia 2020” al Palasport Taliercio hanno visto la partecipazione di un pubblico numeroso ed entusiasta e di una folta schiera di olimpionici e campioni dello sport, nonché la presenza e l’impegno dei vertici dell’imprenditoria delle tre Province dell’area metropolitana ed olimpica, oltre che di amministratori delle diverse forze politiche: è stato il confortante suggello della campagna promozionale per la candidatura di Venezia e nello stesso tempo l’incoraggiante segnale a proseguire con fiduciosa perseveranza per l’affermazione finale. Ho detto in quella sede e mi è gradito ripeterlo ora sul magazine Reyerzine che la candidatura di Venezia per ospitare la 32. edizione delle Olimpiadi estive è la più credibile e la più fondata a livello internazionale: di qui la mia convinzione che il Coni deve accoglierla come una carta vincente che Venezia offre allo sport italiano e all’Italia intera e non come la richiesta di una concessione. I motivi della candidatura e di questa mia convinzione – condivisa dalla coralità dei soggetti a vario titolo interessati – sono molteplici e tra loro connessi in un circuito virtuoso, che li valorizza a vicenda. Credo sia superfluo ricordare che il nome di Venezia ha un fascino universale, che la ricchezza del suo ambiente naturale e del suo patrimonio architettonico e artistico attrae ogni anno venti milioni di turisti da tutto il mondo: il nome di Venezia (anche se in realtà è bandiera di tutto il territorio dell’area metropolitana, in primis delle vicine città di Padova e di Treviso) dà quindi un forte valore simbolico alla nostra candidatura. Ma c’è ben altro e ben di più: Venezia è una delle grandi capitali mondiali della cultura, e soprattutto è la capitale di un territorio da decenni all’avanguardia in tutti i settori economici, sociali, culturali, scientifici, e anche sportivi (la stessa città insulare testimonia ogni anno con la Venicemarathon la sua capacità di ospitare grandi eventi agonistici). Le infrastrutture di base sono di eccellenza: Venezia è dotata di un sistema aeroportuale da quindici milioni di persone all’anno, di una offerta alberghiera di oltre 50 mila stanze nel ristretto “anello olimpico” e altre 50 mila nell’area olimpica, ed è raggiungibile in meno di due ore dalle maggiori città europee. Su queste caratteristiche si è fondata la candidatura, subito condivisa in modo compatto e unanime da tutte le rappresentanze istituzionali e politiche, al di sopra dei diversi schieramenti, da tutte le forze sociali, imprenditoriali, economiche – e, ovviamente – da quelle sportive della città e dell’intero territorio metropolitano, che hanno portato avanti il progetto nella massima sintonia e con la più stretta collaborazione, un lavoro di squadra quale finora non si era visto. L’Olimpiade proposta da Venezia ha i caratteri della ecosostenibilità, della economicità, della razionalità: tra i punti di forza la centralità dell’area di Tessera, dove saranno localizzati lo stadio e il villaggio olimpico, che ospiterà tutti gli atleti; un’area in posizione strategica, già in parte attrezzata e sulla quale sono avviati importanti progetti e programmi, anche nel settore sportivo, che quindi non comporteranno costi aggiuntivi per le Olimpiadi. Dei 26 impianti necessari, metà già esistono, e per il 2013 ne saranno pronti i due terzi: tutti gli impianti nuovi (e quindi modernissimi) saranno costruiti in funzione delle reali esigenze del territorio e continueranno a funzionare anche dopo le Olimpiadi. Le Olimpiadi costituiscono una grande opportunità per Venezia e per il Veneto, che meritano di ospitare l’evento perché ricchi di eccellenze sotto tutti i punti di vista, compreso quello sportivo. La candidatura di Venezia è ora all’esame del Coni, in gara con quella di Roma. In un certo senso, le carte sono già state giocate, e quindi attendiamo il risultato con grande fiducia: l’entusiasmo e la sintonia con cui tutti hanno lavorato e continuano a lavorare mi confortano sulla possibilità di successo.
Di Massimo Cacciari Sindaco di Venezia uscente e socio fondatore del Comitato Venezia 2020
 

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