I conti tornano: la crisi fa meno paura

foto Venezia - di Luca Padovani

L’amministrazione ha presentato nel corso di una conferenza stampa il rendiconto di gestione del Comune di Venezia per l’esercizio 2019 approvato dalla Giunta comunale.
“Il dato 2019 parla di un risultato positivo di 62 milioni di avanzo – ha annunciato l’assessore al Bilancio, Michele Zuin.  Siamo in attivo, con ampio anticipo rispetto al 2042, termine ultimo concesso dalla legge per recuperare”.
Il saldo, in 5 anni, è dunque in attivo di 134 milioni di euro, 91 dei quali solo nell’ultimo anno.
Un dato che consente scelte importanti in questo momento di emergenza.
“Di fronte a mancate entrate, soprattutto legate al turismo, che sono in continua evoluzione e potrebbero avvicinarsi per il Comune ai 120 milioni siamo preoccupati. Ma, con questi numeri, lo siamo molto meno, perché la situazione è meno drammatica di quello che potrebbe essere -ha chiarito Zuin – Soprattutto, per fortuna non dovremo andare a toccare i servizi. Ecco cosa vuol dire aver messo i conti a posto”.

Plateatici: una misura concreta

Uno dei primi provvedimenti consentiti dal bilancio è stato l’estensione fino a fine anno del’esenzione del pagamento della COSAP, la tassa dovuta dagli esercenti che usufruiscono di un plateatico.
A Venezia, i plateatici sono circa 1.600 e il mancato introito per le casse comunali ammonta così a 1,8 milioni di euro. Ma l’Amministrazione ha previsto la copertura, nonostante il decreto legge “Rilancio” non abbia previsto il completo rimborso da parte dello Stato.
Un segnale importante, nella prospettiva del rilancio, anche perché a essere gratuita sarà anche l’occupazione di suolo pubblico legata all’estensione facoltativa del 50 per cento dei plateatici, già concessa dal Comune. Così come gratuite saranno le nuove concessioni temporanee, ammesse dalla Giunta per quei locali di somministrazione di alimenti e bevande che, in precedenza, non usufruivano di un plateatico.

 

Nuove strategie per il riequilibrio

Partire da 62 milioni di avanzo libero vuol dire “affrontare la crisi con un’arma in più”, ha detto l’assessore al Bilancio. “È come aver scalato già metà della montagna”. I competenti uffici comunali sono comunque già al lavoro per perfezionare la strategia complessiva per colmare il buco. Ai 62 milioni, si aggiungono i 16 di avanzo vincolato derivante dall’imposta di soggiorno e la parte assegnata al Comune di Venezia dal decreto “Rilancia Italia”. “Al momento, la cifra di cui siamo sicuri per questa voce ammonta a 9,8 milioni”, ha ricordato Zuin. Il Comune sta inoltre rimodulando i mutui in essere.

 

Ca’ Farsetti Comune di Venezia

“Di qui al 31 luglio – ha spiegato l’assessore – possiamo mettere in atto una serie di cose, iniziando a programmare una manovra di riequilibrio con il riassestamento. Ma interverremo solo su spese di funzionamento non legate ai servizi. Del resto, in 5 anni, non abbiamo mai diminuito i servizi, né smantellato il sistema di welfare. Abbiamo semplicemente ottimizzato le risorse, con una politica diversa e una diversa taratura dei servizi”.

Altri risultati importanti

Tra le altre cifre importanti c’è la liquidità di cui dispone l’amministrazione.
Da maggio 2018 – ha rimarcato Zuin – dopo 20 anni di cassa negativa, siamo in cassa libera. E questa, oggi, ammonta ad altri 62 milioni. Una liquidità che, in pratica, equivale ad avere un conto corrente positivo, senza bisogno di attingere ad anticipi di tesoreria e senza dover pagare interessi”.

Anche il conto economico, con 140 milioni di utile (l’anno scorso erano stati 65 milioni) e la tempestività dei pagamenti (effettuati, nel primo trimestre, addirittura con un anticipo medio di 11 giorni rispetto alla scadenza) sono segnali importanti. “Devo ringraziare – ha concluso l’assessore – tutti gli uffici comunali, che si sono adeguati a una strategia di bilancio completamente diversa rispetto agli anni precedenti, e in particolare la Direzione bilancio e finanza. La liquidità non viene fuori dal nulla, ma nasce da un’attenta revisione dei processi e dei controprocessi dell’amministrazione. E i 62 milioni di avanzo non c’entrano nulla con lo Stato: Roma ci ha aiutato solo sulla parte di investimenti, ma questo risultato è frutto del nostro lavoro”.

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