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Influenza 2026-2027: quando arriva in Italia?

Influenza 2026-2027: quando arriva in Italia?

Dall’Australia ai vaccini, quello che sappiamo sulla nuova stagione

C’è chi è già a letto, raffreddato, con la tosse, febbre, mal di testa e dolori muscolari.
Sarà influenza?
In realtà la scelta, tra i virus respiratori della stagione, è ancora ampia. Circola ancora il Covid, circolano rinovirus e altri agenti infettivi della famiglia, soprattutto, tra i bambini, circola il virus respiratorio sinciziale.
D’altra parte, l’autunno sta entrando nel vivo, ma anche se non c’è una data da cerchiare sul calendario come giorno d’inizio ufficiale, si può dire che ancora l’influenza vera e propria, in Italia, non è arrivata.
Intanto le campagne vaccinali sono partite e nell’emisfero australe la stagione influenzale è già stata monitorata. Ecco quali sono le aspettative e come prepararsi.

Quando comincia l’influenza 2026-2027?

Le priorità del mese di ottobre per la sanità pubblica si chiamano prevenzione e monitoraggio.
E infatti, come raccomandato dal Ministero della Salute già a giugno, nella maggior parte delle regioni le campagne vaccinali sono state avviate già a inizio mese e dal 15 sono estese anche alla parte di popolazione che non rientra tra le persone “fragili”.

influenza

L’influenza non è infatti sempre una malattia banale. Per la maggior parte delle persone si risolve senza complicazioni, ma può provocare conseguenze gravi.
Secondo i dati OMS, ogni anno nel mondo si diagnostica circa un miliardo di casi di influenza, con 3/5 milioni di casi gravi e tra 290.000 e 650.000 decessi.
E la vaccinazione (insieme ad alcune prassi quotidiane: l”avarsi le mani, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, arieggiare gli ambienti e limitare i contatti ravvicinati quando si hanno sintomi respiratori”) resta una delle principali misure preventive contro l’influenza.
Per capire quando arriverà davvero, la finestra da osservare è quella delle prossime settimane per aspettarsi un picco tra dicembre e febbraio.

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In Veneto quasi un milione di dosi antinfluenzali

“Proteggersi con l’immunizzazione è la scelta più efficace di prevenzione, in particolare contro le forme gravi di queste malattie e soprattutto a beneficio delle persone più fragili come anziani, bambini, persone con disabilità e malati cronici – ricorda il medico e assessore alla Sanità e alla Programmazione sanitaria della Regione Veneto, Gino Gerosa- La campagna contro influenza e il COVID-19 è partita in modo progressivo. In questo modo – prosegue – siamo in grado di garantire priorità a chi ha un rischio maggiore di sviluppare forme gravi ovvero le persone più fragili e la popolazione pediatrica. La campagna proseguirà con la cittadinanza generale; a livello regionale sono stati acquistate 965.000 dosi di vaccini antinfluenzali, alle quale vanno aggiunte 25.375 dosi di anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale”.

L’Australia, è davvero il Paese da osservare?

Per capire come sarà la nostra influenza si guarda dove c’è già stata. E l’emisfero australe rappresenta un osservatorio utile, anche se non è una sfera di cristallo.
I dati che ne derivano possono però offrire indicazioni sui virus circolanti, sulle caratteristiche della stagione appena trascorsa e sull’efficacia dei vaccini.
Che cambiano ogni anno perché anche i virus evolvono e si modificano nel tempo.

Com’è andata in Australia e Sud America

In Australia, come rileva il rapporto pubblicato il 9 ottobre dall’Australian Centre for Disease Control, la stagione influenzale è ancora intensa, sebbene con segnali di rallentamento.
Ha prevalso l’influenza A, ma non un solo sottotipo.
Tra i campioni tipizzati, sono stati identificati sia A(H3N2) sia A(H1N1)pdm09, mentre l’influenza B ha rappresentato una quota molto più piccola dei contagi.
Per capire il peso clinico dell’epidemia, il rapporto utilizza anche i dati di una rete di ospedali sentinella. Tra gennaio e il 20 settembre, questa rete ha registrato 2.364 ricoveri per influenza associati a infezioni respiratorie acute gravi. Si tratta dei ricoveri osservati nella rete sentinella, non del totale nazionale.
Riguardo il vaccino, le prime stime suggeriscono che la vaccinazione abbia ridotto del 58% il rischio di rivolgersi al medico di famiglia per influenza e del 35% il rischio di ricovero.
In Brasile e in generale in Sud America, invece, rendono noto gli aggiornamentiPAHO/OMS, è risultata predominante l’influenza B.
Per la stagione italiana 2026-2027, la verifica decisiva arriverà dai dati settimanali di RespiVirNet e dalla sorveglianza europea.

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