IN ERASMUS NELLA CITTA METROPOLITANA

Ogni anno il Programma Erasmus porta nel nostro territorio centinaia di studenti universitari stranieri. Perché scelgono le nostre università? Cosa racconteranno della loro esperienza? Come giudicano il nostro modo di vivere paragonato a quello dei paesi di origine? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro

Il Programma Erasmus, introdotto nel 1987, è diventato un fenomeno culturale di ampia portata per gli studenti dell’Unione Europea. Il periodo di studio all’estero presso un’altra Università Europea, reso familiare al grande pubblico anche grazie al film L’appartamento spagnolo, è infatti per molti giovani europei la prima occasione per vivere all’estero in maniera indipendente. Complessivamente, gli atenei di Padova e Venezia ospitano oggi circa un migliaio di studenti da tutta Europa.

«Ca’ Foscari ha una media di 250 studenti Erasmus all’anno  – spiega Anna Colombini, dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’ateneo veneziano – scelgono Venezia principalmente per studi di Storia dell’Arte e Conservazione dei Beni Culturali, ma abbiamo un forte appeal anche per le Lingue Straniere (i nostri corsi di Lingue Orientali sono riconosciuti a livello europeo). Venezia poi esercita un fascino unico: una città in cui il “bello” è così diffuso ed a portata di mano offre un’esperienza non replicabile facilmente».

Il Progetto riscuote successo anche a Padova, dove si contano circa 700 studenti Erasmus in entrata. L’ateneo patavino, spiegano dall’Ufficio Relazioni Internazionali, ha una forte attrattiva sugli studenti europei, per diverse ragioni. Fondata nel 1222, l’Università degli Studi di Padova è infatti tra le più antiche  del mondo, e gode dei vantaggi di avere sede in una città d’arte che a sua volta è in posizione strategica rispetto a siti artistici interessanti (Arquà Petrarca, le ville della Riviera del Brenta, ecc.) ed è collegata ad altre città d’arte come Venezia, Treviso,  Bologna, Milano. Inoltre, Padova può dirsi a tutti gli effetti città universitaria, con spazi a dimensione di studente e tantissime attrattive culturali e sociali: caratteristiche che riscuotono grande successo tra i giovani.

Sono molti però anche gli studenti dell’area metropolitana che scelgono l’esperienza di studio in un altro paese della Comunità Europea. Tra i due poli universitari, sono attualmente 1.500 gli studenti in Erasmus all’estero. Le mete più gettonate sono Spagna, Francia, Regno Unito e Germania, mentre sono ancora poco conosciute le opportunità dei paesi dell’Est Europa. In crescita, invece, la richiesta di Erasmus in Turchia (che, pur non facendo parte dell’Unione, partecipa al Programma come paese associato).

L’esperienza Erasmus sta aiutando a gettare le basi per un substrato culturale europeo, o se preferite per un sentimento di cittadinanza comune nei giovani del Vecchio Continente, in cui si può essere se stessi pur avendo orizzonti più ampi. Forse, dopo la moneta unica, è oggi una delle iniziative più forti per la creazione di un mentalità europea.

CHE IDEA HANNO DEL NOSTRO TERRITORIO GLI STUDENTI IN ERASMUS?

 JULIA FEIS.

Studentessa di lingue. Città di provenienza: Gelsenkirchen (Germania). Università di provenienza: Università di Bochum (Germania). Sede dell’Erasmus: Università Ca’ Foscari di Venezia.

Perché proprio Venezia? «L’Erasmus in Italia era un mio sogno da molto tempo: sono per metà italiana, e questa esperienza è per me un’occasione di riscoperta delle mie origini e della lingua dei miei antenati. Ho scelto proprio Venezia perché è, in una parola, unica».

Cosa ti piace di più della vita di qui? «Il potersi spostare a piedi, o al massimo in vaporetto, attraverso un museo a cielo aperto. Vivendo qui si ha poi la possibilità di scoprire anche angoli nascosti della città, fuori dai soliti percorsi, ad esempio Sacca Fisola, l’isola della Giudecca, Castello (dove si trova, tra l’altro, il mio bar preferito)… Angoli della città che non puoi scoprire da turista».

La più forte differenza tra vivere e studiare qui rispetto alla tua città? «Vengo da un grosso distretto industriale,  nato intorno alle miniere di carbone…direi che non serve dire altro. La differenza più forte che sento è nelle persone: qui a Venezia ho trovato persone aperte, disponibili, “rumorose” (in senso buono)…così lontane, insomma, dalla riservatezza e dal contegno tedeschi!»

Una nota stonata? «ll caffè a prezzo maggiorato quando il barista sente l’accento straniero. Mi ha sorpreso poi che i veneziani residenti siano così pochi, in rapporto ai turisti: sarebbe bello, camminando tra campi e calli, trovare più spesso dei bambini che giocano…»

Resteresti a vivere qui? «Certo! E’ una città magnifica ma anche a misura d’uomo». 

