I conti di Venezia: Bilancio sistemato, incentivi alla residenzialità e meno tasse per i cittadini veneziani

Nella foto in alto: Cà Farsetti sede del Comune di Venezia

Dall’anticamera del dissesto finanziario (con uno squilibrio di 100 milioni di deficit nella situazione di cassa e un disavanzo di amministrazione di 72,7 milioni) alla possibilità di prevedere una riduzione della pressione fiscale per tutti i cittadini: dal 2015 a oggi, la situazione finanziaria del Comune di Venezia è cambiata decisamente in meglio, grazie all’azione di riequilibrio dei conti portata avanti dall’Amministrazione.

Ad annunciare la possibilità di tornare all’attuazione di politiche che portino benefici a famiglie e aziende della città è stato l’assessore al Bilancio Michele Zuin in occasione della presentazione della manovra di bilancio di previsione 2019-2021.

 

L’assessore al Bilancio del Comune di Venezia Michele Zuin

Nello specifico, tra le misure adottate è stata prevista in particolare una riduzione media generalizzata della Tari del 2,7% (con un beneficio per le famiglie con almeno tre figli ancor più rilevante) e, per favorire la residenzialità, del 30% per circa 650 negozi alimentari di vicinato e del 20% per gli oltre 4.200 esercizi commerciali fino a 100 metri quadri non situati all’interno dei grossi centri commerciali. Riduzioni tariffarie che saranno coperte con l’utilizzo di 4 milioni di euro derivanti dagli introiti dell’imposta di soggiorno. 

Per favorire le locazioni a carattere residenziale, sono state poi eliminate le riduzioni tariffarie dell’imposta di soggiorno per le locazioni turistiche, sia nelle isole che in terraferma. Sono state inoltre rimodulate le tariffe ZTL per i bus e quelle per l’emissione della tessera Venezia Unica (favorendo gli studenti). È stato infine scelto di non effettuare aumenti sulle altre imposte e tributi.

Quanto agli investimenti, nel 2019 verranno finanziati interventi netti per 80 milioni di euro e, sul fronte della liquidità, si è registrato dal 2015 al 2018 un miglioramento medio di 97 milioni, non prevedendo inoltre il ricorso a nuovo debito, dopo che l’indebitamento a medio-lungo periodo era costantemente diminuito, dal 2014 al 2018, prevedendo un attestamento, a fine anno, a circa 275 milioni. Nel quadriennio, è stato sottolineato, il disavanzo è stato ridotto di bem 18,5 milioni.

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