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IL FUTURO? SIAMO NOI!

IL FUTURO? SIAMO NOI!

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C’è chi desidera andare in America e chi spera di diventare un regista televisivo,
chi vorrebbe più ore di laboratorio negli istituti e chi desidera studiare diritto al liceo:
benvenuti nella terra dei sogni (e nel mondo dei Rappresentanti
d’Istituto degli studenti superiori)

Che cosa significa rappresentare gli studenti? Quali sono i problemi della scuola oggi? Lo abbiamo chiesto ai Rappresentanti d’Istituto del territorio metropolitano, portavoce di una realtà studentesca sempre più determinata. La loro attività quotidiana è supportata dalle assemblee e dalle occasioni di dibattito, ma anche dalla comunicazione digitale, che grazie ai gruppi su Facebook e WhatsApp, li aiuta a diffondere le informazioni agli altri studenti. Innegabile però la loro sfiducia nel Belpaese e se la domanda è futuro, la risposta è estero. Nasce così la necessità comune di partire oltre confine per continuare gli studi o per trovare un lavoro, a causa del momento poco florido che il sistema Paese sta attraversando.
Un trend che deve essere invertito, per non perdere il capitale umano fondamentale per lo sviluppo: i nostri giovani. Ai rappresentanti di alcuni istituti superiori del territorio abbiamo chiesto:
1) Arrivato alla fine dell’anno, qual è il tuo bilancio
sull’esperienza scolastica?
2) Cosa ti aspetti dal futuro (post-scolastico)?
3) Cosa vuol dire essere rappresentanti degli studenti oggi?
Quali sono le responsabilità?
4) Nella “scuola che vorrei” quale materia e/o attività
aggiungeresti?
5) Con uno sguardo al futuro, quali sono le tue aspirazioni
e i tuoi sogni?
e loro ci hanno risposto:
DAVIDE FLORIAN
– Liceo “G.Berto”, Mogliano Veneto (TV) –
1) Devo dire che il percorso del liceo ha soddisfatto le mie aspettative, nonostante alcuni inevitabili momenti di stress. Negli ultimi anni, in particolare, mi ha permesso di maturare e di stringere molte amicizie.
2) Spero di poter vivere esperienze di studio all’estero e poi trovare un lavoro che mi faccia sentire realizzato e mi permetta di confrontarmi con più gente possibile.
3) Significa avere degli obiettivi e lavorare per raggiungerli. A grande richiesta degli studenti quest’anno abbiamo organizzato l’autogestione e siamo riusciti a svolgerla solo grazie all’aiuto di molti ragazzi, che hanno collaborato con noi. Infatti, anche se il nostro istituto raccoglie poco più di 900 studenti, è impensabile lavorare da soli; per questo una delle maggiori responsabilità di un rappresentante è anche quella di coordinare tutti quelli che vogliono impegnarsi per la propria scuola!
4) Aggiungerei più attività sportive nei primi due anni, perché sono gli anni migliori per scegliere un nuovo sport e quindi permettere di provarne di diversi, nell’ ambiente scolastico, può rivelarsi una buona opportunità. Per il triennio invece sarebbe fondamentale avere a disposizione più ore di laboratorio: io, frequentando lo scientifico tradizionale, posso contare sulle dita delle mani le volte in cui ci sono stato in questi cinque anni.
5) Ho deciso di studiare ingegneria nei prossimi anni. Non riesco ancora a immaginare con precisione quale sarà il mio futuro lavoro. Spero di avere un ruolo utile e di responsabilità e di poter collaborare con persone con il mio stesso carattere; spero inoltre di poter viaggiare molto, e non solo per lavoro s’intende. Mi piacerebbe molto visitare l’Australia!
ENRICO ELLERO
– Liceo “R.Franchetti”, Mestre (VE) –
1) Il mio bilancio è sicuramente positivo: ancora una volta ho avuto la conferma che questa è la scuola giusta per me, non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano. Mi sono trovato bene con gli insegnanti, con i compagni e con buona parte della “comunità scolastica”.
