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GOCCE DI FERRO

GOCCE DI FERRO


Il singolare progetto fotografico di Marco ferro
Non è certo un personaggio comune Marco Ferro, lo si capisce sia ammirando le sue opere fotografiche, sia avendo l’occasione di parlarci. Veneziano, 43 anni, Marco si è costruito una rispettata carriera di manager nel settore Comunicazione, lavorando per alcune delle più prestigiose aziende italiane. Avvicinatosi “per hobby” alla fotografia, non poteva comunque realizzare opere banali: il suo primo lavoro è stato “Impollinazioni”, libro realizzato per beneficenza, dedicato alla sua antica passione per i fiori, universo vicino ed al tempo stesso sconosciuto.
Ora Marco Ferro affronta il mondo delle gocce, ancora quindi un lavoro di macrofotografia. “Ho sempre pensato fin da bambino – ci dice l’autore – che il nostro mondo, cui diamo tanta importanza, sia solo un atomo di qualcosa di più grande, per noi incomprensibile. Da qui, credo che la vera serenità la possiamo trovare solo nelle cose piccole. Diffido da tutto ciò che vuole essere grande”.
Oltre alla cura dell’aspetto tecnico, il lavoro del fotografo secondo Marco deve essere anche e forse soprattutto quello spirituale, ovvero riuscire a  trovare, sui 360° di possibile angolazione visiva, quell’unico grado che permette di cogliere l’anima del soggetto. L’altro elemento fondamentale della fotografia dell’autore veneziano è il colore “essenziale per valorizzare quello che abbiamo nell’obiettivo della nostra macchina fotografica, ma anche per trasmettere il nostro stato d’animo o quello di chi ci sta vicino.

Nei colori c’è tutto: l’immagine, l’emozione, l’energia”. Come mai le gocce? “L’acqua è per antonomasia il movimento, una materia in continua trasformazione.  Niente come le gocce può disegnare le forme più svariate, dove ognuno di noi riconosce quello che il suo animo gli suggerisce.
Ciò che il fotografo vede non deve necessariamente essere la stessa cosa dello spettatore, sarebbe un imperdonabile atto di arroganza. Io cerco di trasmettere la mia interpretazione, ma non voglio legarvi nessuno. Da questo punto di vista le gocce sono perfette”. Il risultato anche in questo secondo gruppo di opere, dopo quelle dedicate ai fiori, esprime grandissima intensità e predisposizione d’animo, ma per Marco Ferro la fotografia è rigorosamente una passione. “Lo scopo delle mie opere – ci confessa – è innanzitutto quello di stare bene io, di divertirmi e di stupirmi ogni volta della bellezza e della spettacolarità del mondo che mi circonda. Nascono in maniera direi autoriferita, come espressione del mio interesse per tutte le forme di manifestazioni visive. Ovviamente se possono portare dei proventi ad opere di beneficenza, ne sono entusiasta”.
DI CLAUDIO PAVANELLO

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