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Il calcio, sport in continua evoluzione: ora cambia il fuorigioco

Il calcio, sport in continua evoluzione: ora cambia il fuorigioco

Nella sua lunga storia, il calcio è cambiato molto. All’inizio fu una palla riempita da piume e capelli che doveva entrare in una porta di bambù.

Definirlo semplicemente uno sport è quantomai fuori luogo.
Il calcio, in Italia e non solo, è fenomeno di costume, elemento di scontro e aggregazione che unisce e contrappone tutte le generazioni, dai bambini agli anziani.
Un microcosmo apparentemente sempre uguale a se stesso, ma che in realtà vede continui aggiornamenti.
E se tra i ragazzini basta un pallone e un po’ di spazio per sfidarsi all’insegna di alcune semplici regole basilari, arrivando alla pratica agonistica le novità introdotte anno dopo anno sono molte più di quelle che comunemente si può pensare.

Tocco volontario e involontario

L’ultima, riguarda il fuorigioco, la cui interpretazione è ora legata alla discrezionalità dell’arbitro, chiamato a definire se l’eventuale ultimo tocco di palla da parte del difensore è stato volontario oppure no. A cancellare la posizione di fuorigioco per l’avversario ora può essere solo infatti un passaggio sbagliato, non un passaggio deliberatamente sbagliato in quanto non è concesso trarre vantaggio dal fatto di trovarsi in fuorigioco.

fuorigioco

Il fuorigioco: cosa cambia

Il “fuorigioco” è previsto dalla regola 11 del regolamento ufficiale del gioco del calcio e prevede che un attaccante debba avere tra sé e la porta avversaria almeno due giocatori (portiere compreso) dell’altra squadra nel momento in cui viene coinvolto nell’azione dal passaggio di un compagno (tranne che questo arrivi da una rimessa laterale effettuata con le mani). In caso contrario, l’arbitro fischierà una punizione a favore di chi si sta difendendo.
Finora, la deviazione di un difensore rimetteva in gioco l’attaccante. D’ora in poi, questa “sanatoria” non sarà più applicata.

Il calcio tra storia e curiosità

Il fuorigioco era già previsto nelle prime regole del calcio moderno, scritte a Sheffield, in Inghilterra, nel 1858 e uniformate da 11 club dell’area di Londra nel 1863.
Il gioco del pallone, però, risale a molti secoli addietro.
Uno sguardo retrospettivo rimanda addirittura al XI secolo a.C., in Cina, quando lo Tsu-Chu era praticato solo con i piedi e con una palla composta da piume e capelli di donna che doveva esser infilata in una porta in canne di bambù.
Sei secoli dopo, in Giappone, dove si giocava al Kemari e la palla non doveva mai toccare terra.
Dalla Grecia, dov’era in voga nel IV sec. l'”Episkyros” arrivò con il nome di “Harpastum” (“strappare con forza”)  alla Roma classica diventando il passatempo preferito dei legionari, che usavano mani e piedi e lo fecero conoscere anche in Inghilterra, dove poi è nato il calcio moderno.

Il calcio e la squadra di 11 giocatori

Il gioco era entrato nei college frequentati dai nobili, che si sfidavano in partite appassionate, ma le regole non erano uguali ovunque.
In alcuni college si utilizzavano in alcune situazioni anche le mani e questi sostenevano dovesse permanere questo uso. In altri, invece, si utilizzavano solo i piedi e così volevano fosse giocato il calcio. Ebbero la meglio questi ultimi, che fondarono la Football Association, di fatto la prima federazione calcistica nazionale. Sul numero dei giocatori in campo, invece, non ci fu da disquisire: le camerate dei college erano formate da 10 studenti e da un precettore. 11 appunto.

fuorigioco

Il fuorigioco dalle origini a oggi

Il primo regolamento è del 1863. Ma già in quello del 1864 veniva specificato che, per avere una posizione regolare dell’attaccante, servivano 4 difensori tra lui e la porta.
Il numero fu diminuito a 3 nel 1866, mentre è del 1907 la modifica che prevede la posizione di “offside” solo nella metà campo avversaria.
Altra novità, del 1924 è quella dell’introduzione del “fuorigioco passivo”, secondo cui non viene considerato in posizione irregolare il giocatore che non interferisce con l’avversario o con il gioco. Infine, nel 1926, c’è stato il passaggio all’attuale numero (2) di difensori richiesti per tenere in gioco l’attaccante.

Dalle interpretazioni alla tecnologia

Per quanto riguarda la nostra Serie A, l’ultimo aggiornamento è arrivato nella stagione 2004/05, stabilendo che che un giocatore è in fuorigioco se una parte qualsiasi del suo corpo, escluse le braccia e le mani, è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone sia rispetto al penultimo difendente.
Ma la più recente novità, a livello internazionale, è quella del “fuorigioco semiautomatico”, utilizzata per la prima volta nella finale di Supercoppa Uefa vinta a Helsinki dal Real Madrid sull’Eintracht Francoforte il 10 agosto 2022.
Attraverso l’utilizzo di telecamere specializzate, in grado di tracciare 29 punti diversi del corpo di ogni giocatore, i dati estratti dal video sono inviati al Var (l’assistente dell’arbitro che valuta le situazioni al monitor) per un giudizio praticamente in tempo reale. È già stato annunciato che questa tecnologia sarà impiegata anche al mondiale 2022 in Qatar.

Tutte le evoluzioni del calcio

Quanto alle altre modifiche, guardando ai tempi più recenti, è del 1992 lo stop alla possibilità di raccogliere il pallone con le mani per il portiere che lo ha ricevuto da un retropassaggio di un compagno e del 2019 l’eliminazione della norma che prevedeva che il pallone fosse in gioco solo una volta uscito dall’area di rigore in occasione di rinvii dal fondo o punizioni all’interno della stessa area.
Risale al 2020 l’aumento del numero delle possibili sostituzioni di giocatori in campo fino a un massimo di 5 (prima erano 3, all’inizio della storia del calcio, e per molti anni, addirittura nessuna). Così come sono progressivamente aumentati i giocatori che possono sedere in panchina: proprio da quest’anno passeranno da 12 a 15.

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