2) Dopo la scuola andrò ovviamente all’università, scelta pressoché obbligata per uno studente che si diploma in un liceo. Non ho ancora deciso definitivamente quale percorso di studi intraprendere, ma le facoltà che mi attirano di più sono giurisprudenza, scienze politiche e, per certi versi, economia. Naturalmente so che la laurea è solo un pezzo di carta e non garantisce un posto di lavoro, però credo che con la preparazione e la determinazione giusta si possa arrivare dove si vuole.
3) Non è semplice: bisogna preparare le assemblee, gestire varie attività, contattare persone ecc. E’ un impegno che in alcuni giorni può portare via molto tempo, perciò è necessario organizzarsi al meglio. Io sono sempre di corsa durante l’intervallo per parlare con gli insegnanti, il preside, il vicepreside e gli altri ragazzi, ma questo credo faccia parte della routine quotidiana di ogni rappresentante. La parte che meno mi entusiasma di questo “lavoro” è quella strettamente burocratica: preparare richieste scritte per ogni attività da proporre, compilare il verbale delle assemblee d’istituto, raccogliere soldi e adesioni…E’ ovvio però che, per quanto noioso, un buon rappresentante, deve saper fare anche questo!
4) Innanzitutto introdurrei nuovamente lo studio della storia dell’arte al biennio: è impensabile che al liceo classico si studi storia dell’arte solo per tre anni, è un vero insulto alla cultura! Inoltre vorrei che fosse data maggiore importanza a “Cittadinanza e Costituzione” perché mi rendo conto che molti miei coetanei, magari molto bravi nelle materie umanistiche e scientifiche, non sanno alcunché di politica, attualità, diritto, economia.
5) Mi piacerebbe molto fare il giornalista poiché sono sempre stato appassionato di politica e attualità e ho cominciato da un po’ di tempo a scrivere articoli, prima sul giornalino d’istituto, poi su un giornale online fondato da me e altri miei amici. Se devo essere sincero, anche il mondo della politica mi affascina…staremo a vedere!
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GIACOMO CONFORTIN
– Liceo “A.Canova”, Treviso –
1) Posso dire con molta serenità che da Settembre mi sento più maturo, arricchito. Di momenti difficili ce ne sono stati pochi, un po’ di stress talvolta, ma fa parte del percorso. Ho un ottimo gruppo classe, siamo molto affiatati!
2) Esco dalla quarta con le idee decisamente più chiare in fatto di orientamento universitario. Al momento di scegliere bisognerà valutare molte cose, ma la mia scuola offre un grande appoggio in questo. Sappiamo che la situazione nelle università non è rosea ovunque, ci sono molte cose su cui lavorare e aspetta a noi futuri studenti in primis farlo. Intanto penso ad affrontare bene la quinta!
3) Stiamo vivendo un’epoca di grande difficoltà per la politica e la rappresentanza. Però sfiducia e malcontento non devono tradursi in indifferenza ed estraneazione dalla realtà. È dalla scuola che bisogna cominciare formare dei cittadini, e secondo me la rappresentanza d’istituto è una buona palestra!
4) Se avessi una bacchetta magica mi precipiterei a Hogwarts! Scherzi a parte, integrerei i programmi ministeriali con materie pratiche; poi potenzierei le ore di cittadinanza e fisserei dei momenti di didattica alternativa; basterebbe anche mettersi in cerchio in classe una volta a settimana e discutere sulle notizie del giorno. Estenderei poi ad ogni istituto lo studio della storia dell’arte, perché per essere italiani bisogna assolutamente partire da lì.
5) Il mio sogno sarebbe diventare regista cinematografico. Ma se dobbiamo veramente guardare il futuro, senza metterci a piangere, sogno di vivere in un Paese dove tutti possano avere le stesse possibilità. Un Paese che rispecchi veramente la Costituzione. Un Paese dove essere felici.
GIULIA GATTO
– Istituto di Istr. Sup. “Polo – Liceo Artistico”, Venezia –
1) Nonostante ogni anno sia indiscutibilmente faticoso e stressante, sono abbastanza contenta di ciò che ho imparato e sono riuscita ad amare in questi anni. Parlo di amore, perché secondo me la scuola andrebbe presa con più positività, pensando che il traguardo da raggiungere non è la sufficienza, ma l’apprendimento dell’argomento. Ora, ovviamente, cerco solo di finire l’anno al meglio e godermi il riposo estivo!