 

PAVEL KRATOCHVIL.

Studente di storia dell’arte. Città di provenienza: Valašské Meziříčí (Repubblica Ceca). Università di provenienza: The Charles University in Prague. Sede dell’Erasmus: Università Ca’ Foscari di Venezia.

Perché proprio qui? «Per i miei studi, volevo vivere un’esperienza in una città d’arte italiana. Dall’Università di Praga non avevo molte opzioni di Erasmus, ma per fortuna Venezia era una di quelle».

Cosa ti piace di più della vita di qui? «Mi piace la possibilità di vivere letteralmente in mezzo all’Arte, ma tuttavia in una dimensione a misura d’uomo, senza auto né semafori, potendo scoprire con una sola passeggiata decine di luoghi e monumenti di altissima importanza artistica».

La più forte differenza tra vivere e studiare qui rispetto alla tua città? «Soprattutto gli spazi ed il senso delle distanze (sto imparando a misurare un percorso non in metri ma in minuti), ma anche la grandissima varietà di persone che si possono incontrare a Venezia, tra veneziani, turisti, studenti…»

Una nota stonata? «Gli appartamenti possono essere un po’ claustrofobici».

Resteresti a vivere qui? «Anche se considero Venezia una città bellissima, sono un amante degli spazi aperti e della natura. Non credo potrei trasferirmi stabilmente».

 

MATHILDE DEGENNE.

Studente di medicina. Città di provenienza: Plobannalec-Lesconil (Francia). Università di provenienza: Universitè de Bretagne Occidentale (Brest). Sede dell’Erasmus: Università di Padova.

Perché proprio qui? «Ero già stata a Padova tre volte, per venire a trovare il mio ragazzo (a sua volta in Erasmus) e con la città è scattato subito un feeling: Padova, oltre ad essere bella per i suoi palazzi ed i suoi monumenti, è viva, aggregante, semplice. In una parola, a misura di studente. Quando ho dovuto scegliere tra Padova, Perugia e Roma, non ho avuto dubbi».

Cosa ti piace di più della vita di qui? «Padova, come Brest, non è particolarmente grande ed è molto facile da vivere. Appena arrivata, grazie all’Associazione Studenti Erasmus, sono stata da subito in contatto con altri giovani sia italiani che da altri paesi europei ed ho potuto da subito conoscere una città socialmente vitale, ricca di eventi culturali e sociali. Studiare in questo contesto, che è amichevole senza essere invadente o soffocante, è decisamente più piacevole».

La più forte differenza tra vivere e studiare qui rispetto alla tua città? «Anche se Padova e Brest si somigliano, sono molto diversi gli abitanti.  Qui ho trovato una grandissima apertura da parte delle persone, un forte desiderio di parlare, incontrarsi, scambiare opinioni. Mi sembra che gli italiani siano più predisposti a fare amicizia, anche con chi viene da realtà diverse come noi studenti Erasmus».

Una nota stonata? «Mi piacerebbe ci fosse qualche struttura sportiva dentro il centro storico».

Resteresti a vivere qui? «Sì. Forse avrei un po’ di nostalgia, ma mi piacerebbe molto».

MARC BERTRAN BLEICH.

Studente di economia. Città di provenienza: Barcellona (Spagna). Università di provenienza: Universitat pompey Fabra (Barcellona). Sede dell’Erasmus: Università di Padova.

Perché proprio qui? «L’Erasmus è per me la prima esperienza di vita da solo. Da un lato volevo  conoscere l’Italia, dall’altro non volevo trasferirmi in una città troppo grande (abito già nella seconda più grande città della Spagna). Tra le opzioni c’era Padova, di cui tutti mi hanno parlato molto bene come qualità della vita. Arrivato qui, ho capito che le voci che avevo sentito erano tutte vere».

Cosa ti piace di più della vita di qui? «Facendo il confronto con la mia città, Padova è decisamente più giovane e più comoda, ma offre anche un ambiente multiculturale».

La più forte differenza tra vivere e studiare qui rispetto alla tua città? «Al di là della città, ho sentito poche differenze tra spagnoli ed italiani: siamo culturalmente portati all’incontro, a parlare, a fare amicizia. Da questo punto di vista mi sono sentito in un ambiente familiare, pur essendo all’estero. Sono un po’ diversi gli studenti del Nord Europa, di solito meno estroversi come carattere».

Una nota stonata? «Padova è ottima per uno studente, non so però se potrei vivere qui in altre vesti».

Resteresti a vivere qui? «Mi piacerebbe restare in Italia dopo la laurea, ma non credo che Padova sarebbe la mia sistemazione definitiva».

 

DI GIACOMO MOLUCCHI

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