Nelle isole le case si alzano per fronteggiare l’acqua alta

La situazione a Pellestrina dopo l'acqua alta del 12 novembre

Case singole, per lo più al pianterreno. Colorate, in genere piuttosto piccole rispetto ai nuovi standard. Talmente tradizionali e atipiche da diventare protagoniste di fotografie e immagini fortunate. Sui siti turistici, sui social, nei ricordi di chi a Venezia ha voluto dedicare qualche giornata alle sue isole. Ma case a volte scomode, che rischiano di andar sotto non appena si profila all’orizzonte un’acqua alta più o meno insidiosa. Case che rischiano di diventare piscine e che non consentono di far altro per mettersi in salvo se non di utilizzare delle pompe e di sbarrare la strada all’acqua con delle paratie. Nelle isole potrebbe presto non essere più così. La ferita profonda inferta dall’acqua altissima del 12 novembre ha dimostrato che qualcosa di più si deve poter fare. Il duro messaggio arrivato dalla natura potrebbe così portare un beneficio permanente.

Case più alte nelle isole

La Giunta comunale ha infatti adottato due varianti al Piano degli interventi che prevedono la possibilità di alzare fino a un livello di 130 cm sopra lo zero mareografico di Punta della Salute la quota dei pavimenti delle case che si trovano nelle isole. Case più alte, quindi, che consentano ai residenti di affrontare con serenità anche le maree eccezionali.
Il rialzamento della quota di calpestio non andrà a far perdere cubature perché, secondo quanto previsto dalle varianti, potranno essere alzati anche  i solai.
Ovviamente, per passare a interventi concreti, occorrerà l’ok definitivo da parte del Consiglio comunale e successivamente il parere favorelvole della Soprintendenza dal punto di vista paesaggistico .

Misure concrete per la residenza

Le varianti al Piano degli interventi prevedono anche altre novità. Il lavoro svolto ha portato infatti alla rimozione di una serie di piccole norme che, in concreto, bloccavano le possibilità di sviluppo delle nostre isole. Se approvate, le nuove disposizione consentiranno di collegare tutti i piani di due unità edilizie adiacenti (intervento finora possibile solo a piani alterni), realizzare scale diverse da quelle esistenti per ottimizzare gli spazi, suddividere le unità edilizie in più unità immobiliari.
Ancora, si prevede maggiore flessibilità per le modifiche interne (potendo, ad esempio, la possibilità di adeguare dimensione e posizionamento degli abbaini e quella di estendere la destinazione d’uso commerciale e artigianale ai piani superiori delle unità di minori dimensioni.
Le varianti rivedono profondamente le norme sui centri storici, garantendo più flessibilità e snellezza agli interventi edilizi, sia su immobili residenziali che ad uso commerciale.

Alcune disposizioni per Pellestrina

Oltre alla già citata modifica legata all’acqua alta, vi sono poi alcune disposizioni legate specificamente alla sola isola di Pellestrina.
Una prevede la possibilità di piccoli ampliamenti delle unità edilizie sugli scoperti di pertinenza. Un’altra introduce la modifica delle schede di piano per facilitare lo sviluppo residenziale.
Inoltre, potendo contare su strumenti più snelli, si potranno realizzare attività produttive e commerciali in località La Mara.
Al margine meridionale dell’isola, è stato individuato un ambito per lo sviluppo di attività di pesca e ittiturismo. E si prevede la revisione anche delle norme sulle zone agricole, rendendo possibile l’installazione di piccoli manufatti di servizio, e quelle sui percorsi acque, consentendo sul lato laguna la realizzazione di pontili amovibili a servizio dei pubblici esercizi.

Un lavoro “in squadra” con la gente

Alla base dei due provvedimenti ci sono le proposte presentate da cittadini, operatori economici, associazioni e stakeholders (ovvero i portatori di interessi sul territorio).
Sulla base dell’avviso pubblico approvato dalla Giunta nel 2016, sono arrivate al Comune 45 proposte per Pellestrina e 5 (molto articolate) per Burano, Mazzorbo e Torcello.
La maggioranza di queste sono state positivamente accolte, tant’è che già 35 di queste potranno essere immediatamente attuate tramite le varianti. Parte delle restanti, inoltre, potrà essere trattata con strumenti diversi.

 

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