2) Amo l’Italia, i suoi paesaggi, la gente semplice e amo la mia Venezia. Sento però che questo Paese sta diventando sempre più stretto per noi giovani, dove le cose rimangono immutate e non c’è cambiamento. Io, ad esempio, studio recitazione e mi piacerebbe proseguire la strada artistica. Le scuole di teatro in Italia però, salvo rare eccezioni, sono ferme al teatro di cent’anni fa. Pertanto vorrei provare ad entrare in una scuola di recitazione all’estero.
3) Essere rappresentante oggi è abbastanza frustrante, non per le responsabilità ma perché si deve fare i conti con il disinteresse della gente. Sono veramente poche le persone che hanno voglia di impegnarsi e di rischiare; molte sono invece quelle che si adeguano alle cose, sebbene siano pienamente consce che si potrebbe migliorare la nostra situazione.
4) Aggiungerei più ore di indirizzo, che nei licei artistici sono state diminuite: pittura, scultura, architettura e aggiungerei anche storia dell’arte. In un paese pieno di cultura trovo controproducente diminuire nelle scuole, sopratutto nei licei artistici, ciò che invece dovremmo esaltare. La mia scuola in particolare, essendo unita ad un liceo classico e musicale, potrebbe organizzare progetti davvero innovativi, ma la mancanza di fondi e di tempo rende tutto ciò più complesso.
5) Io sento che finite le superiori me ne andrò dall’Italia, ma con la speranza di tornare. La mia aspirazione è semplicemente essere felice, sentirmi appagata da questa vita, non pentirmi delle scelte fatte e degli errori che probabilmente commetterò. Sembrerà un pensiero banale, ma in questa società sempre più frenetica e ormai quasi priva di valori, la felicità è ciò che davvero, e più di tutto, spero di raggiungere.
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MIRIAM PATRESE
– Liceo scientifico “G.Galilei” di Dolo (VE) –
1) Il mio percorso scolastico, in particolare quest’anno, è stato sicuramente formativo. Non solo per le lezioni frontali, ma soprattutto per i numerosi progetti extrascolastici realizzati come gli stage lavorativi e gli scambi culturali, che ci hanno permesso di fare nuove e utili esperienze.
2) Mi aspetto di iniziare l’università, spero psicologia, e di trovare un ambiente stimolante. Inoltre vorrei poter studiare finalmente ciò che mi interessa per il piacere di farlo e non perché costretta, come spesso invece accade a scuola.
3) Significa cercare di soddisfare le richieste degli studenti e fare da mediatori. Questo ruolo aiuta a capire ulteriormente quanto sia complesso il sistema scolastico e quanto sia difficile farne parte. La responsabilità più grande è riuscire a coinvolgere gli studenti in attività extrascolastiche e creare gruppi di discussione su fatti di attualità.
4) Se avessi una bacchetta magica al liceo aggiungerei il diritto. Penso sia scandaloso non imparare a capire la politica, a sapere come funziona il sistema elettorale, a studiare l’organizzazione del parlamento e del governo. Su questo, noi liceali, siamo molto “ignoranti”.
5) Senza nulla togliere al liceo che mi ha dato molto, non vedo l’ora di studiare in maniera più specifica quello che mi interessa, e non in generale di tutto un po’. Mi piacerebbe poi una volta finita l’università o prima di iniziarla, passare un anno all’estero per conoscere nuove realtà. Sarebbe spiazzante e alienante conoscere solo quella in cui viviamo, no?
ELIA COSMO
– Istituto Professionale “A.Barbarigo”, Venezia –
1) Sono soddisfatto perché in questa scuola abbiamo la possibilità di esprimere la nostra creatività attraverso l’arte della cucina e di metterci in relazione con le persone attraverso l’attività di receptionist. Inoltre gli stage lavorativi e gli scambi culturali in questi anni ci hanno permesso di fare nuove e utili esperienze.
