L’ UNDICESIMO CAMPO

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Da BLOG.REYER.IT
“TI TE RICORDI QUEA VOLTA?” ANEDDOTI DI VITA REYERINA di ginocarteo IN PULLMAN CON LA REYER MARZO 1981, 15 MARZO 1981 Ottavi play off SERIE A/1- A/2 Venezia – Forli andata e ritorno Km 450, 19 MARZO 1981 Finale di Coppa KORAC – Venezia – Barcellona andata e ritorno Km 2600, 22 MARZO 1981 Quarti play off SERIE A/1 – A/2 Venezia – Varese andata e ritorno Km 650. Conclusione in circa 8 giorni per seguire la REYER mi son fatto circa Km 3700 se non è passione questa. Forse anche un record. Saluti a tutti e sempre FORZA REYER
“REYER PRONTA A LOTTARE”
di Lux
Partiamo dal presupposto che bisognerà incitare la squadra come non mai, è troppo importante confermarsi in categoria quest’anno, per poi magari puntare in alto il prossimo. Ritengo che con pochi ritocchi questa squadra possa essere davvero competitiva e lottare nelle zone alte della classifica. Rimane alto comunque il rammarico per i tanti punti gettati al vento nei finali di gara (e non sempre per sfortuna, ma per gestioni inopportune degli stessi), immagino la classifica della Nostra amata REYER se quei punti li avessimo conquistati!!
di Paolonline
Le critiche quando serve (e quando si meritano) è giusto muoverle, ma bisogna anche non esagerare. Dopo aver scritto sul blog mi sono andato a leggere i commenti sul Gazzettino e sulla Nuova e, pur se le opinioni sono tutte rispettabili, anche quelle di chi giornalista non è, ho notato che le disamine sono certo severe, ma non così pessimistiche come le nostre. Anche se i giocatori non leggono questo blog, credo che, sbollita la giusta rabbia, sia consigliabile cercar ancora una volta di pensare positivo e al riscatto immediato.
di Federico
Penso di esser stato quasi sempre uno dei più critici, sforzandomi però di analizzare e capire per quanto il nostro ruolo di spettatori (pur competenti e nel caso mio con oltre 30 anni di basket e di sport di squadra alle spalle) ci può consentire. Poi se crederci ancora vuol dire tornare sulle proprie critiche… Penso che tutti voi ci crediate altrimenti non sareste qui a farmi compagnia e buttar via qualche ora nel tentativo di sfogarsi, confrontarsi, capire e cercare qualche segno di speranza. Io ci credo e ci credete anche tutti voi, altrimenti non sareste pronti a sgolarvi. Che poi il campionato sia stato esattamente l’opposto di quello che ci eravamo immaginato è un’altra storia. Da qui le nostre critiche, le nostre analisi, le nostre accuse e le nostre difese. E volete che la dica tutta, in maniera marzulliana, se la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio, sotto sotto spero ancora in un miracolo: riuscire a vincere tre partite di seguito, galvanizzare squadra e ambiente, arrivare in forma fisica strepitosa, far venire fuori le qualità nelle quali tutti abbiamo sperato, arrivare di culo ai play off, dominarli e andare in a1… e visto che ci sono sogno anche che il giorno della promozione faccio 6 al superenalotto.
DA WWW.REYER.IT NEWS DEL GIOVANILE BENTORNATO STEFANO
di Marco Finco
Era il Settembre del 1983 e mi apprestavo ad iniziare la mia terza stagione nelle file del glorioso Basket Mestre nella categoria Ragazzi per i nati nel 1970. La convocazione mi è arrivata per le 16.00 al “Cavergnaghi” che per i tifosi dell’allora Lebole Mestre era il vecchio nome dell’attuale Taliercio. Di fronte alla squadra che aveva partecipato al campionato di Propaganda nell’anno 1982-1983 diretta da Giampiero Hruby e a molte facce nuove, veniva presentato dall’allora Presidente Celada un allenatore molto distinto, posato e sicuro. Era Stefano Bizzozi. Da quel momento sapevamo di avere di fronte uno dei migliori allenatori in circolazione; con lui si facevano allenamenti veramente duri, molto tosti ma non vedevamo l’ora fossero le 16.00 per iniziare e diventare “migliori”. Alle 15.15-15.30 eravamo già seduti sulle gradinate del palazzetto (in silenzio altrimenti dovevamo correre attorno all’anello) mentre in campo concludevano il loro allenamento i nati nel ’71 guidati da coach Eugenio Dalmasson. Ricordo come fosse ieri lo svolgimento degli allenamenti a cui non mancavamo nemmeno con 38 di febbre, una prima parte di riscaldamento dove già dopo 10 minuti la lancetta del serbatoio si accendeva ad intermittenza ma ci si ricaricava subito, l’intensità e la velocità. Ricordo che l’ora e mezza di allenamento passava in un lampo e con gli allora compagni di squadra (Orlandini, Foffano, Sgroi, Bergamo, Tegon, Zangrando, Pistellato, Aulisio, Pensa, Povellato, Lazzarini) sapevamo di essere un supergruppo con un super allenatore. Di Stefano ricordo la sua capacità nel programmare gli allenamenti sempre diversi e sempre di alto livello ed una preparazione esemplare delle partite già dall’allenamento del lunedì e se oggi sono un allenatore in Reyer, lo devo anche a lui, ai suoi insegnamenti in campo, e nelle varie lezioni tecniche a cui ho assistito. Da allora Stefano ne ha fatta molta di strada per diventare “migliore” e speriamo che nel suo lungo viaggio ritrovi qui un’altra Isola Felice.

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