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Giovani: tra corsa ai vaccini e "campagna a premi"

Giovani: tra corsa ai vaccini e "campagna a premi"
Paolo Crepet

Una canna per un vaccino.
Potrebbe sembrare uno scherzo. Ma è quello che accade in America.
Più in qua, la controparte diventa una birra elargita a 50 centesimi, un abbonamento in palestra o dei biglietti della lotteria.
Eppure, i giovani non si sono fatti attendere all’appuntamento con gli open day del vaccino laddove, in Italia, si sono fatti. E hanno riempito in poche ore i posti disponibili laddove di open day non ce ne sono stati ma un’apertura a tutte le classi di età ha consentito anche a loro di prenotarsi.
Dopo tante restrizioni, il sogno dei ragazzi è quello di tornare a godere della libertà di muoversi, di andare in vacanza, all’estero o anche solo nei locali senza sentirsi particolarmente a rischio.
Ancora non possono ballare nelle discoteche ma la buona stagione, il venir meno del coprifuoco e la fine delle scuole favoriscono la voglia di stare insieme. O di ritornare a casa senza temere di essere degli untori.

vaccino Johnson

La psicologia delle ricompense

Quindi, perché offrire qualcosa in cambio perché si vaccinino?
Quella che viene definita la “psicologia delle ricompense” ha preso il via negli Stati Uniti, ma funziona anche in India, negli Emirati Arabi, pure in Italia visto che proprio a Messina, in Sicilia, è stata avviata la distribuzione delle birre a 50 centesimi, praticamente regalate, nei centri in cui si sarebbero vaccinati i maggiori di sedici anni.
«E’ triste che si debba ricorrere alla ricompensa perché i giovani si vaccinino – sottolinea lo psicologo e sociologo Paolo Crepet -Iniziative simili purtroppo testimoniano che al giorno d’oggi la maggior parte degli adulti ha un’idea generale di educazione dei figli sbagliata. Così facendo – conclude – perdono in realtà  l’occasione per spiegare un dovere civico».

“Così i giovani crescono con pretese”

Se è vero che gli open day di immunizzazione dei giovani in tutta Italia hanno avuto il boom di adesione, “do ut des” sembra essere in molti casi la frase latina che probabilmente meglio si addice alla campagna vaccinale degli adolescenti. “Io do affinchè tu dia”, che tradotto in termini pratici equivale spesso alla promessa di un premio per incentivare gli adolescenti a vaccinarsi.
«Se si pensa che addirittura in America si è arrivati a stabilire che chi si vaccina avrà una “canna” a spese dello Stato – dice ancora Crepet – questi sono livelli che fanno venire i brividi. L’immagine è purtroppo quella di adulti senza polso nei confronti dei giovani che in questo modo crescono con “pretese” piuttosto che con richieste e che si abituano a fare avendo qualcosa in cambio».

Perché i giovani si vaccinano

In realtà in molti casi non è così e lo si è visto con la corsa alle prenotazioni in tutto il territorio nazionale.
Nelle regioni degli “Open day” per i giovanissimi questi ultimi hanno risposto in maniera massiccia senza pensare di ricevere nulla, se non una maggior protezione, per se stessi e per gli altri.
Qualcuno ha spiegato di aver vissuto questo momento come un momento di liberazione dall’ansia che lo accompagnava da oramai un anno, qualcun altro ha espresso la serenità di poter ritornare a casa, dove convive con familiari immunodepressi, senza timore di portare il virus.
Molti altri hanno motivato la loro scelta con la voglia di sentirsi più liberi di muoversi.

Il giorno record dei vaccini

In  Campania, Friuli Venzia Giulia e Umbria hanno fatto almeno la prima dose di vaccino rispettivamente il 26,48%, il 22,27% e il 22,15% di giovani. In Veneto, dove la regione ha deciso di non procedere con gli open day, il 13,25%.
In generale, nella guerra alla pandemia, l’Italia sembra aver ingranato il giusto ritmo. Tra inoculazioni per fasce d’età e open day, il nostro Paese ha raggiunto il record delle 600 mila vaccinazioni al giorno.
Nel frattempo, l’Agenzia europea per i medicinali Ema si pronuncerà entro il mese di luglio in merito all’estensione del vaccino Moderna agli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni.

 

 

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Tag:  giovani, vaccini