2) Di poter mettermi in gioco nel mondo del lavoro (opportunità che questo tipo di scuola offre) dimostrando la mia preparazione. Dove? Partirei dal territorio veneziano e poi con il tempo chissà.. magari in tutto il mondo!
3) Devi essere occhi, orecchie e bocca degli studenti che ti sostengono, poiché se sei rappresentante è merito loro. Inoltre devi essere sempre vigilie e garantire la sicurezza della scuola sotto ogni aspetto!
4) Probabilmente, più che aggiungere una materia, farei in modo di poter avere più ore di pratica, che nelle scuole è ancora troppo poca.
5) Il mio sogno è di andare via dall’Italia, soprattutto perché le offerte lavorative nel nostro Paese sono sempre meno. Vorrei andare negli Stati Uniti: un “sogno americano” che spero di realizzare, perché mi sento molto vicino alla loro realtà.
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LUIGI MAZZER
– Liceo “U.Morin”, Mestre (VE) –
1) E’ stato un bel percorso. A me piace molto studiare e ho sempre avuto un ottimo rapporto con tutti i professori anche dal punto di vista umano. Sono stato soddisfatto anche del mio percorso di studi, perché pur essendo un liceo scientifico, ho potuto studiare una seconda lingua straniera, latino, filosofia e quindi avere un quadro didattico molto variopinto.
2) Avrei deciso di fare Ingegneria al Politecnico di Milano. E’ un corso di studi che mi piace e che è molto rivendibile dal punto di vista lavorativo. Nel frattempo mi concentro sulla maturità, nella quale sia io che la mia famiglia, abbiamo riposto molte aspettative.
3) Non è facile. Gli studenti oggi sono molto disinteressati e agiscono poco come collettività. Questo va inserito nel più ampio contesto di sfiducia totale che i giovani hanno in questo momento verso il cambiamento. Un rappresentante, per me, dovrebbe essere un megafono che amplifica le istanze e le esigenze degli studenti, però molte volte manca la voce che ci sta dietro.
4) Io inserirei Diritto, perché secondo me è importante che dopo la scuola, uno studente sappia tutelarsi in un mondo che tanto amichevole non è: se si conoscono i propri diritti è più facile difendersi. Utile sarebbe poi avere un’infarinatura di economia, poiché una volta usciti dalla scuola ci si rapporta con un mondo in cui i soldi, nel bene o nel male, sono importanti. Non sapere niente di titoli di Stato, gestione di un bilancio (anche familiare) è un limite anche nella comprensione dei programmi politici, che molte volte fanno leva su aspetti prettamente economici.
5) Io ho scelto di fare il rappresentante anche perché ho una passione per la politica. Mi piace l’idea di lavorare per il bene comune, per la società, mettendomi a disposizione degli altri. Il tipo di ingegneria che vorrei fare è ingegneria gestionale e quindi con un’impronta economica. Non mi dispiacerebbe lavorare per organizzazioni no-profit, oppure nel settore pubblico. Sono un ragazzo abbastanza ambizioso. Io punto molto in alto, e poi… si vedrà!
GIOVANNI SVALDUZ
– Liceo “U.Morin”, Mestre (VE) –
1) Il bilancio è sicuramente positivo se prendo in considerazione il percorso di studi e la formazione ricevuta. Siamo un piccolo liceo, lontano per geografia, da alcune problematiche legate al centro città.
2) Appena finirò le superiori vorrei adottare un ritmo di vita più tranquillo, gestendomi autonomamente gli studi, senza dover rispettare le scadenze dei professori. Vorrei fare architettura, un po’ perché mi piace e un po’ perché mio padre è architetto e ha uno studio. Vorrei quindi studiare con la speranza poi, un domani, di lavorare nello studio di famiglia.
3) Inizialmente c’era stata la volontà di candidarsi per riuscire a sistemare delle cose, che nel nostro liceo non funzionavano. Di fatto, nel momento in cui ci siamo candidati, abbiamo capito che non era così semplice, sia per le divergenze d’opinione con il dirigente, sia per i pochi strumenti a nostra disposizione. Abbiamo cercato di fare assemblee di dibattito su temi d’attualità, come ad esempio quella sulla legalizzazione della marijuana.
4) Io aggiungerei diritto ed educazione civica, perché è un ambito molto trascurato. Non c’è spazio nei programmi ministeriali per trattare questa parte di programma, nonostante insegni a stare al mondo. Studiare la Costituzione sarebbe utile, visto che saremo noi i cittadini del futuro!
5) Architettura, architettura e… architettura!
GIACOMO SINATO
– Liceo “E.Fermi”, Padova –
1) Sicuramente positivo perché ho ricevuto una preparazione molto buona.
2) Mi piacerebbe entrare all’università per poi trovare un lavoro.
3) Significa essere il portavoce degli studenti, farsi carico delle loro richieste ed essere sotto gli occhi di tutti. Da qui derivano molte responsabilità!
4) Aggiungerei musica. Moderna però, non classica.
5) Trovare un lavoro che sia ben retribuito e che, soprattutto, mi piaccia.
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ENRICO ZUIN
– Istituto Tecnico “A.Pacinotti”, Mestre (VE) –
1) E’ stato un ottimo anno e abbiamo raggiunto molti obiettivi importanti.
2) Mi aspetto di riuscire ad entrare molto velocemente nel mondo del lavoro.
3) E’ un ruolo molto importante. Bisogna portare avanti i pensieri e tutte le necessità degli studenti.
4) Aggiungerei il diritto. Nel mio istituto, ad esempio, dal prossimo anno verrà tolto lo studio di questa materia al triennio, mentre io penso che sia una materia molto importante.
5) Il mio sogno è di finire la scuola con un bel voto e di trovare un buon lavoro.
ERNESTO MOLIN
– Liceo “L.Stefanini”, Mestre (VE) –
1) Non è solo la fine di un anno, bensì di cinque anni. Un percorso, nel mio caso duro e faticoso.
2) Mi aspetto di andare all’università e di non essere più giudicato per quello che faccio o per quello che sono, bensì di essere valutato per le mie capacità e conoscenze. Il mio sogno è di entrare allo IUAV di Venezia, nella classe di design della moda.
3) Vuol dire soprattutto spendere molto tempo ed energia, in cambio di però di grandi soddisfazioni. Le responsabilità sono molte, poiché abbiamo quattro voti nei consigli d’istituto e dobbiamo quotidianamente ascoltare le richieste degli studenti; un’attività che svolgiamo con piacere, poiché è sempre bello sentirsi un punto di riferimento per qualcuno.
4) Sicuramente inserirei musica. Non capisco perché non venga ormai più considerata. La ritengo importante tanto quanto la letteratura e l’arte: se le unissimo tutte e tre si creerebbe un triangolo perfetto di forme espressive. Sarebbe importante far capire finalmente ai giovani, che non esiste solo Dj Antoine.
5)C Sogno di diventare una persona completa, anche grazie al bagaglio di esperienze che ho costruito negli anni. Il mio sogno è quello di diventare il nuovo direttore creativo di Saint Laurent, anche se è molto difficile. Ridimensionando tutto, mi piacerebbe ambire ad un posto nel gruppo di designer, per seguire le collezioni.
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DIEGO URBAN
– Istituto Tecnico “Gritti-Foscari”, Mestre (VE) –
1) Più che positivo, sono contento della scelta fatta cinque anni fa.
2) Vorrei conseguire la laurea in “Economics and Management”, inserendomi poi nel mondo della finanza.
3) Significa ascoltare gli sfoghi degli studenti oltre che essere intermediario tra il corpo studentesco e le autorità scolastiche. Bisogna cercare di soddisfare il più possibile le richieste degli studenti, mediare le situazioni di conflitti che possono crearsi all’interno della scuola, ascoltare le idee e i pareri di tutti gli studenti senza farsi influenzare da giudizi personali.
4) Se avessi una bacchetta magica tornerei alla scuola prima della riforma, che ha portato delle grosse modifiche dall’ordinamento degli istituti tecnici. Darei priorità alle materie tecniche di indirizzo, circoscrivendo attorno a 12/13 le materie sufficienti in media per le scuole.
5) Premetto che sono un ragazzo molto ambizioso ma allo stesso tempo realista e il sogno del successo sportivo l’ho accantonato. Terminata l’università, mi piacerebbe fare un’esperienza all’estero per arrivare a lavorare come broker in qualche società finanziaria.
FIORENZA SCARPA
– Ist. di Istr. Sup. “Polo – Liceo Artistico”, Venezia –
1) Sono soddisfatta! Sentiamo spesso i professori dirci che, anche se non lo capiamo adesso, le nozioni che apprendiamo ci serviranno per il futuro. Io, grazie al mio indirizzo di studi, ho la fortuna di toccare con mano l’utilità di ciò che apprendo e questo è un incentivo non indifferente.
2) Quando ho iniziato le superiori era già iniziata la crisi economica, che grava ancora adesso e che mi ha influenzata. L’unica certezza che ho adesso, finiti gli studi, è che non starò in Italia.
3) Dal momento in cui vieni eletto ti prendi degli impegni con tutte le componenti scolastiche: in primis con gli studenti, ovviamente, ma nei consigli d’istituto ci si confronta anche con professori, personale A.T.A., genitori e preside. Cercare di comprendere le richieste di tutti e portare avanti le proprie a volte è difficoltoso. Sapere di dover rappresentare la volontà degli studenti, cercare in tutti i modi di farla accettare (che non è cosa semplice), ti fa capire che responsabilità hai.
4) Storia contemporanea e dibattito. La scuola dovrebbe formarci per il futuro, creare cittadini consapevoli. Non metto in dubbio l’importanza delle materie scolastiche che studiamo, ma l’informazione, quella vera, manca. Dibattito perché secondo me è fondamentale confrontarsi e a volte scontrarsi con idee diverse. Dopo essersi informati su ciò che succede nel mondo, conoscere punti di vista differenti può essere d’aiuto per la crescita personale di uno studente.
5) Migliorare l’ambiente scolastico in cui noi studenti viviamo ogni giorno, duecento giorni l’anno. Per il resto, spero di trovare delle opportunità che mi permettano di fare della mia vita ciò che mi piace, e di non stancarmene mai.
VALENTINA ROSSETTO
– Liceo “Duca degli Abruzzi”, Treviso –
1) Quest’anno è passato piuttosto in fretta, mi sono impegnata molto e ho ottenuto alcuni risultati di cui sono molto contenta. Adesso bisogna fare solo un ultimo sforzo per concludere bene l’anno.
2) È da un paio di mesi che sto pensando a quale potrebbe essere la mia strada, a ciò che voglio fare e diventare, ma non ho ancora le idee del tutto chiare. Quello che so con certezza è che non voglio fare un lavoro insignificante e noioso, voglio trovare qualcosa che mi coinvolga e che mi soddisfi.
3) Essere un rappresentante degli studenti non è facile, soprattutto se si vogliono organizzare tante cose, come stiamo facendo nella nostra scuola. Vuol dire saper ascoltare i bisogni e le richieste degli studenti e riuscire, nel migliore dei modi, a soddisfare le loro esigenze, che alla fine sono anche le nostre. Inoltre significa trovare del tempo da dedicare alla scuola e alle iniziative da proporre, organizzando riunioni, giornate ed eventi.
4) Aggiungerei musica. Per me è una parte essenziale della cultura e della tradizione del nostro Paese e deve essere studiata come storia dell’arte. Con musica non intendo lo studio di uno strumento, ma il ruolo sociale e culturale che essa ha rivestito nel corso della storia.
5) Non ho le idee del tutto chiare. L’unica cosa certa è che non voglio avere una vita insignificante. Ligabue canta “chi s’accontenta gode, così così” e ha ragione! Accontentarsi non significa vivere, significa sopravvivere. Anche se non so ancora in quale università andrò (e se andrò), non ho intenzione di accontentarmi e di vincere facile. Non ci sarebbe gusto e non ci sarebbe emozione.
ReyerZine_22_rappresentanti6

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